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delle notizie flash
Marzo 2002
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Cuore:
quello degli italiani a rischio ipertensione e fumo
Vitamina
C riduce incidenza cataratta
Primavera:
allarme allergie per 4 milioni di italiani
Antinfiammatori
rischio di tumore alla prostata
Donne:
obesità e fumo invecchiano il cuore
Cancro
colon retto, chemio in pillole da prendere a casa
Emicrania:
italiani più colpiti, 6 milioni di vittime
Caffè
protegge i denti dalla carie
Farmaci:
un foglietto illustrativo a misura di anziano
Occhi,
in Italia aumentano interventi di cataratta
Sanità:
servizi da garantire durante lo sciopero
Ospedali:
ispezioni Nas, 317 infrazioni su 463 controlli
Medici
di famiglia: dura 8 minuti la visita, 15 se è a casa
"Alzheimer:
Morbo di... Che brutta parola questa!"
Dieta
ed esercizio contro il diabete
Sonno
"rumoroso" per un adulto su quattro
Alzheimer,
si previene mantenendo attivo il cervello
Diabete:
per combatterlo meglio la dieta mediterranea
Anziani:
case su misura per 700mila malati di demenza
Stress,
causa di un tumore su tre
Salute:
ottima al Sud, il Nord si ammala di più
Studio
Usa: Viagra non fa male al cuore
Il
fumo uccide più di un milione di europei l'anno
Artrite:
olio di fegato di merluzzo fa bene alle articolazioni
Cuore:
quello degli italiani a rischio per ipertensione e
fumo
Fino al 31% gli ipertesi e nella stessa percentuale
i fumatori. Tanti sono gli italiani che espongono il
proprio sistema cardiovascolare a "incidenti" come
infarto o ictus. A ricordare le cifre e a tracciare
una "mappa del rischio" è Paolo Verdecchia, direttore
del Dipartimento di malattie cardiovascolari
dell'azienda ospedaliera di Perugia, intervenuto ad un convegno sul rischio cardiovascolare nel
nefropatico. «Tra
i fattori di rischio - ricorda - rientrano anche l'ipercolesterolemia
e l'obesità. La prima riguarda dal 21 al 25% della
popolazione, la seconda invece ne affligge dal 16 al
21%. Bisogna inoltre sottolineare che molte persone
associano più fattori». L'ipertensione coinvolge
maggiormente i maschi del nord (32%) e le femmine del
sud (32%), mentre l'eccesso di colesterolo nel sangue
predilige quelle del nord (26%). Il fumo invece
aumenta fra i maschi del sud (36% contro il 27% del
nord) e l'obesità fa disperare il gentil sesso
"mediterraneo" (29%).
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Vitamina
C riduce incidenza cataratta
La
cataratta si combatte a tavola. Con l'assunzione
quotidiana di vitamina C è infatti possibile ridurre
fino al 60% l'incidenza di alcune forme che colpiscono
precocemente quali la subcapsulare posteriore. è
questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista
American Journal of Clinical Nutrition che ha valutato
gli effetti benefici della nutrizione su 493
infermiere seguite dal 1979 fino al 1995. Il campione,
di età compresa tra i 53 e i 73 anni, è stato
sottoposto a visita oculistica per l'individuazione
della cataratta ogni 2 anni. Contemporaneamente sono
state prese informazioni sull'alimentazione e l'uso di
integratori vitaminici. «Dall'elaborazione dei
dati - scrive Allen Taylor, coordinatore della studio
- è stata individuata una significativa interazione
tra età, consumo di alimenti contenenti vitamina C e
incidenza della cataratta». In particolare
l'assunzione di cibi ricchi di vitamina C ha ridotto
del 56% il rischio di sviluppare la cataratta
subcapsulare posteriore prima dei 60 anni di età,
mentre l'assunzione per almeno 10 anni di integratori
di vitamina C abbatte l'incidenza di questa forma
della malattia anche del 60%. Tra gli altri fattori
che riducono il rischio di ammalarsi: l'assunzione di
folati e carotenoidi e il non aver mai fumato.
