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Archivio delle notizie flash

   

Ottobre 2002

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Cancro: Veronesi, seno "salvo" anche in casi gravi

Dal 21 ottobre parte la "settimana andrologica"

Telethon, raccolta fondi con Autogrill

I deodoranti non causano tumori

Alcolici condizionano efficienza cerebrale

Chi russa è a maggior rischio di ictus

Disabili, in Italia sono 2 milioni e 800mila

In Europa ferite infette per un paziente operato su 20

Tumori: oltre la metà degli uomini italiani non fa prevenzione

Infarto, in Italia 1 ogni 3 minuti

Cancro colon: 15mila morti l'anno, parte campagna italiana

Vitamina D ingegnerizzata contro osteoporosi

Stomaco: reflusso ignorato in 1 caso su 5

Vista, 14% presbiti non usa occhiali

Diabete: lo sconfiggerà il trapianto delle cellule

Influenza, già molte richieste per vaccino

Obesity Day: un giorno per combattere l'obesità

80% anziani lavora, sta bene e vuol contare di più

Denti, ottobre mese della prevenzione

Farmaci: 129mln di euro spesi per ticket in 7 mesi

Anziani, meno depressione con attività fisica

Cancro: carta d'identità genetica per cure su misura

Pressione alta, si abbassa anche con i fiocchi d'avena integrali

A Chieti un centro di ricerca per anziani

Fumo: in Italia responsabile 30% morti

5 milioni gli italiani che non sentono

Tumore seno, 11mila morti l'anno ma l'80% evitabili

Polmoni: 2,5 milioni di italiani con il "fiato corto"

Ictus, 2 morti su 5 evitabili controllando la pressione

Alzheimer: una "task force" per integrare i servizi

Il miele aiuta a combattere il colesterolo

Menti più giovani con olio di oliva, verdure e noci

 

 

Cancro: Veronesi, seno "salvo" anche in casi gravi

Radioterapia sul letto operatorio, conservazione del capezzolo e plastica al seno subito dopo l'intervento. Così, parola di Umberto Veronesi, "salviamo la femminilità di una paziente, anche quanto il cancro della mammella è così grave da rendere indispensabile l'intervento radicale". Il noto oncologo milanese, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) ed ex ministro della Sanità, ha presentato la nuova metodica per le pazienti più gravi presso il suo istituto. E questo a poche ore dalla pubblicazione, sull'autorevole rivista New England Journal of Medicine, di un editoriale che promuove la tecnica chirurgica conservativa inventata dal professore 20 anni fa. Quella che allora suonava come una rivoluzione, una vera provocazione per la mentalità scientifica dell'epoca, oggi si è infatti dimostrata "altrettanto efficace della mastectomia radicale". In grado di salvare 8 malate su 10. Veronesi si confessa orgoglioso per l'imprimatur che "la rivista medica americana più autorevole al mondo" ha dato alla sua prima creatura. L'editoriale del Nejm parla chiaro. "Il caso della chirurgia conservativa del seno è da considerarsi chiuso - scrive Monica Morrow, della Feinberg School of Medicine di Chicago - e i nostri sforzi si possono adesso concentrare sulla ricerca di nuove strategie di prevenzione e cura". Infatti, prosegue l'esperta, "se non si applicasse alle pazienti che curiamo oggi ciò che abbiamo imparato dal lavoro pionieristico di Veronesi e di Fischer, significherebbe che non abbiamo afferrato il progresso occorso negli ultimi 20 anni di trattamento del tumore del seno". E "ora - conclude - un obiettivo da perseguire è che tutte le donne del mondo a cui viene diagnosticato un cancro della mammella siano informate della possibilità di ricevere un trattamento conservativo".

 

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Dal 21 ottobre parte la "settimana andrologica"

