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Archivio delle notizie flash

   

Marzo 2002

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Cuore: quello degli italiani a rischio ipertensione e fumo

Vitamina C riduce incidenza cataratta

Primavera: allarme allergie per 4 milioni di italiani

Antinfiammatori rischio di tumore alla prostata

Donne: obesità e fumo invecchiano il cuore

Cancro colon retto, chemio in pillole da prendere a casa

Emicrania: italiani più colpiti, 6 milioni di vittime

Caffè protegge i denti dalla carie

Farmaci: un foglietto illustrativo a misura di anziano

Occhi, in Italia aumentano interventi di cataratta

Sanità: servizi da garantire durante lo sciopero

Ospedali: ispezioni Nas, 317 infrazioni su 463 controlli

Medici di famiglia: dura 8 minuti la visita, 15 se è a casa

"Alzheimer: Morbo di... Che brutta parola questa!"

Dieta ed esercizio contro il diabete

Sonno "rumoroso" per un adulto su quattro

Alzheimer, si previene mantenendo attivo il cervello

Diabete: per combatterlo meglio la dieta mediterranea

Anziani: case su misura per 700mila malati di demenza

Stress, causa di un tumore su tre

Salute: ottima al Sud, il Nord si ammala di più

Studio Usa: Viagra non fa male al cuore

Il fumo uccide più di un milione di europei l'anno

Artrite: olio di fegato di merluzzo fa bene alle articolazioni

   

 

 

Cuore: quello degli italiani a rischio per ipertensione e fumo

Fino al 31% gli ipertesi e nella stessa percentuale i fumatori. Tanti sono gli italiani che espongono il proprio sistema cardiovascolare a "incidenti" come infarto o ictus. A ricordare le cifre e a tracciare una "mappa del rischio" è Paolo Verdecchia, direttore del Dipartimento di malattie cardiovascolari dell'azienda ospedaliera di Perugia, intervenuto ad un convegno sul rischio cardiovascolare nel nefropatico. «Tra i fattori di rischio - ricorda - rientrano anche l'ipercolesterolemia e l'obesità. La prima riguarda dal 21 al 25% della popolazione, la seconda invece ne affligge dal 16 al 21%. Bisogna inoltre sottolineare che molte persone associano più fattori». L'ipertensione coinvolge maggiormente i maschi del nord (32%) e le femmine del sud (32%), mentre l'eccesso di colesterolo nel sangue predilige quelle del nord (26%). Il fumo invece aumenta fra i maschi del sud (36% contro il 27% del nord) e l'obesità fa disperare il gentil sesso "mediterraneo" (29%).

 

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Vitamina C riduce incidenza cataratta

La cataratta si combatte a tavola. Con l'assunzione quotidiana di vitamina C è infatti possibile ridurre fino al 60% l'incidenza di alcune forme che colpiscono precocemente quali la subcapsulare posteriore. è questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition che ha valutato gli effetti benefici della nutrizione su 493 infermiere seguite dal 1979 fino al 1995. Il campione, di età compresa tra i 53 e i 73 anni, è stato sottoposto a visita oculistica per l'individuazione della cataratta ogni 2 anni. Contemporaneamente sono state prese informazioni sull'alimentazione e l'uso di integratori vitaminici. «Dall'elaborazione dei dati - scrive Allen Taylor, coordinatore della studio - è stata individuata una significativa interazione tra età, consumo di alimenti contenenti vitamina C e incidenza della cataratta». In particolare l'assunzione di cibi ricchi di vitamina C ha ridotto del 56% il rischio di sviluppare la cataratta subcapsulare posteriore prima dei 60 anni di età, mentre l'assunzione per almeno 10 anni di integratori di vitamina C abbatte l'incidenza di questa forma della malattia anche del 60%. Tra gli altri fattori che riducono il rischio di ammalarsi: l'assunzione di folati e carotenoidi e il non aver mai fumato.