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Primavera:
allarme allergie per 4 milioni di italiani
Con
l'arrivo della primavera scatta l'allarme allergie
per circa quattro milioni di italiani. La stagione a
rischio quest'anno è iniziata in anticipo, e l'8-10% della
popolazione soffre di raffreddori da fieno, problemi
agli occhi e alle mucose. A mettere in guardia
gli italiani è Giampiero Maracchi,
bioclimatologo del Cnr, che spiega: «Il caldo
inatteso ha determinato la fioritura anticipata di
numerose piante, soprattutto i cipressi, che stanno
creando problemi in tutta la penisola». Secondo
i dati del bollettino del polline dell'Associazione
italiana di aerobiologia, restano alte in tutta Italia
le concentrazioni di polline di cipresso, mentre a
Nord sono in aumento i pollini di ontano e a Sud la
parietaria. A peggiorare la situazione ci si mettono gli
agenti inquinanti: «la combinazione di allergeni
naturali e molecole artificiali - dice il
bioclimatologo - causano un'impennata di reazioni
allergiche. Ci sono poi alcune allergie, fra cui
proprio quelle da pollini di
cipresso, che in questo periodo possono essere
scambiate per influenza o infezioni virali, perché i
sintomi sono gli stessi e la stagione può trarre in
inganno». Per
cercare di ridurre i fastidi l'esperto consiglia di consultare subito il proprio medico di
fiducia e prevenire, seguendo le sue indicazioni, i
rischi legati alle allergie da polline.
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Antinfiammatori
abbassano rischio tumore alla prostata
Un
uso quotidiano di farmaci antinfiammatori diminuisce i
rischi di sviluppare il cancro della prostata negli
uomini: la scoperta delle proprietà preventive nei
confronti di questo tipo di tumore di medicinali quali
aspirina, ibuprofene ed altri analgesici comuni, è
stata fatta da ricercatori della prestigiosa Mayo Clinic
di Rochester nel Minnesota. Gli scienziati guidati da
Rosebud Roberts hanno esaminato per cinque anni la
salute di 1.362 uomini di razza bianca. I volontari
che assumevano dosi quotidiani di farmaci appartenenti
alla categoria degli antinfiammatori non steroidei
hanno evidenziato la metà dei rischi di sviluppare il
tumore della prostata, rispetto agli uomini che non
prendevano questo tipo di medicine. Al termine dei
cinque anni dello studio - spiega il rapporto
pubblicato sulla rivista Mayo clinic Proccedings
- il 4% dei volontari che assumevano gli
antinfiammtori ha manifestato il cancro della
prostata, contro il 9% riscontrato tra chi non aveva
preso alcun medicinale di questo tipo. Gli scienziati
osservano però che i risultati sono preliminari, e va
ancora determinato quale dosaggio degli
antinfiammatori andrebbe usato a scopo preventivo.
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Donne:
obesità e fumo invecchiano il cuore
è
allarme obesità e
fumo per le donne italiane. Se il
sovrappeso è ormai un problema generale in tutta
Italia, nel Sud 1 donna su 3 è decisamente obesa.
Negli ultimi 20 anni è aumentato anche il numero
delle fumatrici. E insieme fumo e obesità minacciano
il cuore, facendolo invecchiare prima del tempo.
è
l'allarme lanciato a Roma del convegno
"Conoscere e curare il cuore" in programma a
Firenze. «Rispetto al 1994 - ha detto il presidente
del Centro per la lotta contro l'infarto, Pier Luigi
Prati - la percentuale delle donne obese è
triplicata, passando dal 7% al 20%». I dati più
recenti, presentanti dal responsabile del Centro di prevenzione
cardiovascolare Ass4 Medio Friuli, Diego Vanuzzo,
mostrano che nel Sud è obeso il 29% delle donne fra
35 e 74 anni (considerando solo quelle in menopausa si
può arrivare al 40%). Il numero delle obese nella
stessa fascia d'età scende al 17% (fino al 21% nelle
donne in menopausa) nel Centro e al 14% (fino al 18%)
nel Nord. «E lo stile di vita il responsabile di
questo squilibrio», ha rilevato Vannuzzo. «Le
donne obese mangiano male e fanno poco esercizio
fisico». Fanno poco movimento soprattutto le
donne che hanno poco tempo libero, problema che sembra
affliggere soprattutto le donne del Sud.
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Cancro
colon retto, chemio in pillole da prendere a casa
Contro
il tumore del colon retto arriva la chemioterapia
"in pillole" da prendere a casa. Il nuovo
farmaco si chiama ftorafur-uracile ed è disponibile
in Italia da febbraio in fascia H, cioè distribuito
solo in ospedale. Ma poi può essere assunto dal
paziente a casa propria, senza la necessità di
ritornare in ospedale più volte a settimana come si
era costretti a fare finora per le infusioni di chemio.
