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Archivio delle notizie flash

   

Gennaio 2003

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Un farmaco per ridurre il rischio di tumori al seno

Longevità: al via studio su mille centenari

Tinture per capelli e cancro alla vescica, un legame troppo stretto

Infezioni della bocca aumentano rischio ictus

Italiani scoprono gene di "pancetta over 50"

In farmacia mezzo mln di opuscoli per smettere di fumare

Diabete, nuovo prontuario esclude farmaci innovativi

Terapia ormonale protegge donne diabetiche da infarto

Uomini: in andropausa dai 45 anni, problema sottovalutato

Carenza di farmacie in Italia, specialmente nel Mezzogiorno

Incontinenza: una "fionda" contro quella maschile

Medicina alternativa, il ministero riconosce l'omeopatia

 

 

 

 

Un farmaco per ridurre il rischio di tumori al seno

Il farmaco antitumorale tamoxifene riesce a ridurre dell'82% il rischio di tumori del seno nelle donne che potrebbero sviluppare la forma di questa malattia scatenata dagli ormoni femminili. è il risultato di uno studio Italian Randomized Trial of Tamoxifen, condotto su oltre 5.000 donne seguite per 10 anni e coordinato dall'oncologo Umberto Veronesi, direttore dell'Istituto Europeo di Oncologia. La ricerca, pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute, ha individuato le donne che possono beneficiare dell'azione preventiva del tamoxifene. "Siamo riusciti a identificare il gruppo di donne che rappresenta il bersaglio ideale del farmaco", ha osservato Veronesi. "Si tratta delle donne di oltre 40 anni, che hanno avuto la prima mestruazione molto presto, che hanno avuto un figlio tardi o che non hanno mai avuto figli, che seguono una terapia ormonale sostituiva e che sono in sovrappeso". Si calcola che negli ultimi anni i tumori seno ormono-dipendenti siano aumentati dal 50% al  60% di tutte le forme di tumore del seno.

 

 

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Longevità: al via studio su mille centenari

In Europa continua la tendenza all'innalzamento dell'età' media al ritmo di tre mesi ogni anno negli ultimi cinquanta anni. Ora la media si attesta a livello europeo a 80 anni per le donne e 76 per gli uomini, ma la previsione è di una crescita ulteriore. Per lo studio dei geni della longevità l'Unione Europea recluterà oltre mille centenari nei paesi della comunità per sottoporli alla scansione del genoma, condotta con le tecniche più avanzate, per individuare i geni che presiedono alla longevità. Il via a questo programma è stato dato nel corso di un workshop scientifico organizzato all'Università di Bologna. Il Forum dell'Unione Europea Genetics, Longevity and demography, organizzato in collaborazione con l'Università di Bologna, Inrca (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura Anziani)e Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), è stato aperto da Claudio Franceschi, della Facoltà di Medicina e Chirurgia, e direttore scientifico dell'Irca ed hanno partecipato una quarantina di esperti di tutta Europa, tra genetisti e demografi. Il programma europeo in fase di avvio prevede di applicare le "piattaforme ad alta tecnologia" per scansionare il genoma e individuare i geni della longevità su coppie di fratelli molto longevi. Il progetto sui centenari si unirà a un altro grande progetto europeo in ambito genetico su coppie di gemelli.

 

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Tinture per capelli e cancro alla vescica, un legame troppo stretto

Tingersi i capelli può aumentare il rischio di sviluppare il cancro della vescica. L'allarme è della Beuc, l'associazione europea dei consumatori, che riunisce le principali organizzazioni della Ue. La Beuc ha inviato una lettera alle autorità europee invitandole a rivolgersi ai consumatori per suggerire "un modo per ridurre al minimo questo rischio". Alla base dell'invito della Beuc alla Ue ci sono i risultati di uno studio Usa secondo cui, nelle donne che fanno uso di coloranti per capelli almeno una volta al mese, per un anno, l'incidenza del tumore della vescica è doppia rispetto alla media. Non solo: sempre secondo i ricercatori statunitensi, i rischi aumentano anche di 5 volte tra chi ha lavorato per almeno dieci anni in un negozio di parrucchiere. Di fronte a questi numeri il Parlamento europeo ha deciso di muoversi: è attesa in questi giorni l'approvazione di una nuova direttiva sui cosmetici, che introduca, per le aziende produttrici, l'obbligo di specificare con maggiore accuratezza l'elenco delle sostanze presenti nelle tinture per capelli.