 

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Primavera: allarme allergie per 4 milioni di italiani

Con l'arrivo della primavera scatta l'allarme allergie per circa quattro milioni di italiani. La stagione a rischio quest'anno è iniziata in anticipo, e l'8-10% della popolazione soffre di raffreddori da fieno, problemi agli occhi e alle mucose. A mettere in guardia gli italiani è Giampiero Maracchi, bioclimatologo del Cnr, che spiega: «Il caldo inatteso ha determinato la fioritura anticipata di numerose piante, soprattutto i cipressi, che stanno creando problemi in tutta la penisola». Secondo i dati del bollettino del polline dell'Associazione italiana di aerobiologia, restano alte in tutta Italia le concentrazioni di polline di cipresso, mentre a Nord sono in aumento i pollini di ontano e a Sud la parietaria. A peggiorare la situazione ci si mettono gli agenti inquinanti: «la combinazione di allergeni naturali e molecole artificiali - dice il bioclimatologo - causano un'impennata di reazioni allergiche. Ci sono poi alcune allergie, fra cui proprio quelle da pollini di cipresso, che in questo periodo possono essere scambiate per influenza o infezioni virali, perché i sintomi sono gli stessi e la stagione può trarre in inganno». Per cercare di ridurre i fastidi l'esperto consiglia di consultare subito il proprio medico di fiducia e prevenire, seguendo le sue indicazioni, i rischi legati alle allergie da polline.

 

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Antinfiammatori abbassano rischio tumore alla prostata

Un uso quotidiano di farmaci antinfiammatori diminuisce i rischi di sviluppare il cancro della prostata negli uomini: la scoperta delle proprietà preventive nei confronti di questo tipo di tumore di medicinali quali aspirina, ibuprofene ed altri analgesici comuni, è stata fatta da ricercatori della prestigiosa Mayo Clinic di Rochester nel Minnesota. Gli scienziati guidati da Rosebud Roberts hanno esaminato per cinque anni la salute di 1.362 uomini di razza bianca. I volontari che assumevano dosi quotidiani di farmaci appartenenti alla categoria degli antinfiammatori non steroidei hanno evidenziato la metà dei rischi di sviluppare il tumore della prostata, rispetto agli uomini che non prendevano questo tipo di medicine. Al termine dei cinque anni dello studio - spiega il rapporto pubblicato sulla rivista Mayo clinic Proccedings - il 4% dei volontari che assumevano gli antinfiammtori ha manifestato il cancro della prostata, contro il 9% riscontrato tra chi non aveva preso alcun medicinale di questo tipo. Gli scienziati osservano però che i risultati sono preliminari, e va ancora determinato quale dosaggio degli antinfiammatori andrebbe usato a scopo preventivo.

 

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Donne: obesità e fumo invecchiano il cuore

è allarme obesità e fumo per le donne italiane. Se il sovrappeso è ormai un problema generale in tutta Italia, nel Sud 1 donna su 3 è decisamente obesa. Negli ultimi 20 anni è aumentato anche il numero delle fumatrici. E insieme fumo e obesità minacciano il cuore, facendolo invecchiare prima del tempo. è l'allarme lanciato a Roma del convegno "Conoscere e curare il cuore" in programma a Firenze. «Rispetto al 1994 - ha detto il presidente del Centro per la lotta contro l'infarto, Pier Luigi Prati - la percentuale delle donne obese è triplicata, passando dal 7% al 20%». I dati più recenti, presentanti dal responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare Ass4 Medio Friuli, Diego Vanuzzo, mostrano che nel Sud è obeso il 29% delle donne fra 35 e 74 anni (considerando solo quelle in menopausa si può arrivare al 40%). Il numero delle obese nella stessa fascia d'età scende al 17% (fino al 21% nelle donne in menopausa) nel Centro e al 14% (fino al 18%) nel Nord. «E lo stile di vita il responsabile di questo squilibrio», ha rilevato Vannuzzo. «Le donne obese mangiano male e fanno poco esercizio fisico». Fanno poco movimento soprattutto le donne che hanno poco tempo libero, problema che sembra affliggere soprattutto le donne del Sud.