«Una piccola "rivoluzione" - sottolinea il
professor Roberto Labianca, presidente
dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom)
- per la qualità di vita dei malati, soprattutto per
quelli anziani, i più colpiti da questa neoplasia».
Il cancro del colon retto è la seconda causa
di morte per tumore, dopo quello del polmone fra gli
uomini e della mammella fra le donne. Colpisce di più
il "sesso forte" e gli anziani: il 90% dei
casi si registra infatti fra gli over 55. Ogni anno
sono 600mila i nuovi casi nel mondo, 150mila in
Europa. In Italia si ammalano 34mila persone l'anno,
con un'incidenza di 77 nostri connazionali ogni
100mila abitanti, il dato più alto rispetto a Paesi
Bassi, Belgio e Lussemburgo, Francia, Germania,
Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. Nel nostro
Paese ci si ammala e si muore di meno al Sud, dove
l'alimentazione «è naturalmente - spiega l'oncologo
- più ricca di frutta, verdure, cereali e fibre, che
proteggono da questa neoplasia, mentre si portano a
tavola meno grassi animali rispetto alle Regioni
settentrionali».
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Emicrania:
italiani più colpiti, 6 milioni di vittime
Italiani
"vittime" preferite dell'emicrania. A
soffrirne sono in 6 milioni, pari al 12% della
popolazione generale: un piccolo "esercito"
di pazienti, che batte quello di Inghilterra (dove la
prevalenza e' del 7%), Francia (5%), e perfino quelli
di Africa (dal 2,9 al 7,2%), Giappone (8,4%) e Stati
Uniti (11%). Ma l'incidenza del male non è l'unico
primato del Bel Paese, che brilla anche come "leader"
delle cure fai-da-te. «I pazienti che si rivolgono al
medico, infatti - hanno ricordato gli esperti oggi in
conferenza stampa a Milano - sono solo 2 milioni; gli
altri 4 mancano all'appello e ricorrono in maniera
indiscriminata agli analgesici da banco, venduti senza
ricetta». «L'emicrania
non è un semplice disturbo - ha spiegato Giuseppe
Nappi, neurologo dell'università La Sapienza di Roma
e presidente del Centro interuniversitario Cefalee e
disordini adattativi - bensì una vera e propria
malattia, diffusa, complessa e cronica». Non solo,
«è una patologia che dipende dall'età, dal sesso
(le donne sono circa 2 volte più colpite degli
uomini) e dalla predisposizione genetica: almeno la metà
delle forme, infatti, è da considerasi di tipo
eredo-familiare».
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Caffè protegge i
denti dalla carie
Caffè per conservare la salute dei denti. La bevanda,
infatti, sarebbe in grado di prevenire la carie grazie
a particolari proprietà antibatteriche a condizione
di non esagerare con lo zucchero, il vero "nemico"
del sorriso. Lo ha dimostrato una ricerca delle
università di Pavia e Ancona, pubblicata sul Journal
of Agricultural and Food Chemistry. I grani di caffè
torrefatto, secondo gli studiosi che hanno realizzato
test "in vitro", hanno la capacità di tenere
sotto controllo lo Streptococcus mutans, microrganismo
implicato nello sviluppo della carie. Lo studio ha
passato in rassegna differenti campioni di caffè,
verde o torrefatto, di tipo robusta o arabica. è
stato così osservato che tutti i campioni impedivano
allo Streptococco, dal 40,5% al 98%, di fissarsi sullo
smalto. L'attività antibatterica era però meno
evidente nel caso dei grani non torrefatti. I
ricercatori hanno anche comparato la normale polvere a
quella istantanea che, a sorpresa, si è dimostrata più
efficace. Dopo aver analizzato anche le specialità
decaffeinate, i ricercatori hanno tuttavia concluso
che ad avere le proprietà "anti-antiadesive" non
è la caffeina ma la trigonellina, sostanza che
contribuisce a dare aroma e gusto alla bevanda.
