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delle notizie flash
Marzo 2003
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Artrosi e allergie le malattie più diffuse
Istat, sempre più italiane attente alla prevenzione
Infarto: solo 1 italiano su 4 chiama il 118
Con cortisone vertebre più fragili nelle donne
Diabete, se curato in tempo evita 1 caso di cecità su
10
Calvizie: colpisce 6 mln di maschi italiani, donne in
crescita
18 maggio Giornata Nazionale Donazione Organi
Panico, attacchi per troppa anidride carbonica
Stomaco, ansialo fa bruciare a 1 italiano su 3
Influenza: raggiunto il "picco", efficaci le
vaccinazioni
In Europa diagnosi tumore al seno più tardive rispetto
a USA
Osteoporosi: dieta mediterranea in mensa per
combatterla
Stipsi, un problema per il 18% degli italiani
Farmaci: è il prezzo a far scendere i generici
Diabete, un nuovo responsabile
Via i chili di troppo con frutta e verdura
Artrosi e allergie le malattie più
diffuse
Sono
artrosi e
artrite (18,4%),
ipertensione arteriosa
(11,9%) e allergie (9,9%) le malattie croniche più
diffuse fra gli italiani nel '99-2000. Più colpite le
donne, in media più longeve degli uomini che, però,
registrano i casi più numerosi di patologie
respiratorie e infarto. Questa la "fotografia"
scattata dall'Istat nel volume "Sistema sanitario e
salute della popolazione. Indicatori regionali".
Secondo la cartella clinica elaborata dall'Istituto di
statistica, l'Italia meridionale si ammala soprattutto
di diabete, ipertensione arteriosa, bronchite cronica,
enfisema, insufficienza respiratoria, artrosi e
artrite, mentre il Centro-nord è più colpito da
allergie, tumori e malattie della pelle.
Infarto del
miocardio, angina, trombosi, embolia, emorragia
cerebrale, asma bronchiale, disturbi nervosi e
cataratta sono equamente distribuite su tutta la
penisola.
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Istat, sempre più italiane attente alla prevenzione
Italiane più attente alla difesa della
propria salute e, dunque, alla prevenzione. Tra il '94
e il 1999-2000, le ultraquarantenni che si sono
sottoposte a una mammografia, in assenza di sintomi o
disturbi, sono aumentate dal 37,5% al 46,6%. In
crescita anche le donne dai 25 anni in su che hanno
effettuato, dal 52,2% al 60,8%. Una buona notizia
evidenziata dall'Istat nel volume "Sistema sanitario e
salute della popolazione. Indicatori regionali". A
eseguire gli esami per la diagnosi precoce delle
principali patologie sono soprattutto le donne con
livelli elevati d'istruzione e man mano che aumenta
l'età. L'abitudine a eseguire regolarmente sia la
mammografia sia il pap-test è più diffusa nel Nord-est
(rispettivamente 57,2% e 72,9%), meno al Sud (32,2% e
44,6%).
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Infarto: solo 1 italiano su 4 chiama
il 118
Solo un italiano su quattro, quando viene colpito da
infarto, chiama il 118 per recarsi in ospedale. Eppure
"andarci con mezzi propri comporta grandissimi rischi
per la possibilità di complicanze durante il
trasporto", e contattare il numero d'emergenza
"rappresenta la via migliore per risparmiare tempo e
accedere più in fretta alle cure e agli interventi del
caso". Lo hanno ricordato gli specialisti
dell'ospedale Niguarda di Milano durante la
presentazione del convegno "Cardiologi in prima linea
a Milano. E.R., la realtà a portata di cuore",
promosso dall'associazione Amici del Centro di
cardiologia e cardiochirurgia Angelo De Gasperis.
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Con cortisone vertebre più fragili
nelle donne
Il cortisone rende più fragili le vertebre delle donne.
Un terzo delle pazienti che hanno assunto per lunghi
periodi farmaci a base di cortisone o derivati va
incontro a fratture vertebrali spontanee legate
all'osteoporosi. Lo rivelano i primi dati dello studio
"Giove", condotto su mille italiane dal Gruppo italiano
di studio su glucocorticoidi e osso (Gisgo) presideduto
dal professor Alberto Angeli, che sono stati presentati
a Torino nel corso di un convegno internazionale
svoltosi presso il Centro congressi "Torino incontra".