 

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Cancro colon retto, chemio in pillole da prendere a casa

Contro il tumore del colon retto arriva la chemioterapia "in pillole" da prendere a casa. Il nuovo farmaco si chiama ftorafur-uracile ed è disponibile in Italia da febbraio in fascia H, cioè distribuito solo in ospedale. Ma poi può essere assunto dal paziente a casa propria, senza la necessità di ritornare in ospedale più volte a settimana come si era costretti a fare finora per le infusioni di chemio. «Una piccola "rivoluzione" - sottolinea il professor Roberto Labianca, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) - per la qualità di vita dei malati, soprattutto per quelli anziani, i più colpiti da questa neoplasia». Il cancro del colon retto è la seconda causa di morte per tumore, dopo quello del polmone fra gli uomini e della mammella fra le donne. Colpisce di più il "sesso forte" e gli anziani: il 90% dei casi si registra infatti fra gli over 55. Ogni anno sono 600mila i nuovi casi nel mondo, 150mila in Europa. In Italia si ammalano 34mila persone l'anno, con un'incidenza di 77 nostri connazionali ogni 100mila abitanti, il dato più alto rispetto a Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. Nel nostro Paese ci si ammala e si muore di meno al Sud, dove l'alimentazione «è naturalmente - spiega l'oncologo - più ricca di frutta, verdure, cereali e fibre, che proteggono da questa neoplasia, mentre si portano a tavola meno grassi animali rispetto alle Regioni settentrionali».

 

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Emicrania: italiani più colpiti, 6 milioni di vittime

Italiani "vittime" preferite dell'emicrania. A soffrirne sono in 6 milioni, pari al 12% della popolazione generale: un piccolo "esercito" di pazienti, che batte quello di Inghilterra (dove la prevalenza e' del 7%), Francia (5%), e perfino quelli di Africa (dal 2,9 al 7,2%), Giappone (8,4%) e Stati Uniti (11%). Ma l'incidenza del male non è l'unico primato del Bel Paese, che brilla anche come "leader" delle cure fai-da-te. «I pazienti che si rivolgono al medico, infatti - hanno ricordato gli esperti oggi in conferenza stampa a Milano - sono solo 2 milioni; gli altri 4 mancano all'appello e ricorrono in maniera indiscriminata agli analgesici da banco, venduti senza ricetta». «L'emicrania non è un semplice disturbo - ha spiegato Giuseppe Nappi, neurologo dell'università La Sapienza di Roma e presidente del Centro interuniversitario Cefalee e disordini adattativi - bensì una vera e propria malattia, diffusa, complessa e cronica». Non solo, «è una patologia che dipende dall'età, dal sesso (le donne sono circa 2 volte più colpite degli uomini) e dalla predisposizione genetica: almeno la metà delle forme, infatti, è da considerasi di tipo eredo-familiare».

 

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Caffè protegge i denti dalla carie

Caffè per conservare la salute dei denti. La bevanda, infatti, sarebbe in grado di prevenire la carie grazie a particolari proprietà antibatteriche a condizione di non esagerare con lo zucchero, il vero "nemico" del sorriso. Lo ha dimostrato una ricerca delle università di Pavia e Ancona, pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry. I grani di caffè torrefatto, secondo gli studiosi che hanno realizzato test "in vitro", hanno la capacità di tenere sotto controllo lo Streptococcus mutans, microrganismo implicato nello sviluppo della carie. Lo studio ha passato in rassegna differenti campioni di caffè, verde o torrefatto, di tipo robusta o arabica. è stato così osservato che tutti i campioni impedivano allo Streptococco, dal 40,5% al 98%, di fissarsi sullo smalto. L'attività antibatterica era però meno evidente nel caso dei grani non torrefatti. I ricercatori hanno anche comparato la normale polvere a quella istantanea che, a sorpresa, si è dimostrata più efficace. Dopo aver analizzato anche le specialità decaffeinate, i ricercatori hanno tuttavia concluso che ad avere le proprietà "anti-antiadesive" non è la caffeina ma la trigonellina, sostanza che contribuisce a dare aroma e gusto alla bevanda.