Partirà anche in Campania dal 21 ottobre prossimo la Settimana di prevenzione andrologica. L'iniziativa, che avrà come lo scorso anno respiro nazionale, vedrà conivolti in Campania e Calabria 26 centri medici e andrologici. Lo scorso anno furono 1.572 i maschi visitati da specialisti in Campania nell'ambito della settimana di prevenzione. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori dell'iniziativa, a circa il 42,81% dei soggetti campani che si sono fecero visitare nell'ambito della campagna di prevenzione venne diagnosticato un disturbo sessuale. Oltre 1.700 invece furono le visite complessivamente effettuate sia in Campania sia in Calabria: più esiguo il campione calabrese ma più alta risultò (attorno al 47,87%) la percentuale di disturbi sessuali diagnosticati. "Dall'analisi statistica dei dati estrapolati dalla precedente iniziativa della settima andrologica - ha spiegato il professor Ciro Imbimbo, coordinatore per la Campania e la Calabria - emerse che l'incidenza del disturbo sessuale in Campania e in Calabria risultò leggermente inferiore rispetto alla media nazionale. Questo dato si potrebbe riferire ad una maggiore reticenza o maggior disagio nel parlare dei propri disturbi sessuali, ma non è escluso che risulti diversa anche l'incidenza delle patologie che si ascrivono a fattori di rischio sia di primo che di secondo livello per la comparsa di una disfunzione erettile".

 

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Telethon, raccolta fondi con Autogrill

Prende il via negli Autogrill la raccolta di fondi destinata alla ricerca Telethon sulle malattie genetiche. Quest'anno si può donare anche acquistando un cd di canzoni italiane. L'iniziativa, chiamata Autogrill in viaggio con Telethon, in programma dal 17 ottobre al 22 dicembre, intende coinvolgere milioni di clienti, ripetendo il successo dello scorso anno. Nel 2001 la somma delle donazioni fatte nei punti di ristoro in città autostrade, aeroporti e stazioni ferroviarie, sommate alla donazione offerta dalla stessa azienda hanno superato il miliardo e 800 milioni di lire. Nella raccolta di quest'anno l'Autogrill intende coinvolgere tutti i suoi 10.000 dipendenti negli oltre 450 punti di vendita distribuiti lungo tutta la penisola. Tre i possibili sistemi di donazione. Con la prima iniziativa, chiamata "Bibita, panino e una Telethon Card ...", alle casse di tutti i punti Autogrill sarà disponibile la Telethon Card, ossia una ricevuta del valore di 5 o 20 euro il cui importo sarà interamente devoluto a Telethon. "...e il resto alla ricerca" è la seconda formula, con quale si potranno fare donazioni utilizzando i salvadanai sui banconi dei punti di vendita Autogrill, magari utilizzando gli spiccioli dati come resto al pagamento della consumazione. "Autogrill - da 25 anni l'Italia che va", infine, è il titolo del Cd che l'azienda ha realizzato per festeggiare il suo compleanno e che raccoglie 10 canzoni famose legate al mondo Autogrill o al tema del viaggio. Tra gli artisti Lucio Battisti, Lucio Dalla, Gigi D'Alessio, Marco Ferradini, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e i Pooh. Dei 10 euro del costo del Cd (in vendita negli Autogrill), 5 verranno devoluti a Telethon e l'eventuale quota residua di guadagno, dedotti i costi di produzione, verrà devoluta a consuntivo; Autogrill rinuncia infatti ad ogni profitto derivante dalla vendita dei Cd.

 

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I deodoranti non causano tumori

Crolla una leggenda metropolitana assai diffusa. Non è vero che i deodoranti e i prodotti anti-traspirazione espongono le donne che li usano a un maggior rischio di tumore al seno. A fare chiarezza su queste "voci" è uno studio condotto su più di 1.500 donne dai 20 ai 74 anni, fra cui 813 affette da un tumore al seno. "Non c'è ragione di avere paura", spiega sul Journal of the National Cancer Institute Dana Mirick, epidemiologa del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, nello stato di Washington. Una paura che si è diffusa rapidamente, secondo gli esperti, proprio perché in molti utilizzano i prodotti in questione. Lo studio è cominciato nel 1992, nel periodo in cui si era sparsa sul Web la voce della pericolosità dei deodoranti. "L'uso di questi prodotti non aumenta il pericolo di sviluppare un tumore al seno, né c'è relazione tra questa malattia e l'abitudine di radersi le ascelle e mettere subito dopo il deodorante", concludono gli studiosi.

 

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Alcolici condizionano efficienza cerebrale

Il consumo di alcolici potrebbe condizionare la futura efficienza cerebrale. è quanto sostiene un gruppo di ricercatori danesi che ha presentato i risultati delle proprie ricerche al meeting dell'American Neurological Association. Lo studio ha esaminato quasi 2000 persone monitorandone il consumo di alcol nell'arco di 15 anni, quando tutti i soggetti avevano oltrepassato i 65 anni. 83 soggetti, sia uomini che donne, hanno sviluppato, nel periodo considerato, una forma di demenza, ma quello che più conta ai fini della ricerca, le persone che hanno consumato birra con regolarità sembrerebbero avere evidenziato il doppio della possibilità di sviluppare demenza in età avanzata. Per quanto riguarda il consumo moderato di vino, invece, la possibilità di una qualche forma di demenza senile è del 70% inferiore. Un'ulteriore conferma – sostengono i ricercatori – degli effetti benefici del vino, sempre in modica quantità, grazie alla presenza di sostanze, come i flavonoidi, ad azione antiossidante.