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Diabete, se curato in tempo evita 1
caso di cecità su 10
Il
diabete "trascurato" è il responsabile di un caso
di cecità su 10. Secondo gli studi più recenti,
infatti, negli Usa il 12% dei nuovi ciechi dipende
proprio da retinopatia diabetica. "E possiamo
trasferire gli stessi risultati anche in Italia", dice
Almavision, l'associazione per le ricerche in
oftalmologia che ha l'obiettivo di sostenere e
incentivare la ricerca clinico-sperimentale e la
diagnosi precoce delle principali patologie di
compromissione della vista. La probabilità, in un
paziente diabetico, di sviluppare una retinopatia
diabetica aumenta con la durata della malattia. "E per
i pazienti che soffrono di diabete da molto tempo -
riferisce l'associazione in un comunicato - i rischi
sono più elevati. Circa il 60% dei diabetici, infatti,
sviluppa una retinopatia diabetica dopo 15-20 anni
dalla diagnosi di diabete. E purtroppo una delle
caratteristiche di questa progressiva perdita della
vista è, spesso, quella di non dare alcun sintomo
nello stadio iniziale, la fase in cui è più sensibile
al trattamento".
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Calvizie: colpisce 6 mln di maschi
italiani, donne in crescita
Problemi di capelli per sei milioni di uomini
italiani, affetti da quella che i medici chiamano
alopecia androgenetica ma che sta ai primi posti tra
gli "incubi" estetici maschili sotto il nome di
calvizie. A fare i conti con "chieriche" e stempiature
progressive sono il 30% dei 30enni, il 50% dei 50enni
e l'80% dei 70enni. Ma anche "il 20-30% delle donne
sotto i 50 anni", dice il professor Stefano Calvieri,
direttore del dipartimento di Malattie cutanee e
veneree, chirurgia plastica ricostruttiva del
Policlinico Umberto I di Roma, secondo il quale "la
calvizie femminile è un fenomeno sicuramente in
crescita".
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18 maggio Giornata Nazionale
Donazione Organi
Il ministro della
Salute Sirchia ha indetto per domenica 18 maggio la
celebrazione della "Giornata per la donazione degli
organi" del 2003. Lo rende noto un comunicato del
ministero della Salute sottolineando che l'obiettivo
dell'evento, che si svolge sotto l'Alto patronato del
presidente della Repubblica, "è quello di favorire,
con il coinvolgimento diretto delle associazioni di
volontariato ed attraverso il coordinamento ed il
sostegno del ministero stesso, iniziative per
sensibilizzare i cittadini sull'importanza delle
donazioni di organi finalizzata al trapianto". Secondo
i dati del "Report 2002", a cura del Centro
nazionale trapianti, il nostro paese, con 18,1
donatori per milione di abitanti, "è secondo tra le
grandi nazioni europee per donazione di organi ed è il primo invece
per donazione di tessuti". Anche la qualità degli
interventi è molto alta ed assicura una buona
sopravvivenza del paziente e dell'organo trapiantato,
come dimostra il nuovo sistema di valutazione dei
centri trapianto del ministero della Salute, operativo
da gennaio e consultabile via internet. Secondo la
nota i trapianti "rappresentano l'unica
possibilità di cura per patologie irreversibili a
carico di rene, fegato, cuore, polmoni ed intestino,
ma le donazioni di organo restano attualmente
inferiori alle richieste. Occorre ridurre il divario
nel numero dei donatori tra nord e centro-sud: anche
se la differenza si è leggermente ridotta nel 2002 -
conclude la nota - c'è ancora molta strada da fare per
raggiungere diffusamente i livelli delle regioni più
virtuose come l'Emilia Romagna (30,8 donatori per
milione di abitanti), la provincia autonoma di Bolzano
(37,8) ed il Veneto (24,9).
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Panico, attacchi per troppa anidride
carbonica
Fiato "corto", palpitazioni, paura di
sentirsi male o addirittura di morire. Sono i tipici
segnali dell'attacco di panico, un disturbo che
colpisce circa 2 milioni di italiani, specie nei
luoghi chiusi come metropolitane, discoteche, aerei e
ristoranti. E la causa potrebbe essere dell'aria
cattiva, o meglio di troppa anidride carbonica (Co2).
Questa la teoria proposta dal neurologo Rosario
Sorrentino e dall'ingegnere Sabino Roccotelli, autori
del libro "Siamo ciò che respiriamo. Attacchi di
panico: un'ipotesi ambientale" (Il Segnale editore),
presentato a Roma.