 

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Infezioni della bocca aumentano rischio ictus

Le malattie delle gengive che portano alla perdita di denti sono associate a un aumentato rischio di ictus. Questa la conclusione di uno studio statunitense  su oltre 41.000 uomini  dai 40 ai 75 anni seguiti per 12 anni: i più colpiti da ictus ischemico (dovuto a ostruzione di una delle arterie che portano sangue al cervello) sono stati quelli che soffrivano di piorrea, infiammazioni e infezioni delle gengive, e ancor più i soggetti che avevano già perso diversi denti prima dell’inizio dello studio, nei quali le probabilità di essere colpiti da ictus erano del 60% in più rispetto a chi invece aveva ancora 25 o più denti. Gengiviti e problemi dentali non vanno pertanto sottovalutati, ma curati e tenuti sotto controllo perché comportano infezioni da cui i batteri possono diffondersi in circolo e provocare nuove infezioni dei vasi che alimentano cuore e cervello, favorendo ictus e infarto.

 

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Italiani scoprono gene di "pancetta over 50"

Altro che torroni, panettoni e "abbuffate" natalizie. La tendenza ad ingrassare, una volta superata la boa degli "anta", è colpa di un gene, o meglio di una sua variante, responsabile della "pancetta" tipica degli over 50. Lo ha scoperto l'equipe di ricercatori italiani del Dipartimento assistenziale di Clinica medica dell'Università Federico II di Napoli, diretta dal professor Pasquale Strazzullo. Gli studiosi hanno dimostrato che, chi presenta la variante denominata "DD" del gene dell'Ace (Angiotensin converting enzyme), ha un'elevata tendenza al sovrappeso con l'avanzare degli anni. Secondo Giacinto Miggiano, responsabile del Centro di nutrizione clinica dell'Università Cattolica di Roma, si tratta, però, di "una scoperta che potrà essere utile a 16 milioni di adulti italiani, vittime del sovrappeso. Ma non basterà puntare sui geni per risolvere il problema dei chili di troppo". "La tendenza ad ingrassare - conferma l'esperto - cresce con l'età. Ma oltre ai geni - dice il medico - sono diversi i fattori coinvolti: dieta, stile di vita, abitudine al moto. Conoscerli e saperne di più sui meccanismi genetici alla base di sovrappeso e obesità, è importante per risolvere questi problemi".

 

 

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In farmacia mezzo mln di opuscoli per smettere di fumare

Con il conto alla rovescia per l'entrata in vigore della nuova legge anti-fumo, le farmacie italiane entrano in campo per aiutare i 14 milioni di nostri connazionali col vizio delle "bionde". E lo fanno "armate" di mezzo milione di opuscoli per dire addio alle sigarette, che saranno distribuiti selettivamente, cioè solo ai fumatori, nelle 1.500 farmacie comunali della Penisola. Il volumetto, ideato dall'Azienda speciale farmacie comunali riunite di Reggio Emilia, è già stato presentato in anteprima al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, come ha spiegato a Roma il presidente di Assofarm (Federazione farmacie pubbliche italiane), Venanzio Gizzi, illustrando la campagna costata circa 130.000 euro.

 

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Diabete, nuovo prontuario esclude farmaci innovativi

Inizia male il 2003 per i diabetici italiani. La recente revisione del prontuario terapeutico da parte del ministero della Salute ha incluso nella lista dei farmaci anti-diabete solamente le medicine utilizzate da tempo. Alcune formulazioni di insulina, e molti dei farmaci più recenti e innovativi, sono rimasti fuori dalla portata di molti pazienti, perché non reperibili, rimborsati, o perché distribuiti esclusivamente in ospedale. L'accusa proviene dalla Fand, che rappresenta le associazioni di diabetici italiani. "La revisione - spiega il presidente, Vera Buondonno Lombardi - aveva l'obiettivo di ridurre la spesa farmaceutica, abbassando il prezzo dei farmaci più cari per garantire l'accesso alle terapie più innovative. Ma per i 3 milioni di diabetici italiani questo non è successo".