 

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Farmaci: un foglietto illustrativo a misura di anziano

Cambia il foglietto illustrativo dei farmaci, che diventa a misura di anziano: semplice nei concetti, compilato con domande e risposte, soprattutto stampato a corpo 10, in modo più leggibile per chi ha problemi di vista. Lo ha annunciato il ministro della Salute Girolamo Sirchia, nel suo intervento al convegno sugli "Stati sociali a Milano". «L'Italia - ha detto Sirchia - non ha ancora affrontato veramente il problema del rispetto degli anziani: ci siamo dimenticati che questa è la generazione che ha fatto il boom economico, che ha subito la guerra, che ha fatto grande l'Italia». Secondo Sirchia l'emarginazione dell'anziano la si vede in tante cose: «dal traffico delle città - ha detto -, dalla sosta sui marciapiedi, per cui gli anziani non riescono a uscire, alla sicurezza. Si vede soprattutto - ha aggiunto il ministro - anche nelle piccole cose. Una di queste piccole cose abbiamo cercato di risolverla». Sirchia si è riferito al cambiamento del foglietto illustrativo dei medicinali, attraverso un accordo fatto con Farmindustria. «Molti anziani - ha spiegato il ministro della Salute - ci scrivono e ci dicono che non riescono a capire i foglietti illustrativi. Non riescono nemmeno a leggerli. Noi li abbiamo impostati, quindi, in un modo diverso: con domande e risposte semplici e con un corpo 10, in modo tale da renderli leggibili davvero e utili alle persone che usano i farmaci. Non ai medici, a cui va una scheda tecnica».

 

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Occhi, in Italia aumentano interventi cataratta

Italia paese di "quattrocchi", con 25 milioni di persone colpite da difetti della vista. E con un numero altissimo di interventi chirurgici agli occhi: oltre 360 mila operazioni di cataratta l'anno e circa 500 mila interventi "elimina occhiali". è proprio la chirurgia oculistica nel nostro paese a "preoccupare" la Società Oftalmologica Italiana (Soi), che in una conferenza stampa, ha puntato il dito soprattutto sulla mancanza di norme in materia e sul fenomeno dei ricoveri impropri in ospedale, spesso inutili e costosi. «Gli interventi più frequenti nel nostro paese - ha riferito Matteo Piovella, segretario nazionale della Soi - sono quelli di cataratta, che colpisce 3 persone su 4 dopo i 70 anni, di chirurgia refrattiva (la "elimina-occhiali") e quelli per le maculopatie, che insieme coprono il 70% dei 900mila interventi chirurgici oculistici l'anno. In Italia però - denuncia - manca una disciplina generale sulla chirurgia ambulatoriale, che oggi è possibile nella maggior parte dei casi. Ciò provoca il fenomeno preoccupante dei ricoveri inutili. Nonostante le recentissime disposizione sui livelli essenziali di assistenza impongano che la chirurgia refrattiva venga fatta solo in regime privatistico, molte regioni continuano ad "offrire" questo intervento a carico del Ssn, spesso con un ricovero in ospedale costoso e inutile».

 

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Sanità: servizi da garantire durante lo sciopero

Pronto soccorso, interventi chirurgici urgenti, ambulanze, assistenza ad handicappati e disabili. Ma anche, controlli su cibi e bevande. Queste alcune delle prestazioni che dovranno essere garantite da medici e operatori del Servizio sanitario nazionale durante lo sciopero. In Gazzetta ufficiale del 28 febbraio 2002 sono stati pubblicati tre accordi, siglati a settembre scorso da Aran e sindacati di categoria, «sui servizi pubblici essenziali e sulle procedure di raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero della dirigenza sanitaria, tecnica ed amministrativa e del personale del comparto del Servizio sanitario nazionale». Lo sciopero dovrà essere proclamato almeno 10 giorni prima. In ogni caso, dovranno essere garantiti ai pazienti il pronto soccorso, la rianimazione e terapia intensiva, le unità coronariche, l'assistenza ai grandi ustionati, l'emodialisi, le prestazioni di ostetricia legate al parto, la medicina neonatale, le ambulanze ed eliambulanze, il trasporto degli infermi. E ancora, i servizi di area chirurgica per l'emergenza e la terapia sub-intensiva, le unità spinali, le prestazioni terapeutiche e riabilitative già in atto o non rinviabili senza danni ai pazienti, l'assistenza, anche domiciliare, ai portatori di handicap e agli anziani, i farmaci indispensabili, i servizi trasfusionali.