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Stomaco, ansia lo fa
bruciare a 1 italiano su 3
Ha 40-50 anni, è in sovrappeso, separato o divorziato,
e soprattutto stressato: è l'identikit della vittima
di bruciori e acidità di stomaco, disturbi che in
Italia colpiscono una persona su tre. La colpa è di
stress e ansia.
è
emerso nel convegno sulle malattie digestive
organizzato a Firenze da Società Italiana di
Gastroenterologia (Sige), Associazione Italiana
Gastroenterologi Ospedalieri (Aigo) e Società Italiana
di Endoscopia Digestiva (Sied). Bruciore, acidità e
gonfiore addominale sono i sintomi delle malattie
digestive più diffuse (come colon irritabile, gastriti
acute, reflusso gastroesofageo). Ne soffrono almeno 15
milioni di italiani, con disturbi spesso liquidati
come una banale cattiva digestione e curati con
terapie fai-da-te. Il 17% ha questi disturbi ogni
giorno e il 36% almeno una volta al mese, ma solo il
5% si rivolge al medico e si cura in modo adeguato,
pur stando male da almeno 5 anni. Cause principale,
secondo gli esperti, sono ansia e tensioni sul luogo
di lavoro o a casa, litigi frequenti con il partner o
stress da città.
Alcool,
fumo e caffè sono invece scagionati da
studi recenti, hanno detto gli esperti. Il dato
evidente è invece il legame tra malattie digestive,
aumentare dell'età e stress psicologico. Un legame
documentato, osserva il presidente della Federazione
Nazionale delle Malattie Digestive, Franco Pacini:
"esiste un asse - ha detto - che collega cervello e
apparato digerente, costituito da fibre nervose e
neurotrasmettitori, che giustifica la comparsa di
disturbi digestivi provocati anche da fatti estranei
alla sfera personale e correlati ad eventi esterni
come la paura della guerra o il timore di conflitti
sociali".
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Influenza: raggiunto
il "picco", efficaci le vaccinazioni
Anche quest'anno la vaccinazione contro l'influenza si
è rivelata un'arma efficace: lo confermano i dati del
Sistema di Sorveglianza delle Sindromi Influenzali
che, coordinato dal Ministero della salute e dalle
Regioni, fa capo all'Istituto Superiore di Sanità (ISS)
ed al Centro Interuniversitario di Ricerca
sull'Influenza (CIRI). I valori sono stati simili a
quelli della stagione 1999/2000 (l'anno col maggior
numero di casi registrati) ma il "picco" dell'epidemia
stagionale 2002/2003, registrato la scorsa settimana,
si è manifestato più tardi rispetto all'anno
precedente. Nella settimana dal 17-23 febbraio scorso
sono state 600.000 le persone visitate da un medico
per i sintomi tipici di una sindrome influenzale; di
queste il 26,14 per 1000 erano bambini ed adolescenti
mentre solo il 4,53 per 1000 erano persone con più di
65 anni d'età; questo dimostra che la frequenza di
malati nella popolazione vaccinata è stata molto più
bassa rispetto a quella degli anni precedenti mentre
l'aumento brusco è dovuto al notevole aumento di casi
nella fascia d'età 0-14 anni. Viene così ribadita la
sicurezza e l'efficacia della vaccinazione, anche
perché il monitoraggio dei virus influenzali eseguito
in ogni stagione è garanzia che la composizione del
vaccino in uso ogni anno è adeguata; alcuni dei virus
influenzali circolanti, infatti, possono variare, ma
la loro diffusione è graduale, il che può comportare
una riduzione ma non un annullamento dell'efficacia
della vaccinazione.
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In Europa diagnosi tumore al seno
più tardive rispetto a USA
In Europa il tumore al seno viene diagnosticato in
fase più avanzata rispetto a quanto avviene negli
Stati Uniti. è
quanto emerge da una indagine condotta dall'agenzia
Datamonitor che ha confrontato i dati delle diagnosi
in Usa e in in 5 stati europei (Germania, Francia,
Regno Unito, Spagna e Italia). Secondo la ricerca
negli Stati Uniti più di 1 milione e 300.000 donne
hanno ricevuto la diagnosi di tumore al seno quando la
malattia era in fase precoce (stadio I e II), segno
che la neoplasia era relativamente piccola e ancora
localizzata. Inoltre solo 69.000 donne avevano un
tumore in fase avanzata (stadio III e IV) cioè già
diffuso. Al contrario negli Stati Europei sotto
indagine sono stati contati 800.000 casi diagnosticati
in fase I e II e solo 200.000 in fase III e IV. In
sostanza, spiegano i coordinatori della ricerca, il
20% delle donne europee con il tumore al seno avevano
una malattia in fase avanzata a confronto del 5% delle
americane. Questa differenza può essere attribuita ad
un aumento delle diagnosi preventive promosse negli
Usa che avrebbero anticipato il ricorso alle cure. Gli
screening sono stati la chiave per aumentare la
sopravvivenza. In Europa, secondo l'indagine, la
Germania ha il tasso più elevato di diagnosi tardiva
(che ha introdotto in gennaio un programma nazionale
di test) segue la Francia e poi l'Italia.