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Farmaci:
un foglietto illustrativo a misura di anziano
Cambia
il foglietto illustrativo dei farmaci, che diventa a
misura di anziano: semplice nei concetti, compilato
con domande e risposte, soprattutto stampato a corpo
10, in modo più leggibile per chi ha problemi di
vista. Lo ha annunciato il ministro della Salute
Girolamo Sirchia, nel suo intervento al convegno sugli
"Stati sociali a Milano". «L'Italia - ha
detto Sirchia - non ha ancora affrontato veramente il
problema del rispetto degli anziani: ci siamo
dimenticati che questa è la generazione che ha fatto
il boom economico, che ha subito la guerra, che ha
fatto grande l'Italia». Secondo Sirchia
l'emarginazione dell'anziano la si vede in tante cose:
«dal traffico delle città - ha detto -, dalla sosta
sui marciapiedi, per cui gli anziani non riescono a
uscire, alla sicurezza. Si vede soprattutto - ha
aggiunto il ministro - anche nelle piccole cose. Una
di queste piccole cose abbiamo cercato di risolverla».
Sirchia si è riferito al cambiamento del foglietto
illustrativo dei medicinali, attraverso un accordo
fatto con Farmindustria. «Molti anziani - ha spiegato
il ministro della Salute - ci scrivono e ci dicono che
non riescono a capire i foglietti illustrativi. Non
riescono nemmeno a leggerli. Noi li abbiamo impostati,
quindi, in un modo diverso: con domande e risposte
semplici e con un corpo 10, in modo tale da renderli
leggibili davvero e utili alle persone che usano i
farmaci. Non ai medici, a cui va una scheda tecnica».
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Occhi,
in Italia aumentano interventi cataratta
Italia
paese di "quattrocchi", con 25 milioni di persone
colpite da difetti della vista. E con un numero
altissimo di interventi chirurgici agli occhi: oltre
360 mila operazioni di cataratta l'anno e circa 500 mila interventi
"elimina occhiali". è
proprio la chirurgia oculistica
nel nostro paese a "preoccupare" la Società
Oftalmologica Italiana (Soi), che in una
conferenza stampa, ha puntato il dito soprattutto
sulla mancanza di norme in materia e sul fenomeno dei
ricoveri impropri in ospedale, spesso inutili e
costosi. «Gli interventi più frequenti nel nostro paese - ha
riferito Matteo Piovella, segretario nazionale della
Soi - sono quelli di cataratta, che colpisce 3 persone
su 4 dopo i 70 anni, di chirurgia refrattiva (la
"elimina-occhiali")
e quelli per le maculopatie, che insieme coprono il
70% dei 900mila interventi chirurgici oculistici
l'anno. In Italia però - denuncia - manca una
disciplina generale sulla chirurgia ambulatoriale, che
oggi è possibile nella maggior parte dei casi. Ciò provoca il fenomeno preoccupante dei ricoveri inutili.
Nonostante le recentissime disposizione sui livelli
essenziali di assistenza impongano che la chirurgia
refrattiva venga fatta solo in regime privatistico,
molte regioni continuano ad "offrire" questo
intervento a carico del Ssn, spesso con un ricovero in
ospedale costoso e inutile».
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Sanità:
servizi da garantire durante lo sciopero
Pronto soccorso, interventi chirurgici urgenti,
ambulanze, assistenza ad handicappati e disabili. Ma
anche, controlli su cibi e bevande. Queste alcune
delle prestazioni che dovranno essere garantite da
medici e operatori del Servizio sanitario nazionale
durante lo sciopero. In Gazzetta ufficiale del 28
febbraio 2002 sono stati pubblicati tre accordi, siglati a settembre
scorso da Aran e sindacati di categoria, «sui servizi
pubblici essenziali e sulle procedure di
raffreddamento e conciliazione in caso di sciopero
della dirigenza sanitaria, tecnica ed amministrativa e
del personale del comparto del Servizio sanitario
nazionale». Lo sciopero dovrà essere proclamato
almeno 10 giorni prima. In ogni caso, dovranno essere
garantiti ai pazienti il pronto soccorso, la
rianimazione e terapia intensiva, le unità
coronariche, l'assistenza ai grandi ustionati, l'emodialisi,
le prestazioni di ostetricia legate al parto, la
medicina neonatale, le ambulanze ed eliambulanze, il
trasporto degli infermi. E ancora, i servizi di area
chirurgica per l'emergenza e la terapia sub-intensiva,
le unità spinali, le prestazioni terapeutiche e
riabilitative già in atto o non rinviabili senza
danni ai pazienti, l'assistenza, anche domiciliare, ai
portatori di handicap e agli anziani, i farmaci
indispensabili, i servizi trasfusionali.