 

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Terapia ormonale protegge donne diabetiche da infarto

La terapia ormonale sostitutiva protegge il cuore delle donne diabetiche e riduce il rischio di infarti cardiaci. Ma l'effetto riguarda solo le donne che non sono state già vittima di recenti infarti cardiaci.  Infatti, uno studio statunitense, pubblicato sulla rivista Circulation, rivela che, in quest'ultimo caso, la combinazione di estrogeni e progestinici sarebbe pericolosa perché aumenterebbe le probabilità che gli infarti si ripetano. Assiamira Ferrara, MD, PhD, Division of Research, Kaiser Foundation Research Institute of Northern California (Oakland), ha seguito per tre anni oltre 24mila donne diabetiche (età media, 65 anni). I dati hanno mostrato che, rispetto alle donne che non seguivano la terapia ormonale sostitutiva, quelle che assumevano estrogeni e progestinici avevano una probabilità di infarto più bassa del 23%, mentre, in quelle che assumevano solo estrogeni, la probabilità si riduceva del 12%. L'effetto protettivo si manifestava dopo un anno che le donne seguivano la terapia sostitutiva e solo con dosaggi ormonali medio-bassi. Tuttavia, nelle donne che avevano subito infarti prima di cominciare la terapia, i dati indicavano che il rischio, dopo un anno che assumevano ormoni, aumentava di quattro volte, invece di diminuire. Quindi, la terapia ormonale sostitutiva potrebbe aiutare le donne diabetiche in menopausa a ridurre il rischio di infarto, purché non siano convalescenti da recenti infarti al momento in cui viene cominciata la cura. Studi futuri in ambito clinico cercheranno di determinare le cause di questo fenomeno.

 

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Uomini: in andropausa dai 45 anni, problema sottovalutato

Perdono interesse per il sesso fino a manifestare calo di desiderio e problemi di erezione, che dopo i 70 anni si presentano in quasi 7 casi su 10. Oppure, all'opposto, le donne diventano un chiodo fisso, quasi una mania ("erotomania senile"), e si fanno sempre più frequenti le fantasie per partner nuove e molto più giovani. Intanto anche il corpo si trasforma, con un aumento della massa grassa rispetto a quella magra; la forza muscolare diminuisce, la memoria e l'attenzione fanno improvvisamente cilecca, le ossa si indeboliscono e l'umore si deprime. è la fotografia degli uomini in andropausa o climaterio maschile: una condizione molto simile alla menopausa femminile che, parola di esperti, "può dare le prime avvisaglie fin dai 45 anni".

 

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Carenza di farmacie In Italia, specialmente nel Mezzogiorno

Nella Penisola c'è carenza di farmacie, specie nel Mezzogiorno e nelle comunità montane. Parola di Antonio Guidi, sottosegretario alla Salute, che dalla sua ha i dati diffusi da Assofarm (Federazione che associa le 1.500 farmacie pubbliche italiane). "Nel nostro Paese - ha detto Francesco Schito, vicepresidente Assofarm, illustrando la campagna anti-fumo promossa dalla Federazione - si contano 16.500 farmacie per 57 milioni di abitanti, contro il doppio della Francia, a parità di popolazione". E se la legge stabilisce che ci sia una farmacia ogni 4.000 abitanti per i comuni con più di 12.500 persone e una ogni 5.000 per quelli meno popolati, la trafila burocratica per aprirne di nuove è "troppo lunga - ha detto Schito - tanto che al Sud non ci sono quasi farmacie pubbliche e solo poche private".

 

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Incontinenza: una "fionda" contro quella maschile

Si chiama "fionda uretrale" e promette di essere l'uovo di colombo per curare l'incontinenza maschile. Per le donne le soluzioni individuate sono già ampie e diffuse, ma quella che si annuncia come una rivoluzione riguarda l'incontinenza urinaria maschile e il centro diretto dal dottor Roberto Migliari presso l'ospedale di Arezzo in questi giorni è oggetto di attenzione da parte dei più qualificati centri di urologia italiani. I primi nove interventi sono già stati eseguiti con risultati sorprendenti.

 

 

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Medicina alternativa, il ministero riconosce l'omeopatia

L'ordine dei medici ha riconosciuto il valore di 9 medicine alternative, tra cui l'omeopatia, l'agopuntura, la fitoterapia, l'ayurvedica e l'osteopatia che d'ora in poi potranno essere praticate soltanto da laureati in medicina. Nove milioni di italiani, compresi i bambini, si curano con la medicina alternativa, tanto che l'Istituto superiore di Sanità sta effettuando due sperimentazioni per verificare l'efficacia dell'omeopatia sugli edemi e dell'agopuntura sull'ictus cerebrale.

 

 

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