 

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Ospedali: ispezioni Nas, 317 infrazioni su 463 controlli

I carabinieri dei Nas, d'intesa con il ministero della Salute, hanno ispezionato gli ospedali e le case di cura private ed accreditate su tutto il territorio nazionale. A fronte di 463 controlli sono state accertate 317 infrazioni penali ed amministrative e deferite alle competenti autorità 190 persone. Sequestrate 968 confezioni di medicinali ed alimenti scaduti di validità ed in cattivo stato di conservazione per un valore complessivo di 11.432,00 euro. Gli illeciti più frequenti sono utilizzo di specialità medicinali scadute di validità, inosservanza alla legge sul divieto di fumo, carenze igieniche nei locali destinati alla manipolazione ed alla cottura degli alimenti. Il ministro della salute Girolamo Sirchia ha lodato l'operato e l'impegno costante dei Nas. «Gli illeciti più frequenti - si legge in una nota ministeriale - dimostrano che la strada giusta da perseguire è assicurare in tutte le strutture sanitarie un sistema di garanzia della qualità, che preveda procedure standardizzate di controllo e formazione programmata del personale. è anche una conferma che occorre investire sulla promozione di stili di vita corretti e continuare a tutelare i non fumatori dal fumo passivo».

 

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Medici di famiglia: dura 8 minuti la visita, 15 se è a casa

Dura in media otto minuti la visita dal medico di famiglia in ambulatorio, 15 se il medico va a casa del paziente, per raggiungere la quale, sempre in media, spende un altro quarto d'ora. Sono alcuni dei risultati preliminari di una indagine svolta dalla Fimmg, la federazione nazionale dei medici di famiglia. Il grosso del lavoro si volge proprio in ambulatorio: su 166 visite settimanali ben 141 avvengono in studio, poco meno di 18 sono domiciliari e 5 in altri luoghi come negli ricoveri. Per visita si considerano tutti i momenti di incontro con il paziente, dalla prescrizione del farmaco all'incontro per la diagnosi vera e propria. Sono 21 milioni gli italiani che si recano "almeno una volta all'anno" negli studi dei circa 50.000 medici di famiglia. Curioso il dato che le donne con il camice bianco raccolgano, sempre in media, un numero di pazienti inferiore rispetto a quello dei colleghi uomini: 887 contro 1.115. In genere poi i medici di famiglia risultano non essere doppiolavoristi: sono pochissimi quelli che oltre ad assistere pazienti in convenzione con il servizio sanitario nazionale si dedicano alla libera professione, se lo fanno succede solo all'inizio della carriera ma appena raggiungono poco più dei mille assistiti rinunciano ai pazienti extra. Gli studi, inoltre, risultano essere sempre più attrezzati e collegati in rete: l'84% dei medici è dotato di computer, una percentuale che supera abbondantemente quella riscontrata in altre categorie professionali. E proprio gli studi più attrezzati risultano essere quelli più vantaggiosi per il servizio sanitario nazionale. I medici che in ambulatorio hanno il computer o altri strumenti per le diagnosi, prescrivono il 18% in meno dei farmaci prescritti negli studi non attrezzati. Ma a conti fatti il risparmio riguarda solo lo stato: i medici con gli studi migliori spendono in attrezzature ma non guadagnano più di coloro che non hanno segretaria, che compilano ricette a mano, che non svolgono alcun controllo strumentale. I guadagni infatti possono variare molto: con una media di 1000 pazienti il medico incassa 80-90 milioni lordi l'anno ma a questa cifra bisogna detrarre le spese per lo studio (ammortamenti o affitto), la segretaria (il cui costo può variare dai 10 ai 30 milioni l'anno) e le spese per altre attrezzature.

 

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"Alzheimer: Morbo di... Che brutta parola questa!"