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Osteoporosi: dieta
mediterranea in mensa per combatterla
Dieta mediterranea per combattere l'osteoporosi
a tavola. A casa ma anche in mensa, dunque, la
malattia va sconfitta a "colpi" di "bresaola con
rughetta, pizza marinara con alici, pasta e fagioli,
spaghetti alle cozze, insalata di polpo e calamari al
pomodoro". A suggerire alle aziende di "cominciare ad
adeguarsi a questi piatti se vogliono contribuire alla
lotta contro l'impoverimento delle ossa" è il Servizio
prevenzione e protezione del Consiglio nazionale delle
ricerche (Cnr), che ha avviato una campagna di
sensibilizzazione nei luoghi di lavoro sui rischi alla
salute collegati a una dieta poco equilibrata.
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Stipsi, un problema
per il 18% degli italiani
Un problema dalle mille sfaccettature sul quale
influiscono molto fattori soggettivi e persino
"ambientali".
è la stipsi, un disturbo che, solo nell'ultimo
anno, ha interessato il 17-18% della popolazione in
Italia, ma per il quale è spesso difficile stabilire
un causa specifica, tanti sono i fattori correlati che
concorrono al suo manifestarsi: dall'alimentazione non
corretta, a orari e ritmi stressanti fino a stati
d'ansia, se non a vere e proprie forme depressive che
spesso l'accompagnano.
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Farmaci: è il prezzo
a far scegliere i generici
Il minor costo per il paziente e il risparmio per le
casse del Servizio sanitario nazionale sono le molle
che spingono a preferire i farmaci generici alle
specialità griffate. Diminuisce la diffidenza dei
cittadini, soprattutto al Centro-Nord e fra le fasce
di popolazione a maggior reddito e più informate, e
aumenta la richiesta di qualità anche per i farmaci
non di marca, ma l'operazione generici in Italia non
decolla. è
quanto emerge da un'indagine condotta da Dorom,
azienda produttrice di generici, in collaborazione con
Maya Idee su 772 medici di famiglia in 13 città su
tutta la penisola.
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Diabete, un nuovo responsabile
Anche un'alimentazione troppo ricca di
grassi saturi, oltre che di carboidrati, favorisce
l'insorgenza del
diabete di tipo 2, la forma più diffusa
detta anche di tipo alimentare, che colpisce in età
adulta. Sono le conclusioni che si deducono dai
risultati di una ricerca condotta su cellule umane in
coltura, fatta dal dipartimento di biochimica della
Colorado State University. La ricerca ha scoperto che
tra i vari sottoprodotti dei grassi saturi elaborati
dalla cellula, uno in particolare, il ceramide, tende
ad accumularsi ed impedisce all’insulina di svolgere
la sua azione sulla cellula. È questo il momento,
infatti, per cui lo zucchero circolante viene
consumato di meno creando i primi squilibri
metabolici. Poi, con il passare del tempo, il pancreas
smette di produrre insulina, logorato dalla gran
quantità di ormone che è costretto a mettere in
circolo per superare la resistenza delle cellule del
corpo all’insulina.
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Via i chili di troppo
con frutta e verdura
Mele, pere, arance, zucche, broccoli, piselli. Ma non
solo. Tutta la frutta e la verdura rappresenta un
efficace e accertato antidoto contro l'obesità.
A dimostrarlo sono alcuni ricercatori di Harvard, che
hanno studiato, nell'arco di 12 anni, gli effetti di
una dieta ricca di vegetali su 74mila donne. Quelle
che ne hanno consumato di più hanno ridotto del 26% il
rischio di diventare obese. La ragione risiede nel
fatto che chi assume frutta e verdura introduce
davvero pochi grassi e facilita il metabolismo e la
digestione.
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