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delle notizie flash
Giugno 2003
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Tagli liste d'attesa, qualità e anziani nuove priorità
PSN
Ospedali: solo un italiano su 10 si sente sicuro in
corsia
Attività fisica preserva il cuore
Osteoporosi: 95% italiane conosce malattia
Al via progetto screening tumore al seno
Infarto: 80mila italiani colpiti da quello lieve
Alzheimer, 300 centri in rete per i 600mila malati
italiani
Tagli liste d'attesa, qualità e anziani nuove priorità
PSN
Tagli alle liste d'attesa, ospedali di
qualità, nuove tecnologie, guerra agli stili di vita
sbagliati, cure a casa del malato, compresa la
chemioterapia, e servizi territoriali e domiciliari
per anziani e cronici, meno congressi e formazione on
line per tutti gli operatori della sanità. Questi i
dieci progetti strategici del Piano sanitario
nazionale 2003-05, presentato dal ministro della
Salute Girolamo Sirchia, insieme ai sottosegretari
Cesare Cursi e Antonio Guidi, al Presidente della
Conferenza delle Regioni Enzo Ghigo, al vicepresidente
Vasco Errani e al coordinatore degli assessori
regionali alla Sanità, Fabio Gava. Oltre ai progetti
strategici per cambiare la sanità italiana, il Piano
comprende specifici obiettivi di salute, dai tumori
alle malattie rare a quelle infettive, dalla tutela
dell'ambiente in cui viviamo alla cura del disagio
psichico, alla sicurezza alimentare.
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Ospedali: solo un italiano su 10 si
sente sicuro in corsia
Solo un italiano su 10 si sente davvero sicuro quando
entra in ospedale; 5 su 10 lo sono "abbastanza" e 3 su
10 "poco o per nulla". Gli errori in corsia
interessano, nel nostro Paese, quasi 320 mila persone
l'anno, provocano almeno 14 mila morti e pesano sulle
casse statali per 10 miliardi di euro, con l'avvio di
migliaia di cause (oggi ne sono aperte 12 mila) e
richieste di risarcimento per oltre 2,5 miliardi di
euro. La colpa, secondo la maggioranza dei
concittadini, (6 su 10), è "dei medici o di altri
operatori sanitari"; solo 2 italiani su 10 chiamano in
causa deficit organizzativi. A rivelare i dati è una
ricerca condotta dal Cirm per conto del Consorzio
universitario per l'ingegneria delle assicurazioni (Cineas)
del Politecnico di Milano, illustrata durante la
presentazione dei corsi avanzati Cineas 2003-2004. Tra
gli altri, al via in ottobre, il primo che promette di
formare i futuri "Hospital risk manager": un nuovo
professionista esperto nella prevenzione del rischio
ospedaliero, che il 16,5% degli intervistati vorrebbe
vedere affiancato al personale di reparto.
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Attività fisica
preserva il cuore
I medici consigliano di fare attività fisica
regolarmente, ma se questo non è possibile, va bene
anche fare esercizio un'ora o due durante il week-end.
A questa conclusione sono giunti gli esperti
dell'Università di Ulm in Germania, i quali sottolineano
che anche chi fa anche solo due ore a settimana di
moderato esercizio può ridurre di
più della metà il rischio di andare incontro a
problemi cardiovascolari, rispetto a chi ha adottato
uno stile di vita assolutamente sedentario. Benefici
per il cuore che, invece, non si hanno dall'attività
fisica collegata al lavoro. Nei 312 tedeschi su 800
con un'età compresa tra i 40 e i 68 anni, che
soffrivano di disturbi cardiaci era evidente il legame
tra mancanza attività fisica nel tempo libero, e la
presenza nel sangue di elevati livelli di particolari
marcatori che segnalano problemi cardiovascolari. Il
rischio per il cuore, spiegano gli esperti tedeschi, scende del
15% per un'ora di esercizio a settimana, del 40% tra
una e due ore e addirittura del 61% per chi supera
questo limite. Anche una semplice passeggiata
contribuisce ad una significativa riduzione della
mortalità, effetto che non si ottiene dall'attività
fisica collegata al lavoro, che spesso consiste in
sforzi di breve durata che non danno nessun beneficio
cardiovascolare.