La Casa di Riposo "San Biagio" di Bovolone (VR), giovedì 14 marzo 2002, organizza una tavola rotonda sulla rete dei servizi offerti dal territorio a supporto del malato di Alzheimer, dal titolo "Alzheimer: Morbo di…Che brutta parola questa!". Interverranno il Dott. Benvenuto Borese ("Rete dei servizi sul territorio del Distretto Socio-Sanitario n. 3"), l'Assistente Sociale Tresente Micaela ("Nucleo protetto per le demenze") dell'Istituto per Anziani "Casa de Battisti", i Comuni del Distretto ("Servizi offerti") e la Dott.ssa Chiara Sandri, Vice Presidente Associazione Alzheimer Italia e il Dott. Paolo Ferrari della Sezione di Verona ("Ruolo dell'Associazione e dei familiari"). La manifestazione si svolgerà presso la Sala Civica del Comune di Bovolone alle ore 20.00.

 

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Dieta ed esercizio contro il diabete

Per ridurre drasticamente la probabilità di sviluppare il diabete senile basta dimagrire e praticare attività fisica. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. La ricerca ha coinvolto uomini e donne di mezza età, sovrappeso e con alta glicemia a digiuno, i principali fattori di rischio per il diabete di tipo II, quello senile. Il programma prevedeva una riduzione del 7% del peso corporeo e due ore e mezza di attività fisica la settimana. Nei tre anni successivi l'incidenza del diabete tra i pazienti è risultata più che dimezzata. Secondo i ricercatori, un sano stile di vita è l'arma più efficace per evitare il diabete, anche nelle persone più a rischio.

 

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Sonno: "rumoroso" per un adulto su quattro

Sonno "rumoroso" per un adulto su 4. Che, russando, costringe i propri coinquilini a convivere con un rumore capace di raggiungere i 90 decibel di volume - come un camion o un martello pneumatico - e i 25 hertz di frequenza: un frastuono in grado di "bucare" i muri, propagandosi nelle stanze accanto. I più colpiti sono i maschi ultrasessantenni, gli obesi e le persone abituate a dormire a pancia in su. E benché il disturbo sia diffuso quanto una malattia sociale, spiega Maurizio Sampietro, otorinolaringoiatra dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), è spesso misconosciuto perché «erroneamente attribuito al cosiddetto "naso chiuso"». In realtà dipende da «un'ostruzione transitoria delle prime vie respiratorie, che rischia di cronicizzarsi diventando un'autentica minaccia per la salute».

 

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Alzheimer, si previene mantenendo attivo il cervello

In un articolo apparso sul Journal of the American Medical Association i ricercatori del Rush Alzheimer Disease Center di Chicago dimostrano che gli anziani che mantengono elevata la loro attività cognitiva riducono il rischio di ammalarsi di demenza senile precoce. Lo studio ha coinvolto 700 soggetti sani, dai 65 anni di età in su, che sono stati seguiti per 4 anni e mezzo. Al reclutamento, e poi una volta all'anno per tutto il periodo di osservazione, sono stati eseguiti 21 test cognitivi per valutare la memoria, il linguaggio, l'attenzione e l'abilità spaziali. Calcolato, in base a una scala di 5 punti, anche il tempo speso quotidianamente in 7 mansioni comuni fondamentali per tenere attivo il processo requisizione dati nel cervello quali vedere la Tv, ascoltare la radio, leggere un giornale o una rivista e un libro, giocare a carte, scacchi, fare le parole crociate o costruire puzzle e frequentare musei. «Maggiore è il tempo dedicato a queste attività - sottolinea Robert Wilson, coordinatore della ricerca - minore è il rischio di rimanere vittime dell'Alzheimer». Durante il periodo di osservazione 111 soggetti hanno sviluppato questa forma di demenza senile precoce. Dall'analisi della "vivacità cerebrale" è risultato che i più colpiti erano i meno attivi. Non solo, ma in media ad ogni punto in più della scala del dinamismo mentale giornaliero è corrisposta una diminuzione del 33% dell'incidenza dalla malattia. Rallentato negli iperattivi anche il declino delle capacità cognitive legato all'avanzare dell'età. «Anche se ancora non sono chiari i meccanismi che legano la stimolazione delle attività cerebrali con l'Alzheimer - afferma Wilson - questo studio è il primo a dimostrare che mantenendo in funzione il cervello si riduce il rischio di essere colpiti dalla demenza senile precoce». Secondo gli esperti sono dunque fondamentali ulteriori ricerche che mettano in relazione le singole mansioni giornaliere con le funzioni cognitive. «Nel futuro infatti - conclude Wilson - l'Alzheimer potrebbe essere combattuto anche prescrivendo una serie di esercizi cognitivi da svolgere ogni giorno».

