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Archivio delle notizie flash

   

Novembre 2002

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

AIRC, un aiuto per la ricerca

Fumo: vaccino per smettere, primi risultati positivi

Nel 2010 tumori prima causa di morte per anziani

Sanità, in calo ricoveri e posti letto in ospedale

Memoria di ferro per maschi over 50 se il testosterone è alto

Epatite C, allo studio vaccino che "ripara" il fegato

Cancro polmone: 40mila casi l'anno in Italia, 70% inoperabili

Influenza, nessun virus anomalo in arrivo

Anziani: si sente bene oltre il 90% degli italiani

Infarto, morti dimezzate con palloncino salvacuore

Italia fanalino di coda Ue nell'assistenza anziani

Fumo: NAS, 96 infrazioni in tre giorni

Arterie malate, epidemia in Italia

Influenza: Sirchia, si al vaccino per evitare complicanze

In Italia 20mila nuovi casi l'anno di tumore alla vescica

Alimentazione: troppo a tavola al Sud, pasti di corsa al Nord

 

 

 

AIRC, un aiuto per la ricerca

È giunta alla suo quinto appuntamento annuale la Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro che si svolgerà in tutta Italia domenica 10 novembre. Organizzata dall'AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), la manifestazione, nel far conoscere i risultati ottenuti dalla ricerca oncologica e i prossimi obiettivi da raggiungere, si propone il duplice scopo di sensibilizzare il Paese e assicurare nuovi fondi ai ricercatori italiani. Il programma della manifestazione, il cui tema per l'edizione di quest'anno è: Postgenomica: la rivoluzione silenziosa della ricerca, prevede numerosi eventi, alcuni dei quali precederanno la celebrazione di domenica. Particolare rilievo viene dato agli "incontri con il pubblico" che si terranno sabato 9 novembre in 40 città. Nel corso degli incontri i ricercatori italiani, oltre ad illustrare al pubblico e agli studenti il tema scelto per questa edizione 2002 della Giornata, risponderanno alle domande loro rivolte. Per favorire la partecipazione e sollecitare l'interesse dei giovani per il tema dell’iniziativa, gli incontri si svolgeranno prevalentemente nell'Aula Magna di Licei e Università. Tra le iniziative promosse dagli altri partner che, insieme all'AIRC, sostengono e curano la promozione della Giornata, sarà organizzata dalle tre reti televisive e radiofoniche RAI una staffetta di raccolta fondi per incentivare le donazioni a favore della ricerca oncologica. Per sensibilizzare anche il pubblico dei tifosi, lo svolgimento delle partite di serie A e B di sabato 9 e domenica 10 novembre sarà accompagnato dallo slogan "Un Goal per il cancro".

 

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Fumo: vaccino per smettere, primi risultati positivi

Un vaccino per smettere di fumare. Due studi pilota condotti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti su 80 volontari hanno dato risultati positivi. Il vaccino è in grado di favorire la produzione di anticorpi contro la nicotina bloccando sia il meccanismo della dipendenza che dell'induzione al fumo. è quanto hanno annunciato gli esperti riuniti oggi a Roma, nel congresso nazionale dell'Unione italiana di pneumologia, che si terrà fino a sabato 9. Due settimane fa gli esperti statunitensi hanno chiuso il secondo studio pilota di fase uno su venti volontari. Già dopo una settimana, è stato spiegato, il vaccino è in grado di indurre una buona produzione di anticorpi, che dura circa 60 giorni. Lo studio americano ha quindi confermato il dato emerso da un precedente studio che aveva coinvolto 60 fumatori, in Gran Bretagna.

 

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Nel 2010 tumori prima causa di morte per anziani

Entro il 2010 il cancro sarà la prima causa di morte fra la popolazione dei Paesi industrializzati con oltre 65 anni di età. Il dato è emerso durante i lavori della prima conferenza internazionale su emopoiesi ed invecchiamento. Oggi sono invece le malattie cardiovascolari a causare il maggior numero di decessi negli ultrasessantacinquenni. Il "sorpasso" è fondamentalmente dovuto all'aumento della vita media nei Paesi più sviluppati (75 anni contro i 60 del 1970). "Una volta innestato - spiega Lodovico Balducci, professore di Oncologia al Lee Moffitt Cancer Center (Usa) - il processo di formazione delle neoplasie non si arresta. Ed essendo questo processo abbastanza lento, ne consegue che gli anziani corrono un rischio maggiore di ammalarsi di tumore. Chi smette di fumare riduce immediatamente del 50% il rischio di un infarto, ma lo stesso beneficio, purtroppo, non si ripercuote in maniera così netta sul rischio cancro che, pur diminuendo, permane, tuttavia, a lungo nel tempo".