 

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Chi russa è a maggior rischio di ictus

Chi russa abitualmente nel sonno è a maggiore rischio di ictus: lo dimostra uno studio clinico condotto da Virgilio Gallai, Michele Venti e Andrea Alberti del Dipartimento di neuroscienze dell'Università-Azienda ospedaliera di Perugia. I risultati della ricerca sono stati presentati al 12° Congresso nazionale dell'Associazione italiana medicina del sonno di perugia. "Russare - ha spiegato Gallai, direttore della Clinica neurologica di Perugia - non è semplicemente una condizione fastidiosa che al più disturba il sonno del partner, ma è una condizione che espone il soggetto ad un rischio di ictus oltre una volta e mezzo maggiore rispetto a chi non russa". Lo studio condotto su oltre 400 pazienti ha evidenziato una prevalenza di russatori del 40,5% nel gruppo dei pazienti colpiti da ictus, contro il 29,8% nell'altro gruppo, con un aumento del rischio relativo pari a 1,61. La motivazione risiederebbe nel fatto che il russare è causa di ricorrenti episodi di ridotta ossigenazione del sangue che, ripetendosi ogni notte, favoriscono l'induzione di aterosclerosi, ipertensione, aritmie cardiache e alterazioni dell'emodinamica cerebrale. "L' ictus - ha affermato Gallai - è la prima causa di disabilità nel mondo occidentale e la prevenzione rappresenta, ad oggi, lo strumento più efficace per combatterlo. Identificare e correggere i fattori di rischio modificabili è, per questa patologia, di grande impatto medico e sociale. In questa ottica il russare non deve essere visto come un qualcosa su cui ironizzare ma una condizione non fisiologica da studiare e correggere, soprattutto quando vi sono associati altri fattori di rischio vascolare".

 

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Disabili, in Italia sono 2 milioni e 800mila

In Italia le persone disabili sono 2 milioni e 615mila, pari al 5% della popolazione che vive in famiglia. Fra questi si stima che ci siano un numero di bambini disabili fra 0 e 5 anni pari a circa 46.600. Per quanto riguarda il numero dei disabili che vivono in residenze e non in famiglia, i primi risultati indicano la presenza di 165.538 persone disabili o anziani non autosufficienti ospiti nei presidi socio-assistenziali. Complessivamente i disabili, e cioè coloro che hanno difficoltà gravi nell'espletare almeno una delle attività della vita quotidiana, sono poco più di 2 milioni e 800 mila. Tra le persone di 65 anni o più la quota di popolazione con disabilità è del 19,3% e raggiunge il 47,7% tra le persone di 80 anni e più.

 

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In Europa ferite infette per un paziente operato su 20

Ferite infette per il 5% dei ricoverati sottoposti a intervento chirurgico: in Italia come in tutta Europa, quindi, un paziente su 20 è destinato a contrarre un'infezione post-operatoria. Il problema è serio, avverte il direttore generale dell'Ulss 16 di Padova, Adriano Cestrone, perché "se tali infezioni rappresentano prima di tutto sofferenze aggiuntive per gli assistiti, non va sottovalutato anche il dispendio di preziose risorse sanitarie che ne consegue". Parola d'ordine, quindi, è "prevenzione, anche grazie all'utilizzo, durante gli interventi, di dispositivi medici più affidabili e rispondenti a precisi parametri di qualità e sicurezza". Da qui la messa a punto di nuovi standard europei, allo studio presso il Comitè europeen de normalisation (Cen), che punta sull'uso di teli e camici chirurgici "usa e getta", fabbricati "in tessuto-non tessuto monouso".