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Ospedali:
ispezioni Nas, 317 infrazioni su 463 controlli
I
carabinieri dei Nas, d'intesa con il ministero della
Salute, hanno ispezionato gli ospedali e le case di
cura private ed accreditate su tutto il territorio
nazionale. A fronte di 463 controlli sono state
accertate 317 infrazioni penali ed amministrative e
deferite alle competenti autorità 190 persone.
Sequestrate 968 confezioni di medicinali ed alimenti
scaduti di validità ed in cattivo stato di
conservazione per un valore complessivo di 11.432,00
euro. Gli illeciti più frequenti sono utilizzo di specialità
medicinali scadute di validità, inosservanza alla
legge sul divieto di fumo, carenze igieniche nei
locali destinati alla manipolazione ed alla cottura
degli alimenti. Il ministro della salute Girolamo Sirchia ha lodato l'operato e l'impegno
costante dei Nas. «Gli illeciti più frequenti - si legge in una nota
ministeriale - dimostrano che la strada giusta da perseguire
è assicurare in tutte le strutture sanitarie un sistema
di garanzia della qualità, che preveda procedure
standardizzate di controllo e formazione programmata
del personale. è
anche una conferma che occorre
investire sulla promozione di stili di vita corretti e
continuare a tutelare i non fumatori dal fumo passivo».
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Medici di
famiglia: dura 8 minuti la visita, 15 se è a casa
Dura in
media otto minuti la visita dal medico di famiglia in
ambulatorio, 15 se il medico va a casa del paziente,
per raggiungere la quale, sempre in media, spende un
altro quarto d'ora. Sono alcuni dei risultati
preliminari di una indagine svolta dalla Fimmg, la
federazione nazionale dei medici di famiglia. Il
grosso del lavoro si volge proprio in ambulatorio: su
166 visite settimanali ben 141 avvengono in studio,
poco meno di 18 sono domiciliari e 5 in altri luoghi
come negli ricoveri. Per visita si considerano tutti i
momenti di incontro con il paziente, dalla
prescrizione del farmaco all'incontro per la diagnosi
vera e propria. Sono 21 milioni gli italiani che si
recano "almeno una volta all'anno" negli studi dei
circa 50.000 medici di famiglia. Curioso il dato che
le donne con il camice bianco raccolgano, sempre in
media, un numero di pazienti inferiore rispetto a quello dei
colleghi uomini: 887 contro 1.115. In genere poi i
medici di famiglia risultano non essere
doppiolavoristi: sono pochissimi quelli che oltre ad
assistere pazienti in convenzione con il servizio
sanitario nazionale si dedicano alla libera
professione, se lo fanno succede solo all'inizio della
carriera ma appena raggiungono poco più dei mille
assistiti rinunciano ai pazienti extra. Gli studi,
inoltre, risultano essere sempre più attrezzati e
collegati in rete: l'84% dei medici è dotato
di computer, una percentuale che
supera abbondantemente quella riscontrata in altre
categorie professionali. E proprio gli studi più
attrezzati risultano essere quelli più vantaggiosi
per il servizio sanitario nazionale. I medici che in
ambulatorio hanno il computer o altri strumenti per le
diagnosi, prescrivono il 18% in meno dei farmaci
prescritti negli studi non attrezzati. Ma a conti
fatti il risparmio riguarda solo lo stato: i medici
con gli studi migliori spendono in attrezzature ma non
guadagnano più di coloro che non hanno segretaria,
che compilano ricette a mano, che non svolgono alcun
controllo strumentale. I guadagni infatti possono
variare molto: con una media di 1000 pazienti il
medico incassa 80-90 milioni lordi l'anno ma a questa
cifra bisogna detrarre le spese per lo studio
(ammortamenti o affitto), la segretaria (il cui costo
può variare dai 10 ai 30 milioni l'anno) e le spese
per altre attrezzature.
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"Alzheimer:
Morbo di... Che brutta parola questa!"
La
Casa di Riposo "San Biagio" di Bovolone
(VR), giovedì 14 marzo 2002, organizza una tavola
rotonda sulla rete dei servizi offerti dal territorio
a supporto del malato di Alzheimer, dal titolo "Alzheimer:
Morbo di…Che brutta parola questa!".