 

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Sanità, in calo ricoveri e posti letto in ospedale

Gli italiani vanno meno in ospedale e i tempi di ricovero si accorciano. Secondo i dati dell'Istat, presentati nell'Annuario statistico del 2002, nel 1999 il totale dei posti letto ammonta a 280.438, 4,9 ogni mille abitanti rispetto ai 6,2 nel 1995 e 5,5 nel 1998. In un anno, sono "scomparsi" 35 mila posti letto. Diminuiscono anche le degenze, oltre 500 mila in meno rispetto all'anno precedente. E si accorciano le giornate trascorse in ospedale: oltre 76 milioni i giorni di degenza nel 1999, quasi 9 milioni in meno rispetto al 1998. La degenza media passa da 8,2 a 7,7 giornate.

 

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Memoria di ferro per maschi over 50 se il testosterone è alto

Memoria di ferro, a prescindere dall'età, se il testosterone è alto. Elevati livelli dell'ormone maschile nel sangue, infatti, regalano agli uomini over 50 risultati migliori nei test mnemonici e di agilità mentale. Lo rivela uno studio del team di Susan Resnick del National Institute on Aging di Baltimora, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e condotto su 417 uomini dai 50 ai 91 anni. Prima che gli ormoni possano essere usati come farmaci per la memoria, però, avvertono i ricercatori, dovranno essere compresi appieno i benefici e i rischi che eventualmente comportano. Gli studiosi hanno misurato i livelli dell'ormone maschile nel campione, monitorandoli per 10 anni. Durante questo periodo, tutti i soggetti sono stati sottoposti anche ad alcuni test per rilevare differenti aspetti della agilità mentale. Ebbene, gli uomini con più testosterone nel sangue hanno totalizzato punteggi migliori nei test di memoria visiva e verbale. Resta da chiarire, dicono i ricercatori, il meccanismo con cui gli ormoni influenzano la memoria. E proprio per la necessità di ulteriori ricerche, il gruppo invita a leggere con cautela i risultati ottenuti.

 

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Epatite C, allo studio vaccino che "ripara" il fegato

Un vaccino che "ripara" i danni al fegato provocati dal virus dell'epatite C. Lo sta sviluppando un'azienda belga, la Belgian Innogenetics, che lavora su una sostanza capace di prevenire e trattare l'infezione. Il vaccino è basato su una proteina presente nel rivestimento esterno del virus. "Il vaccino - dicono i ricercatori - previene le lesioni del fegato ed evita che le infiammazioni progrediscano in peggio. Senza interferire, però, sulla carica virale che rimane inalterata". Secondo le ultime stime dell'Organizzazione mondiale della Sanità, sono circa 170 milioni le persone infettate dal virus che si trasmette attraverso il sangue.

 

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Cancro polmone: 40mila casi l'anno in Italia, 70% inoperabili

Il cancro al polmone colpisce ogni anno 40mila italiani, per il 90% uomini e per il 70% ormai inoperabili al momento della diagnosi. Tra i casi operabili solo quelli individuati al primo stadio hanno una buona probabilità di guarigione (sopravvivenza a 5 anni per 7 malati su 10), mentre le speranze diminuiscono sensibilmente negli stadi avanzati, per i quali la possibilità di cura non supera il 15% e la sopravvivenza complessiva va raramente oltre i 2 anni. Da qui l'importanza di una diagnosi precoce.

 

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Influenza, nessun virus anomalo in arrivo

In merito alle notizie su una possibile pandemia influenzale negli anni a venire, il Ministero della Salute precisa che si tratta di una evenienza del tutto teorica, che non riguarda in alcun modo la stagione influenzale 2002-2003 appena cominciata. I virus di cui si prevede l'arrivo anche nel nostro Paese (e che in alcuni Stati dell'emisfero Nord cominciano a essere isolati) rappresentano, come ogni anno, normali varianti antigeniche minori, peraltro contenute tutte nel vaccino attualmente in commercio che quindi è pienamente efficace e di cui si consiglia l'uso soprattutto da parte degli anziani e delle persone a rischio come disposto dalla circolare del 1° luglio 2002 del Ministero della Salute, "Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2002/2003" (tutte le informazioni su www.ministerosalute.it). Occorre soprattutto non confondere le normali epidemie influenzali con le pandemie. I virus influenzali subiscono infatti modificazioni continue nel loro patrimonio genetico. Quando queste variazioni sono di modesta entità, i virus creano fenomeni epidemici, per i quali la sistematica attività di sorveglianza virologica, che viene svolta in Italia come in tutto il mondo nell'ambito del Programma dell'Oms, porta alla tempestiva identificazione delle nuove varianti e al loro inserimento nel vaccino utilizzabile nella stagione successiva.