 

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Tumori: oltre la metà degli uomini italiani non fa prevenzione

Oggi un italiano su due non fa prevenzione e non si controlla, si tratta soprattutto di uomini. La Commissione Oncologica Nazionale sta lavorando ad un programma di screening, che ha l'obiettivo di informare la popolazione maschile al di sopra ai 50 anni, sui possibili rischi di tumore. Il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, alla presentazione degli Stati generali dei malati di tumore presso la Camera dei deputati, ha affermato che "il livello di prevenzione dei tumori maschili deve raggiungere quello dei tumori femminili, anche sotto il profilo dell'affidabilità dei test. Il test del PSA, utilizzato per l'individuazione del tumore alla prostata, da solo non è sufficientemente predittivo. Per questo la ricerca è al lavoro con lo scopo di elaborare esami diagnostici che abbiano almeno il livello di affidabilità dei test diagnostici per i tumori femminil". I dati della Lega Italiana per la lotta ai tumori (LILT), secondo cui oltre il 66% degli uomini in età a rischio non esegue controlli periodici di prevenzione per il tumore della prostata e il 33% delle donne che non ha mai eseguito un pap-test o una mammografia, confermano le parole del Ministro. Sempre secondo questi dati in Italia è stato registrato un calo della disponibilità a fare prevenzione. Dall'87 al'98 la percentuale di quanti hanno eseguito controlli con regolarità è scesa dal 23,6% al 23% mentre per i controlli saltuari si è passati dal 55,6% al 54,7%. Come riuscire a convincere queste persone a fare di più per difendersi dal cancro? "Serve una campagna d'informazione che influenzi gli stili di vita della gente – sottolinea il Ministro – in particolare sul fumo e i danni che provoca, oltre alla corretta alimentazione".

 

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Infarto, in Italia 1 ogni 3 minuti 

Ogni tre minuti, un italiano viene colpito da attacco cardiaco. Ogni anno, nel nostro Paese, le malattie cardiovascolari uccidono 235mila persone, 4,24 ogni 1.000 abitanti, quasi il doppio dei 2,73 decessi su 1.000 per tumore. A lanciare l'allarme, dati alla mano, sulle troppo morti ancora dovute alle patologie cardiache è Massimo Chiariello, presidente della Società italiana di cardiologia, in occasione del convegno Prevenzione cardiovascolare: epidemiologia, fisiopatologia e terapia, svoltosi a Napoli. Del resto, proprio la Campania detiene un non invidiabile secondo posto, dopo la Lombardia, nella classifica regionale dei decessi. Sono oltre 300mila l'anno i ricoveri ospedalieri per infarto, angina, scompenso e ictus, 40mila interventi per by-pass e circa 30mila per angioplastica. "Prevenire questa epidemia, prima causa di morte in Italia - sottolinea Bruno Trimarco, professore di Medicina interna all'Università Federico II di Napoli - è una delle più grosse sfide per la nostra sanità, ma è possibile vincerla". A patto di "riuscire a stimolare i cittadini alla prevenzione, effettuando controlli periodici della pressione arteriosa e del colesterolo, i due principali fattori di rischio, e abbracciando abitudini più salutari: niente fumo, alimentazione più sana, attività fisica".

 

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Cancro colon: 15mila morti l'anno, parte campagna italiana 

Abbattere del 75% la mortalità per cancro del colon-retto: il secondo "killer" oncologico dopo il tumore alla mammella nella donna e al polmone nell'uomo, che solo in Italia uccide 15mila persone e conta 30mila nuovi casi ogni anno. è l'obiettivo della Prima campagna nazionale per la prevenzione della patologia promossa dalla Federazione italiana malattie digestive e dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, con l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Salute, e il sostegno della Fondazione Johnson & Johnson. L'iniziativa, presentata a Milano, prevede un intervento capillare: annunci su quotidiani e periodici, spot tv, opuscoli distribuiti nei centri partecipanti (per ora 300 su 600 contattati) e il numero verde 800-190191 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00), per informarsi sulla struttura più vicina a cui richiedere il test diagnostico.

 

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Vitamina D ingegnerizzata contro osteoporosi

Una forma di vitamina D modificata con le tecniche dell'ingegneria genetica riesce a stimolare la formazione ossea, tanto che le prime sperimentazioni sull'uomo sono attese in novembre negli Stati Uniti. è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani dell'università del Wisconsin a Madison. Se i risultati osservati finora sugli animali saranno confermati nell'uomo, la vitamina D biotech potrà aprire la strada alla messa a punto di nuovi farmaci contro l'osteoporosi e altre malattie del tessuto osseo. Le ricerche si sono focalizzate sulla vitamina D3 prodotta dalla pelle esposta alla luce e contenuta in alcuni alimenti: la D3 è il naturale precursore della forma "ormonale" della vitamina, quella che gioca un ruolo essenziale nel rilascio di calcio dall'intestino al sangue, consentendo al minerale di essere incorporato nelle ossa. Questa forma della vitamina, tuttavia, ha dimostrato un'efficacia limitata nel trattamento dell'osteoporosi: gli scienziati l'hanno allora modificata, creando una forma ormonale sintetica (nota come 2MD), che agisce sui geni direttamente coinvolti nella crescita delle ossa.