 

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Diabete: per combatterlo meglio la dieta mediterranea

I diabetologi dicono no al cosiddetto "euro-cibo". Per evitare il diabete di tipo 2, che colpisce soprattutto gli adulti, infatti, conviene limitare gli alimenti preferiti dai "colleghi" di Eurolandia, innanzitutto latticini e carni grasse, conservando invece le sane abitudini della dieta mediterranea. è l'avvertimento degli esperti riuniti ad Abano Terme per il Congresso nazionale su alimentazione e diabete, promosso dall'università degli Studi di Padova. A preoccupare gli specialisti sono in particolare i numeri del diabete di tipo 2: «un'epidemia emergente - assicurano - anche nei bambini e negli adolescenti». Nella prevenzione della patologia, ma anche dell'obesità e delle complicanze cardiovascolari che spesso la accompagnano, ciò che mettiamo in tavola gioca un ruolo fondamentale. Eppure gli italiani sembrano dimenticarselo, «come pure gli altri Paesi dell'area mediterranea che - riferisce Marinelda Patella, specialista in scienza dell'alimentazione - nel giro di 10 anni si sono allineati ai consumi di danesi, olandesi, tedeschi e inglesi». Oggi assumiamo quantità via via maggiori di latte e derivati, prosegue l'esperta, e mangiamo molta più carne rispetto a quanto facevamo negli anni '80, con la conseguenza che la quantità di colesterolo accumulata si avvicina sempre più a quella del Nord Europa. Benvenuti euro e Unità europea, commenta Patella, «ma facciamo in modo che l'uniformità sia solo politica e di pensiero, e cerchiamo di salvaguardare la nostra dieta mediterranea».

 

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Anziani: case su misura per 700mila malati di demenza

Gli italiani invecchiano e cresce il numero delle persone con problemi di pensiero e memoria. Sono gli "anziani disorientati", secondo stime del Parlamento europeo almeno 700mila "over 65" afflitti da demenza senile. Per adeguare le abitazioni alle esigenze di questi particolari inquilini, sono state progettate case su misura, con attrezzature ed accorgimenti "ad hoc" per anziani malati di demenza. Porte in colori diversi per caratterizzare gli ambienti in modo che siano facilmente riconoscibili, messaggi che aiutino la persona a rendersi conto del tempo che passa, percorsi per facilitare il movimento. Fino ad adeguamenti più radicali: bagni attrezzati a misura di carrozzelle, letti e vasche "ad hoc". Le diverse soluzioni saranno presentate al convegno nazionale a Verona Fiere sul tema "Alloggi assistiti per anziani con problemi cognitivi". Obiettivo, permettere al malato nei diversi gradi di evoluzione della patologia, di continuare a vivere in condizioni di sufficiente autonomia, grazie ad una serie di stimoli e sollecitazioni. Insomma, facilitare la vita quotidiana e il movimento in casa, favorendo anche l'esercizio fisico, estremamente importante per i dementi.

 

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Stress, causa di un tumore su tre

La morte di un figlio, una grave malattia in famiglia, una detenzione ingiusta. E all'improvviso ci si ammala di cancro. Sono i casi in cui la malattia è collegata al forte stress, «che si rivela un pericoloso "alleato" per un tumore su tre». Parola di Massimo Biondi, psichiatra della Sapienza, che proprio di stress e tumori parlerà al VII Congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia (Sopsi). «Non ci sono studi di questo tipo, ma le segnalazioni permettono di stimare in un terzo dei casi oncologici quelli facilitati dallo stress. Si tratta di eventi di perdita sentiti come non riparabili. Ma anche la solitudine e il basso supporto sociale possono rendere più "vulnerabili" all'azione dello stress». La conferma arriva da studi sugli animali che, dice lo psichiatra, hanno dato risultati "impressionanti". «Si è visto che i topini spediti negli istituti di ricerca e stressati dal viaggio, rispondono meno alle cure. E, spesso, i tumori iniettati loro dai ricercatori crescono più in fretta». Insomma, lo stress non provoca il cancro ma «è in grado di aumentare la suscettibilità ai tumori e di velocizzarne la crescita».