 

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Anziani: si sente bene oltre il 90% degli italiani

Gli anziani italiani si sentono bene: oltre il 90% afferma di essere in ottimo, buono o comunque soddisfacente stato di salute. è uno dei risultati dell'indagine Censis-La Repubblica. La ricerca, condotta a settembre su 999 persone "over 60" (52,1% donne e 47,9% uomini), evidenzia che a sentirsi più in forma sono gli abitanti del Nord Est (96,9% esprime un giudizio positivo). Ma a giudicare "ottima" la propria salute è il 14,3% di chi vive nel Nord Ovest, percentuale più che doppia rispetto agli abitanti del Sud e Isole. Il 76,6% degli intervistati inoltre si dice autonomo, percentuale che tocca il 96,1% nella fascia compresa tra i 60 e i 69 anni, ma che non scende al di sotto del 62% per gli over 80. In linea con queste risposte è un altro dato che fa riflettere: cresce fra gli anziani la paura della morte. "Rispetto all'analoga indagine dello scorso anno - ha affermato Giuseppe Roma, direttore del Censis - il timore di morire sale di quasi 10 punti, dal 34,2% al 42,3%, specialmente fino ai 70 anni". In cima alla classifica delle preoccupazioni, anche se in calo rispetto al 2001, resta sempre la paura della malattia o di un evento invalidante (58,9%) e la perdita della persona cara (53,8%), ma in salita c'è anche il timore di restare vittima di reati (39,4%). 

 

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Infarto, morti dimezzate con palloncino salvacuore

Dimezzate, in Italia, le morti per infarto grazie al palloncino "salva-cuore". In un solo anno, nel nostro Paese, gli interventi di angioplastica primaria sono quasi raddoppiati, passando da 4.000 a 7.000. E questo ha ridotto del 50%, nei pazienti operati, la mortalità rispetto alle vittime di attacco cardiaco trattate solo con i farmaci trombolitici. Questi alcuni dei dati diffusi al Congresso della Società italiana di cardiologia invasiva, dove sarà presentata la prima mappa dei 183 Laboratori di emodinamica in Italia, uno ogni 310 mila abitanti, e la proposta di una rete di ospedali "salva-vita", che collegherà in modo permanente questi centri, le cardiologie, le Unità coronariche e il 118.

 

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Italia fanalino di coda UE nell'assistenza anziani

L'Italia è il fanalino di coda in Europa per l'assistenza domiciliare agli anziani. Ci fermiamo al 3%, al di sotto della Repubblica Ceca (5%) e ben lontani dal 20% del Regno Unito. è Roberto Bernabei, docente di geriatria all'Università Cattolica di Roma ad illustrare una situazione, emersa da uno studio, che senza mezzi termini definisce "clamorosa". "Il fatto di essere all'ultimo posto – commenta Bernabei, a margine di un convegno sulla terza età in corso a Roma - fa sì che i malati assistiti a domicilio siano quattro volte più gravi tra quelli europei, ma con lo stesso numero di ore di assistenza. Perché quando è possibile avere assistenza domiciliare, vi si ricorre solo per i casi più difficili". Il Progetto rete argento, coordinato dal Policlinico Gemelli di Roma, ha ottenuto un finanziamento di alcuni milioni di euro dalla Comunità Europea per fare luce sulla tipologia degli assistiti a domicilio e sulle caratteristiche dell'assistenza a casa in Italia rispetto agli altri Paesi europei. "A fare le spese di questa situazione sono anche i familiari - conclude Bernabei - che risultano essere dieci volte più stressati rispetto a quelli del resto d’Europa". La Rete argento è un network di 20 Asl italiane che offrono assistenza domiciliare, basata sulla figura di un responsabile e su un sistema valutativo e di gestione dell'anziano uguale per tutte.