Interverranno il Dott. Benvenuto Borese ("Rete
dei servizi sul territorio del Distretto
Socio-Sanitario n. 3"), l'Assistente Sociale
Tresente Micaela ("Nucleo protetto per le
demenze") dell'Istituto per Anziani
"Casa de Battisti", i Comuni del Distretto
("Servizi offerti") e la Dott.ssa
Chiara Sandri, Vice Presidente Associazione Alzheimer
Italia e il Dott. Paolo Ferrari della Sezione di
Verona ("Ruolo dell'Associazione e dei
familiari"). La manifestazione si svolgerà
presso la Sala Civica del Comune di Bovolone alle ore
20.00.
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Dieta
ed esercizio contro il diabete
Per ridurre drasticamente la probabilità di
sviluppare il diabete senile basta dimagrire e
praticare attività fisica. Sono queste le conclusioni
di uno studio pubblicato sul New England Journal of
Medicine. La ricerca ha coinvolto uomini e donne
di mezza età, sovrappeso e con alta glicemia a
digiuno, i principali fattori di rischio per il
diabete di tipo II, quello senile. Il programma
prevedeva una riduzione del 7% del peso corporeo e due
ore e mezza di attività fisica la settimana. Nei tre
anni successivi l'incidenza del diabete tra i pazienti
è risultata più che dimezzata. Secondo i
ricercatori, un sano stile di vita è l'arma più
efficace per evitare il diabete, anche nelle persone
più a rischio.
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Sonno:
"rumoroso" per un adulto su quattro
Sonno "rumoroso" per un adulto su 4. Che, russando,
costringe i propri coinquilini a convivere con un
rumore capace di raggiungere i 90 decibel di volume -
come un camion o un martello pneumatico - e i 25 hertz
di frequenza: un frastuono in grado di "bucare" i
muri, propagandosi nelle stanze accanto. I più
colpiti sono i maschi ultrasessantenni, gli obesi e le
persone abituate a dormire a pancia in su. E benché il
disturbo sia diffuso quanto una malattia sociale,
spiega Maurizio Sampietro, otorinolaringoiatra
dell'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano),
è spesso misconosciuto perché «erroneamente
attribuito al cosiddetto "naso chiuso"». In
realtà
dipende da «un'ostruzione transitoria delle prime vie
respiratorie, che rischia di cronicizzarsi diventando
un'autentica minaccia per la salute».
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Alzheimer,
si previene mantenendo attivo il cervello
In un articolo apparso sul
Journal of the
American Medical Association i ricercatori del Rush Alzheimer Disease Center di
Chicago dimostrano che gli anziani che mantengono elevata la loro
attività cognitiva riducono il
rischio di ammalarsi di demenza senile precoce. Lo
studio ha coinvolto 700 soggetti sani, dai 65 anni di
età in su, che sono stati seguiti per 4 anni e
mezzo. Al reclutamento, e poi una volta all'anno per
tutto il periodo di osservazione, sono stati eseguiti
21 test cognitivi per valutare la memoria, il
linguaggio, l'attenzione e l'abilità spaziali.
Calcolato, in base a una scala di 5 punti, anche il
tempo speso quotidianamente in 7 mansioni comuni
fondamentali per tenere attivo il processo
requisizione dati nel cervello quali vedere la Tv,
ascoltare la radio, leggere un giornale o una rivista
e un libro, giocare a carte, scacchi, fare le parole
crociate o costruire puzzle e frequentare musei. «Maggiore
è il tempo dedicato a queste attività
- sottolinea Robert Wilson, coordinatore della ricerca
- minore è il rischio di rimanere vittime dell'Alzheimer».
Durante il periodo di osservazione 111 soggetti hanno
sviluppato questa forma di demenza senile precoce.
Dall'analisi della "vivacità cerebrale" è
risultato che i più colpiti erano i meno attivi. Non
solo, ma in media ad ogni punto in più della scala
del dinamismo mentale giornaliero è corrisposta una
diminuzione del 33% dell'incidenza dalla malattia.
Rallentato negli iperattivi anche il declino delle
capacità cognitive legato all'avanzare dell'età. «Anche se ancora non sono chiari i meccanismi che
legano la stimolazione delle attività cerebrali con
l'Alzheimer - afferma Wilson - questo studio è il
primo a dimostrare che mantenendo in funzione il
cervello si riduce il rischio di essere colpiti dalla
demenza senile precoce». Secondo gli esperti sono
dunque fondamentali ulteriori ricerche che mettano in
relazione le singole mansioni giornaliere con le
funzioni cognitive. «Nel futuro infatti -
conclude Wilson - l'Alzheimer potrebbe essere
combattuto anche prescrivendo una serie di esercizi
cognitivi da svolgere ogni giorno».