 

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Salute: ottima al Sud, il Nord si ammala di più

Al Sud Italia ci si ammala di meno. Il 76% dei meridionali, infatti, gode di ottima salute contro il 71,7% degli abitanti del Nord-est. A fotografare i disturbi che affliggono gli italiani è stato l'Ufficio studi Unioncamere Emilia-Romagna, sulla base degli ultimi dati Istat. La salute della Penisola è peggiorata leggermente in questi ultimi anni. Nel 2000 il 73,7% dei nostri connazionali dichiara di stare bene, rispetto al 75,5% del '99. Il 36,1% della popolazione soffre di almeno una malattia cronica contro il 34,9% del '99. Il 45,8% dei malati cronici si considera in buona salute, come due anni fa. Artrosiartriti affliggono il 19% dei malati cronici, seguite dall'ipertensione (12,1%).

 

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Studio USA: Viagra non fa male al cuore

Anche chi è affetto da certe malattie cardio-circolatorie può tranquillamente assumere il Viagra: la pillola contro l'impotenza, secondo un nuovo studio effettuato negli Stati Uniti, non fa male e non costituisce un pericolo. I risultati della ricerca, eseguita da un team della Mayo Clinic e della Mayo Foundation di Rochester, nel Minnesota, sono stati pubblicati sull'ultimo numero della rivista medica Journal of the American Madical Association. Gli esami sono stati compiuti su 105 uomini di una età media di 66 anni, tutti affetti da una cardiopatia non grave e non soggetti a terapie a base di nitrati. Ad alcuni di loro sono state somministrate pillole di Viagra, agli altri zollette di zucchero. Un'ora dopo sono stati tutti sottoposti ad una serie di esercizi fisici per simulare una situazione di stress. «I risultati sono stati quelli che ci aspettavamo, l'ecografia al cuore dei pazienti ci ha mostrato che in nessun caso sono state riscontrate tracce di un inadeguato flusso di sangue al muscolo cardiaco durante l'esercizio», ha detto Patricia Pellikka, uno dei ricercatori. «Anche se un test su 105 pazienti non può avere un valore assoluto - ha aggiunto - possiamo dire che gli uomini con problemi alle coronarie che non assumano nitrati possono prendere il Viagra senza rischiare nulla».

 

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Il fumo uccide più di un milione di europei l'anno

Il fumo uccide 3.360 europei ogni giorno e 1,2 milioni ogni anno. Non solo, nel Vecchio Continente circa un terzo di tutte le malattie sono provocate dalla sigaretta. Lo ricorda l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che oggi ha convocato a Varsavia 20 ministri della Sanità di 48 Paesi europei per escogitare misure anti-tabacco nuove e più severe. Un "giro di vite" necessario, sottolinea l'Ufficio regionale europeo dell'Oms in una nota, perché senza interventi mirati entro il 2020 i decessi da "bionda" saranno 2 milioni l'anno. E allargando i confini del problema fino a considerare il mondo intero, il peso dei numeri aumenta. «Oggi, infatti - puntualizza il direttore dell'agenzia ginevrina, Gro Harlem Brundtland - il fumo rappresenta la prima causa di morte evitabile nel pianeta; ogni anno le vittime sono 4 milioni, ma diventeranno 10 milioni entro il 2020 se i vari Paesi non si impegneranno in serie politiche preventive».

 

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Artrite: olio di fegato di merluzzo fa bene alle articolazioni

Le nonne avevano ragione: l'olio di fegato di merluzzo è utile contro l'artrite. A promuovere questo "rimedio tradizionale" sono i ricercatori dell'equipe di Bruce Caterson, dell'Università di Cardiff. L'olio di fegato di merluzzo, infatti, può ritardare o addirittura invertire la degenerazione delle cartilagini e diminuire il dolore infiammatorio associato all'artrite. Addirittura, può aiutare a rinviare nel tempo la necessità di un intervento chirurgico.

 

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