 

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Stomaco: reflusso ignorato in 1 caso su 5

Esami "a tappeto" per raccogliere dati sulla malattia da reflusso gastroesofageo in Italia. Insomma uno screening, per scattare una "fotografia nazionale" su un disturbo che colpisce il 10-20% della popolazione dei Paesi industrializzati, ma che "il più delle volte viene sottostimato o riconosciuto tardi: solo un quinto di chi ne soffre in modo cronico - denunciano infatti gli esperti - si rivolge al medico per una diagnosi". A promuovere l'iniziativa, denominata Progetto Axis, sono la Società italiana di endoscopia digestiva (Sied) e il gruppo farmaceutico Simesa, che nel maggio scorso hanno avviato "un asse collaborativo" coinvolgendo, fino al 2004, oltre 1.500 medici di famiglia e 150 centri della penisola. Dai dati della prima fase, presentati a Milano, risulta una patologia spesso "mascherata" da sintomi come tosse, mal di gola e dolori al petto.

 

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Vista, 14% presbiti non usa occhiali

Sempre più numerosi coloro che per leggere portano il naso quasi a contatto del foglio: il 14,6% dei presbiti italiani, dai 40 anni in su, infatti non utilizza gli occhiali per correggere il difetto. Lo rileva un'indagine effettuata per conto della Commissione Difesa Vista (CDV), su un campione di 2658 persone, rappresentativo di una popolazione di oltre 28 milioni di persone. Sono soprattutto i maschi (17,3%) coloro che "si arrangiano", rimandano il momento di acquistare un paio di occhiali per leggere. Le donne, al contrario (11,9%) sono più portate a ricorrere prima agli occhiali da presbite, scegliendo una montatura alla moda. Fra coloro che al contrario correggono la propria vista quando si accorgono di essere presbiti (85,4%) diverse sono le opzioni: il 47% utilizza "occhiali su misura", il 23,5% occhiali premontati, altri vanno su occhiali su misura con lenti bifocali e multifocali. Prima di acquistare gli occhiali, l'89,3% si sottopone a visita (il 63,7% dall'oculista, il 29,7% presso un negozio di ottica); mentre il 12,5% fa un'autovalutazione per la scelta delle lenti, acquistando gli occhiali in farmacia o presso un supermercato. C'è però anche chi acquista gli occhiali in una bancarella o non li acquista affatto, adattandosi a usare quelli di un familiare. L'indagine ha evidenziato che in materia di difetti visivi c'è molta ignoranza, anche tra coloro che sono portatori di questi: solo il 52,1% della popolazione italiana dai 40 anni in su conosce il significato del termine presbiopia (il 76,8% tra chi ha altri difetti visivi e il 67,9% tra chi è solo presbite). Il 12,4% non ha mai sentito parlare di presbiopia e il 18,5% ne ha sentito parlare ma non sa cosa sia. Anche tra i presbiti il 13,9% risponde così, pur avendo il difetto, non sa come si chiama.

 

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Diabete: lo sconfiggerà il trapianto delle cellule

La cura risolutiva del diabete, cioè il trapianto delle cellule pancreatiche, è più vicina. Secondo quanto affermato dagli esperti che si sono riuniti nel Congresso della Società italiana di trapiantologia, il trattamento di elezione del futuro sarà l'innesto delle isole di Langerhans, cellule del pancreas deputate a produrre insulina. Due rimangono gli ostacoli da superare: il problema del rigetto e la mancanza di donatori.

 

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Influenza, già molte richieste per vaccino

Sono già molte le richieste di vaccino anti-influenza. "Le prime consegne nelle farmacie sono iniziate pochi giorni fa, e il vaccino viene già venduto, soprattutto alle persone anziane, che avevano iniziato a chiederlo fin dalla fine di settembre". è quanto afferma Franco Caprino, segretario nazionale Federfarma e presidente della Assiprofar-Federfarma Roma. "è ancora troppo presto per avere i dati sulle vendite - precisa Caprino - ma già possiamo testimoniare un'attenzione da parte dei cittadini verso questa forma di prevenzione". I più "agguerriti" sono gli habitué, "persone che ogni anno si vaccinano, fra cui soprattutto gli anziani. Soprattutto a loro sono state vendute le prime confezioni. E le richieste - sottolinea Caprino - sono aumentate in occasione della pubblicazione delle notizie sul nuovo virus in arrivo".