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Diabete:
per combatterlo meglio la dieta mediterranea
I
diabetologi dicono no al cosiddetto "euro-cibo". Per
evitare il diabete di tipo
2, che colpisce soprattutto
gli adulti, infatti, conviene limitare gli alimenti
preferiti dai "colleghi" di Eurolandia, innanzitutto
latticini e carni grasse, conservando invece le sane
abitudini della dieta mediterranea. è
l'avvertimento
degli esperti riuniti ad Abano Terme per il Congresso
nazionale su alimentazione e diabete, promosso
dall'università degli Studi di Padova. A preoccupare gli
specialisti sono in particolare i numeri del diabete di tipo 2:
«un'epidemia emergente - assicurano - anche nei
bambini e negli adolescenti». Nella prevenzione
della patologia, ma anche dell'obesità e delle
complicanze cardiovascolari che spesso la
accompagnano, ciò che mettiamo in tavola gioca un
ruolo fondamentale. Eppure gli italiani sembrano
dimenticarselo, «come pure gli altri Paesi
dell'area mediterranea che - riferisce Marinelda
Patella, specialista in scienza dell'alimentazione - nel giro di 10 anni si sono
allineati ai consumi di danesi, olandesi, tedeschi e
inglesi». Oggi assumiamo quantità via via
maggiori di latte e derivati, prosegue l'esperta, e
mangiamo molta più carne rispetto a quanto facevamo
negli anni '80, con la conseguenza che la quantità di
colesterolo accumulata si avvicina sempre più a
quella del Nord Europa. Benvenuti euro e Unità
europea, commenta Patella, «ma facciamo in modo
che l'uniformità sia solo politica e di pensiero, e
cerchiamo di salvaguardare la nostra dieta
mediterranea».
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Anziani:
case su misura per 700mila malati di demenza
Gli
italiani invecchiano e cresce il numero delle persone
con problemi di pensiero e memoria. Sono gli "anziani
disorientati", secondo stime del Parlamento europeo
almeno 700mila "over 65" afflitti da demenza
senile.
Per adeguare le abitazioni alle esigenze di questi
particolari inquilini, sono state progettate case su
misura, con attrezzature ed accorgimenti "ad hoc" per
anziani malati di demenza. Porte in colori diversi per
caratterizzare gli ambienti in modo che siano
facilmente riconoscibili, messaggi che aiutino la
persona a rendersi conto del tempo che passa, percorsi
per facilitare il movimento. Fino ad adeguamenti più
radicali: bagni attrezzati a misura di carrozzelle,
letti e vasche "ad hoc". Le diverse soluzioni saranno
presentate al convegno nazionale a Verona Fiere sul tema
"Alloggi assistiti per anziani con
problemi cognitivi". Obiettivo, permettere al malato
nei diversi gradi di evoluzione della patologia, di
continuare a vivere in condizioni di sufficiente
autonomia, grazie ad una serie di stimoli e
sollecitazioni. Insomma, facilitare la vita quotidiana
e il movimento in casa, favorendo anche l'esercizio
fisico, estremamente importante per i dementi.
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Stress,
causa di un tumore su tre
La
morte di un figlio, una grave malattia in famiglia,
una detenzione ingiusta. E all'improvviso ci si ammala
di cancro. Sono i casi in cui la malattia è collegata
al forte stress, «che si rivela un pericoloso "alleato" per un tumore su
tre». Parola di Massimo
Biondi, psichiatra della Sapienza, che proprio di
stress e tumori parlerà al VII Congresso nazionale
della Società italiana di psicopatologia (Sopsi). «Non ci sono studi di questo tipo,
ma le segnalazioni permettono di stimare in un terzo
dei casi oncologici quelli facilitati dallo stress. Si
tratta di
eventi di perdita sentiti come non riparabili. Ma
anche la solitudine e il basso supporto sociale
possono rendere più "vulnerabili" all'azione dello
stress». La conferma arriva da studi sugli animali che, dice lo
psichiatra, hanno dato risultati "impressionanti".