 

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Fumo: NAS, 96 infrazioni in tre giorni

Sigarette accese in ospedale, uffici postali o aeroporti, "in barba" al divieto imposto per legge in questi locali. Sono state 96 le infrazioni accertate dai Nas che, in tre giorni, hanno effettuato 493 ispezioni (73 al Nord, 204 al Centro e 216 nel Sud Italia). Lo rende noto un comunicato del ministero della Salute, ricordando che "la maggior parte delle ispezioni ha riguardato gli ospedali (177) o altre strutture sanitarie (64), ma anche uffici postali (108), sale di attesa di aeroporti e porti (35), sale corse (31), biblioteche (22), musei (20), cinema e teatri (19), metropolitane (14), sale da ballo (3). Il blitz, "a tutela dei non fumatori" e nel rispetto del divieto di fumare in determinati locali secondo la legge 584 del 1975, è stato effettuato dal 18 al 20 ottobre.

 

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Arterie malate, epidemia in Italia

Malattie delle arterie, in Italia è un'epidemia. L'allarme viene dai 500 esperti riuniti a Cagliari, al secondo Congresso della Sicve (Società italiana di chirurgia vascolare ed endovascolare). E i numeri parlano chiaro: "Il 42% dei decessi degli adulti in Italia è dovuto alle malattie delle arterie - afferma il professor Giovanni Brotzu, direttore del dipartimento di chirurgia vascolare dell'Università di Cagliari - e cioè ictus, infarto, aneurismi, insufficienza vascolare periferica e susseguenti amputazioni. Chi riesce a superare l'attacco, ha un'invalidità permanente. Insomma, la realtà delle malattie delle arterie - dice - è ormai tale, che si rendeva necessario un vertice di specialisti per fare il punto sulle ricerche e studiare una strategia sia di prevenzione che di diagnosi e cura".

 

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Influenza: Sirchia, sì al vaccino per evitare complicanze

Si avvicina la stagione dell'influenza. "Dal primo ottobre è arrivato in farmacia il vaccino - ricorda il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, a margine di un convegno all'Università' di Milano - e consiglio soprattutto ad anziani, bambini e immunodepressi di vaccinarsi per tenere lontano il virus e le possibili complicanze, anche gravi. Anche se tutti possono vaccinarsi per prevenire l'influenza". Un appello che sembra trovare gli italiani piuttosto attenti. Rispondendo a un sondaggio sulla vaccinazione anti-influenza, in corso sul sito del ministero della Salute, ben il 70.4% dei cybernauti ha detto di ritenere utile questa pratica, contro il 29.6% di chi la pensa diversamente.

 

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In Italia 20mila nuovi casi l'anno di tumori alla vescica

Ogni anno, 20mila italiani si ammalano di cancro della vescica, 6mila muoiono. Gli uomini sono tre volte più colpiti delle donne, soprattutto fra i 60 e i 70 anni. In due casi su tre, sono tumori che possono essere curati conservando la vescica e con terapie mediche, ma gli altri si rivelano molto aggressivi. I progressi registrati dalla ricerca negli ultimi anni e le nuove "armi" per diagnosi sempre più precoce e cure efficaci e "conservative", sono stati al centro del Congresso nazionale degli urologi italiani, tenutosi al Lingotto di Torino. Il rischio di essere colpiti da tumore della vescica è più alto al Nord e nel Centro Italia: Torino è al terzo posto, per numero di casi, dopo Trieste e Genova. Responsabile, secondo gli specialisti, il fumo di sigarette, il principale fattore di rischio. Se in passato la cistectomia provocava la perdita della funzione urinaria e sessuale, oggi - sottolinea Giovanni Muto, primario di Urologia all'ospedale S. Giovanni Bosco di Torino e segretario generale degli urologi italiani - le moderne tecniche chirurgiche consentono, nella gran parte dei casi, la sostituzione della vescica e il risparmio dei nervi erettori".

 

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Alimentazione: troppo a tavola al Sud, pasti di corsa al Nord

Tutta la famiglia riunita, pasti abbondanti e piatti ben conditi. Al Sud resiste l'amore per la tavola, tanto che a Palermo il pranzo può durare anche un'ora. Ritmi accelerati, invece, risalendo la Penisola. Al Nord il pasto si trasforma in una gara di velocità, appena 18 minuti a Milano. E quando si aumenta di pochi grammi, si corre in palestra o si comincia una dieta ferrea. A rappresentare un'Italia divisa in due anche a tavola è studio condotto dagli esperti della rivista Dimagrire, che ha analizzato le abitudini alimentari di 600 italiani (55% donne, 45% uomini) tra i 20 e i 55 anni d'età, in 10 capoluoghi di provincia.

 

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