 

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Obesity Day: un giorno per combattere l'obesità

Sedentari e pigri. Gli italiani amano la vita comoda e i risultati si vedono sempre più sulla bilancia, soprattutto per gli uomini: circa la metà dei cinquantenni risulta infatti in sovrappeso, il 9% tra i 45-55 anni è obeso (il doppio di ciò che accade a 30 anni). I dati si impennano poi tra i 55 e i 65 anni, quando è il 15% degli uomini a fare i conti con l'obesità. I chili di troppo non risparmiano però neanche i bimbi e i più giovani: in media, al di sopra dei 18 anni, i valori si aggirano intorno al 10% per quanto riguarda gli obesi (meno della metà fino a 34 anni), mentre i soggetti in sovrappeso sono quasi il 40% (circa il 20% fino a 34 anni). I dati arrivano dall'Adi, l'associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, che il 10 ottobre darà il via al secondo appuntamento con l'Obesity Day, contro il sovrappeso, coinvolgendo oltre 120 strutture del Servizio sanitario nazionale e centri convenzionati (servizi di Dietetica e nutrizione clinica e Unità operative di nutrizione) di tutta la penisola. Strutture, specialisti e materiale divulgativo saranno disponibili, gratuitamente, per tutti i cittadini per l'intera giornata. Lo scorso anno l'iniziativa ha coinvolto oltre 5.000 italiani.

 

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80% anziani sta bene, lavora e vuol contare di più 

Sempre più numerosi e attivi, vogliono continuare a lavorare, a viaggiare, studiare. Insomma vogliono contare di più. E si trovano spesso in condizioni di salute e di reddito che gli consentono di farlo. Sono gli anziani italiani del terzo millennio come emergono dal quinto rapporto "Essere anziano oggi", curato dalla Società Ermeneia di Roma, presentato dall'Associazione 50&Più Fenacom, nell'ambito di "Gold Age - Forum Internazionale della terza età", svoltosi a Riva del Garda.

 

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Denti, ottobre mese della prevenzione

Gratis dal dentista per 31 giorni. Anche quest'anno, infatti, il mese di ottobre, grazie all'iniziativa dell'Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), è dedicato alla prevenzione dentale: chi vorrà potrà effettuare una visita di controllo gratuita e in più ricevere un kit con strumenti "ad hoc". Per conoscere i nomi dei circa 9.500 odontoiatri che aderiscono alla manifestazione, basta telefonare al numero verde 800204204. "Il mese della prevenzione dentale - commenta in una nota Giuseppe Sfregola, segretario culturale Andi - è l'unica iniziativa concreta di prevenzione in questo campo svolta in maniera capillare, su tutto il territorio nazionale".

 

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Farmaci: 129 mln di euro spesi per ticket in 7 mesi

Ammonta a 129 milioni Euro la cifra sborsata di tasca propria dai cittadini nei primi 7 mesi del 2002 in ticket e altre forme di partecipazione alla spesa. Per soli ticket sono stati i liguri a pagare la cifra più alta: 10,45 euro procapite. Segue Piemonte con 6,38 euro e Lazio con 4,38 euro. L'analisi arriva dal Censis. Nello stesso periodo, la dinamica della spesa farmaceutica pubblica a carico del SSN ha avuto un rallentamento rispetto al ritmo di crescita 2001.

 

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Anziani, meno depressione con attività fisica

Anziani meno depressi con l'esercizio: è questo il risultato di una studio Usa che ha preso in esame 2000 persone. Dai dati raccolti risulta che negli anziani che svolgono attività fisica la depressione è molto meno frequente, quali che siano la salute o lo status economico-sociale. L'attività fisica, quindi, protegge dalla depressione indipendentemente dall'età, dalle condizioni fisiche, da quelle economiche e dalle relazioni sociali. Nuotare, andare in bicicletta, fare jogging, ginnastica, ma anche un'attività molto semplice come il camminare, hanno tutti un effetto positivo e preventivo sulla depressione.