«Si è visto che i topini spediti negli istituti di
ricerca e stressati dal viaggio, rispondono meno alle
cure. E, spesso, i tumori iniettati loro dai
ricercatori crescono più in fretta». Insomma, lo
stress non provoca il cancro ma «è in grado di
aumentare la suscettibilità ai tumori e di
velocizzarne la crescita».
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Salute:
ottima al Sud, il Nord si ammala di più
Al Sud Italia ci si ammala di meno. Il 76% dei
meridionali, infatti, gode di ottima salute contro il
71,7% degli abitanti del Nord-est. A fotografare i
disturbi che affliggono gli italiani è stato l'Ufficio
studi Unioncamere Emilia-Romagna, sulla base degli
ultimi dati Istat. La salute della Penisola è peggiorata leggermente in questi ultimi anni. Nel 2000
il 73,7% dei nostri connazionali dichiara di stare
bene, rispetto al 75,5% del '99. Il 36,1% della
popolazione soffre di almeno una malattia cronica
contro il 34,9% del '99. Il 45,8% dei malati cronici
si considera in buona salute, come due anni fa.
Artrosi e artriti affliggono il 19% dei
malati cronici, seguite dall'ipertensione (12,1%).
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Studio
USA: Viagra non fa male al cuore
Anche
chi è affetto da certe malattie cardio-circolatorie
può tranquillamente assumere il Viagra: la pillola
contro l'impotenza, secondo un nuovo studio effettuato
negli Stati Uniti, non fa male e non costituisce un
pericolo. I risultati della ricerca, eseguita da un
team della Mayo Clinic e della Mayo Foundation di
Rochester, nel Minnesota, sono stati pubblicati
sull'ultimo numero della rivista medica Journal of
the American Madical Association. Gli esami sono
stati compiuti su 105 uomini di una età media di 66
anni, tutti affetti da una cardiopatia non grave e non
soggetti a terapie a base di nitrati. Ad alcuni di
loro sono state somministrate pillole di Viagra, agli
altri zollette di zucchero. Un'ora dopo sono stati
tutti sottoposti ad una serie di esercizi fisici per
simulare una situazione di stress. «I risultati
sono stati quelli che ci aspettavamo, l'ecografia al
cuore dei pazienti ci ha mostrato che in nessun caso
sono state riscontrate tracce di un inadeguato flusso
di sangue al muscolo cardiaco durante
l'esercizio», ha detto Patricia Pellikka, uno dei
ricercatori. «Anche se un test su 105 pazienti non può avere un valore assoluto - ha aggiunto - possiamo
dire che gli uomini con problemi alle coronarie che
non assumano nitrati possono prendere il Viagra senza
rischiare nulla».
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Il
fumo uccide più di un milione di europei l'anno
Il fumo uccide 3.360 europei ogni giorno e 1,2
milioni ogni anno. Non solo, nel Vecchio Continente
circa un terzo di tutte le malattie sono provocate
dalla sigaretta. Lo ricorda l'Organizzazione Mondiale
della Sanità (Oms), che oggi ha convocato a Varsavia
20 ministri della Sanità di 48 Paesi europei per
escogitare misure anti-tabacco nuove e più severe. Un
"giro di vite" necessario, sottolinea l'Ufficio
regionale europeo dell'Oms in una nota, perché senza
interventi mirati entro il 2020 i decessi da "bionda"
saranno 2 milioni l'anno. E allargando i confini del
problema fino a considerare il mondo intero, il peso
dei numeri aumenta. «Oggi, infatti - puntualizza
il direttore dell'agenzia ginevrina, Gro Harlem
Brundtland - il fumo rappresenta la prima causa di
morte evitabile nel pianeta; ogni anno le vittime sono
4 milioni, ma diventeranno 10 milioni entro il 2020 se
i vari Paesi non si impegneranno in serie politiche
preventive».
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Artrite: olio di
fegato di merluzzo fa bene alle articolazioni
Le
nonne avevano ragione: l'olio di fegato di merluzzo è
utile contro l'artrite. A promuovere questo "rimedio
tradizionale" sono i ricercatori dell'equipe di Bruce
Caterson, dell'Università di Cardiff. L'olio di
fegato di merluzzo, infatti, può ritardare o addirittura invertire la
degenerazione delle cartilagini e diminuire il dolore
infiammatorio associato all'artrite. Addirittura, può
aiutare a rinviare nel tempo la necessità di un
intervento chirurgico.
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