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Osteoporosi: 95% italiane conosce malattia
Osteoporosi non più "una malattia sconosciuta" per le
donne italiane. Da un'indagine condotta a maggio 2003
su 1043 donne dall'istituto Unicab Italia
per la Fondazione Aila per la lotta ad artrosi e
osteoporosi, risulta infatti che il 95% del campione
sa cos'è l'osteoporosi (contro l'85% di un sondaggio
del '97), il 77% riconosce "in tempo" i sintomi della
malattia (contro il 58%) e il 37% indica correttamente
nella Moc il test per individuare la fragilità ossea
(era appena l'11% nel '97). I risultati, presentati a
Roma in occasione del Premio Aila Progetto Donna 2003,
sono confortanti perché - commentano gli esperti -
l'informazione sta dando i suoi frutti e si stanno
costruendo le basi per un'azione di reale
prevenzione".
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Al via progetto screening tumore al seno
Dal 10 giugno anche gli ospedali di Isernia, Venafro (Is)
ed Agnone (Is), hanno attivato, come già fatto dal
nosocomio di Campobasso, il programma di screening per
la neoplasia della mammella. Il programma interesserà
le donne fra i 50 ed i 70 anni che a breve riceveranno
una lettera di invito a sottoporsi al test per la
neoplasia con l'indicazione del giorno, dell'ora e
della sede dell'appuntamento.
Il programma prevede che entro 2 anni tutte le donne
comprese nell'età indicata verranno invitate ad
eseguire il test. A breve inoltre verranno inseriti
nel programma anche i nosocomi di Termoli e Larino, in
provincia di Campobasso. Successivamente i test
saranno effettuati anche con apparecchiature portatili
che serviranno ad effettuare i test alle pazienti,
residenti nei piccoli centri della Regione,
impossibilitate a recarsi negli ospedali.
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Infarto: 80mila italiani colpiti da
quello lieve
Un killer silenzioso ma spietato: è l'infarto "lieve",
una specie di "infartino" che colpisce 80mila italiani
ogni anno e che spesso viene sottovalutato perché si
presenta con sintomi attenuati. Mentre la sua
pericolosità è proprio in questa minore considerazione
dei rischi. A lanciare l'allarme sono gli specialisti
dell'Associazione nazionale dei medici cardiologi e
ospedalieri (Anmco) che ha presentato a Firenze lo
studio Blitz 2 condotto per 21 giorni su 2100
pazienti di 292 centri cardiologici. Un'istantanea
della salute degli italiani con un ammonimento: "solo
il 75% dei pazienti con
infarto lieve arriva da un
cardiologo".
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Alzheimer, 300 centri
in rete per i 600mila malati italiani
Sono ormai 600mila, secondo le ultime
stime, i malati di
Alzheimer in Italia. Una patologia
che, con l'invecchiamento progressivo della
popolazione, conta quasi 80.000 nuovi casi l'anno e
tocca milioni di famiglie nella penisola. "Proprio per
rispondere alle esigenze di queste persone, che spesso
vivono in modo eroico e nascosto il loro disagio,
occorre andare oltre il progetto Cronos e passare a
una seconda fase. Obiettivo, ampliare i servizi sul
territorio con una rete di circa 300 Centri di
riferimento Alzheimer, capaci di garantire un iter
diagnostico completo e il miglior percorso terapeutico
e assistenziale possibile". Lo ha detto il
sottosegratario alla Salute, Antonio Guidi,
presentando a Roma il dossier messo a punto, in un
anno di lavoro, dagli esperti della Commissione
ministeriale Alzheimer.
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