 

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Cancro: carta d'identità genetica per "cure su misura"

Carta d'identità genetica del paziente per cure anti-cancro su misura. Grazie alla mole di conoscenze messe a disposizione dalla mappatura del genoma umano, basta un semplice esame del sangue e la successiva analisi di pezzetti di Dna per assicurare a ogni malato il farmaco ideale, più efficace e meno tossico. Le terapie "personalizzate" sono già realtà per 27mila pazienti colpiti da diversi tipi di tumore, il 10% dei malati oncologici italiani. Genetica e ricerca sono state al centro del IV Congresso dell'Associazione italiana degli oncologi medici (Aiom), che ha riunito al Lingotto di Torino quasi 2mila specialisti.

 

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Pressione alta, si abbassa anche con i fiocchi d'avena integrali

La pressione alta sembra poter essere controllata più efficacemente mangiando avena integrale. Due studi dell’università del Minnesota (USA), pubblicati sulla rivista Journal of family practice, hanno infatti dimostrato che 140 grammi di questo alimento preso tutti i giorni ha ridotto, nel 73% dei malati in cura con farmaci antipertensivi, il fabbisogno di medicine. Ma non è tutto. Anche il colesterolo e la glicemia sono diminuiti. Purtroppo, però, così come le medicine antipertensive, dopo la sospensione per 6 settimane dei fiocchi d’avena i valori della pressione tendono a risalire.

 

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A Chieti un centro di ricerca per anziani

Apre le sue porte nel mese di ottobre a Chieti il centro di Eccellenza sull’invecchiamento, all'interno dell'Università D'Annunzio. Con dotazioni tecnologiche all'avanguardia e specialisti di massimo livello, sarà dedicato a migliorare la salute degli anziani.

 

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Fumo: in Italia responsabile 30% morti per cancro

Colpa del tabacco il 30% delle morti per tumore in Italia. Gli ultimi dati su fumo e cancro, elaborati dall'Osservatorio sul fumo dell'Istituto superiore di Sanità, sono stati presentati a Rimini nel corso del congresso annuale sulla Medicina di laboratorio. Se nel 1990 erano oltre 90 mila, in Italia, le morti legate al tabacco, nel 2000 si è registrato un brusco calo, di oltre 10 punti percentuali, dovuto essenzialmente alla diminuzione di tumori polmonari tra gli uomini. Il fumo resta però, la causa del 30% di tutte le morti per cancro. E nella popolazione maschile tra i 35 e 69 anni, la quota è del 50%, tra le più alte nei paesi occidentali.

 

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5 milioni gli italiani che non sentono

Ogni giorno trenta italiani scoprono di avere problemi di udito. E sono cinque milioni i connazionali affetti da sordità, 60mila sono bambini. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di un problema che tocca gli "over 65", che da soli rappresentano circa i due terzi dei "sordi". I dati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, svoltasi a Roma, per presentare un nuovo modello di apparecchio acustico. Il 10% del Belpaese, dunque, ci sente male o non ci sente affatto, ma ha pudore a rivolgersi allo specialista. La metà pensa addirittura che si tratti di un fenomeno inevitabile e incurabile. E solo il 10% degli italiani, contro il 25% degli europei, pensa a un apparecchio acustico.

 

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Tumore seno, 11mila morti l'anno ma l'80% evitabili

Ogni anno in Italia 31 mila donne scoprono di avere un tumore al seno e altre 11 mila ne muoiono, ma almeno l'80% potrebbe salvarsi se la malattia fosse diagnosticata tempestivamente. A ricordare le cifre di quella che definito una "mortalità ingiustificata" è stato Francesco Schittulli, presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), in una conferenza stampa nella quale è stata presentata la campagna di prevenzione dei tumori al seno promossa in partnership con l'azienda di cosmetici Este Lauder. Nonostante sia la principale causa di morte nelle donne, il tumore al seno "potrebbe essere archiviato - ha sostenuto Schittulli - se mettessimo le donne nelle condizioni di effettuare precocemente esami quali l'eco e la mammografia". Si tratta di un fatto essenzialmente "culturale" e di informazione, ha aggiunto il presidente della Lilt, visto che oggi meno del 20% delle donne si sottopone a questo genere di accertamenti. Due per Schittulli, le "direttrici" da seguire, per le quali ha dichiarato la disponibilità della Lega Tumori a collaborare attivamente: un forte impegno informativo fin dalle ultime tre classi di tutte le scuole medie superiori, e una maggiore sensibilizzazione delle aziende sanitarie per realizzare campagne di screening. Quanto alla campagna "nastro rosa" promossa con Este Lauder che inizierà il 1° ottobre è previsto che per tutto il mese oltre 600 profumerie in tutta Italia distribuiranno alle loro clienti materiale informativo della LILT sulla prevenzione oltre a migliaia di nastrini rosa da indossare per testimoniare la volontà attiva di contrastare la malattia. L'azienda di cosmetici verserà poi alla Lega Tumori il 10% del ricavato mensile della vendita di alcuni suoi prodotti di bellezza come contributo per finanziare i 338 ambulatori della Lilt che ogni anno effettuano oltre 350 mila controlli diagnostici. Un "treno rosa", infine, da settembre fino a novembre circolerà in varie regioni italiane, sempre sponsorizzato dall'azienda cosmetica, per accompagnare le altre iniziative della campagna.

 

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Polmoni: 2,5 milioni di italiani con il "fiato corto"

Toglie il fiato a 600 milioni di persone nel mondo, uccidendone oltre 2,7 milioni l'anno. Questi i numeri della Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva), che conta ben 2 milioni e mezzo di italiani ammalati, con 25mila morti l'anno nel nostro Paese. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità rappresenta la quinta malattia più diffusa e la quarta causa di morte nel pianeta. Ed è la sola con una tendenza netta alla crescita: nel 2020, sottolinea l'Oms, diventerà il terzo grande killer dell'umanità, subito dietro le malattie cardiache e cerebro-vascolari.

 

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Ictus, 2 morti su 5 evitabili controllando la pressione

Controlli regolari della pressione per battere sul tempo l'ictus ed evitare 2 morti su 5. A ricordare il ruolo cruciale della prevenzione contro l'ischemia cerebrale, che in Italia colpisce 130mila persone l'anno, uccidendone un terzo, sono gli esperti della Società italiana dell'ipertensione arteriosa (Siia), che il 24 settembre organizzano un incontro a Bologna, alle 14.00 presso il Palazzo dei congressi cittadino.

 

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Alzheimer: una "task force" per integrare i servizi

Una task force "in grado di integrare servizi sanitari e sociali, e di portarli al domicilio del malato di Alzheimer". Una "centrale operativa" capillarmente attiva, presente "in ogni distretto del Paese". Così il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, rilancia il "modello Merate" per l'assistenza alle persone colpite da Alzheimer, circa 500mila in Italia. A questo proposito, ha annunciato Sirchia, "abbiamo raggiunto un accordo con la Regione Lombardia, per avviare una nuova sperimentazione di questo modello in un distretto Asl ancora da definire". Obiettivo finale è quello di "diffondere su tutto il territorio le Unità di valutazione Alzheimer (Uva) previste dal Progetto Cronos". Una strategia "forse da perfezionare - ha precisato il ministro - ma che ha dato buoni risultati e va promossa".

 

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Il miele aiuta a combattere il colesterolo

Da sempre i dietologi consigliano di mangiare molta frutta e verdura perché povere di grassi che intasano le vene e le arterie. A questi spazzini dei vaso sanguigni se ne è di recente aggiunto un altro: il miele. Secondo uno studio, effettuato dall'università dell'Illinois (Usa), il prodotto delle api è un ottimo antiossidante, soprattutto quello più scuro, in grado di combattere il colesterolo cattivo quello che, accumulandosi nei vasi, crea problemi circolatori.

 

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Menti più giovani con olio di oliva, verdure e noci

La vitamina E aiuta il cervello delle persone anziane a mantenersi in forma. Un gruppo di ricercatori di Chicago, negli Usa, ha messo sotto osservazione per sette anni lo stile alimentare di oltre 3000 uomini e donne con più di 65 anni di età. Stando ai risultati, gli anziani che consumavano alte quantità di vitamina E mostravano un declino più lento delle loro capacità cognitive. Grazie alla sua azione antiossidante la vitamina E contrasta i danni che i radicali liberi arrecano al cervello, rallentando il declino mentale. L'indagine ha inoltre rilevato che è più efficace la vitamina E contenuta nei cibi (verdure a foglia larga, piselli, frutta secca, olio d'oliva) rispetto a qualsiasi supplemento integrativo. Il ricorso ad integratori alimentari è quindi necessario, sottolineano gli esperti sugli Archives of Neurology solo in presenza di disturbi dell'apparato intestinale o di malattie epatiche, che riducono drasticamente l’assorbimento della vitamina da parte dell’organismo.

 

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