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ULTRACENTENARI:
OGNI 10 ANNI RADDOPPIA IL NUMERO
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10 anni in Italia raddoppia il numero delle persone che
raggiungono i cento anni d'età. Il segreto che
assicura una vecchiaia serena, fino e oltre i 100 anni, sembrerebbe
consistere in una
vita sana, attiva, ricca di interessi e di affetti, una
sana e bilanciata alimentazione e una costante attività
fisica. Ma
per invecchiare bene serve innanzitutto un buon patrimonio
genetico, quindi buone abitudini di vita e condizioni
socio-economiche e familiari ottimali. L'importanza di
questi due ultimi fattori è evidenziata nelle ricerche
condotte sugli ultracentenari dall'Istituto Nazionale
Ricerca e Cura Anziani. Tutti i soggetti esaminati hanno
goduto di buonissima salute fino ai 90 anni di età e, una
volta superati i cento anni di vita, ben un terzo di questi
ha conservato una salute di ferro e la piena
autosufficienza. Le buone condizioni fisiche sono
accompagnate da buon umore e una vita affettiva serena, a
dimostrazione che la personalità è importante quanto i
fattori genetici. L'importanza del fattore economico, poi,
risulta chiara dal fatto che il numero di ultracentenari è
doppio nel Nord Italia rispetto al Sud.
L'Italia
detiene anche il record per l'uomo
più vecchio al mondo, che attualmente, secondo il World
record del guinness dei primati, è Antonio Todde, un
arzillo nonnino sardo di 111 anni (compirà 112 anni il
prossimo 22 gennaio) che vive a Tiana (Nu), piccolo centro
del Gennargentu.
In
Europa invece, il primato per il maggior numero di over
100 spetta alla Francia, dove in un secolo i
"supernonni" aumentano di 750 volte, mentre ultimi
della classifica mondiale risultano i paesi tropicali,
ancora indietro rispetto ai paesi più industrializzati.
Il
segreto di questa longevità è dovuto anche
all'alimentazione mediterranea e alle corrette regole
di vita che gli anziani hanno imparato a rispettare nel
corso degli anni, grazie anche ad una sempre maggiore e
dettagliata informazione nel campo della prevenzione medica.
Se all'inizio del secolo, infatti, l'aspettativa di vita
della popolazione era di 33 anni, oggi gli uomini vivono
mediamente fino a 75 anni, mentre le donne fino ad 81anni.
Il vero incremento di anni di vita guadagnati si è
raggiunto in questi ultimi decenni. Infatti, l'aspettativa
di vita, dal 1970 ad oggi è aumentata di 4-5 anni.
Ma
se da un lato si è più longevi, dall'altro vi è il fatto
che l'età è sinonimo di patologie croniche da cui ci si
deve imparare a difendere. Dal 1992 al 1998 sono state
monitorate le condizioni di ben 5630 anziani distribuiti in
otto centri italiani. I risultati parlano di circa 96 mila
nuovi casi di demenza
all'anno, 76 mila di infarto
e 104 mila di ictus
che colpiscono, nella maggioranza dei casi, persone sopra i
75 anni. L'analisi dei fattori di rischio per queste
patologie mette in evidenza che a giocare un ruolo
fondamentale sono le cattive abitudini di vita: fumo,
alcool
e alimentazione sregolata (malnutrizione).
In particolare è risultato che solo il 15% delle donne e il
14% degli uomini consumano almeno due porzioni di frutta o
verdura e circa il 46% dei maschi e il 39% delle donne sono
in sovrappeso. Le donne, inoltre, si trovano a lottare
per oltre un terzo della loro vita con problemi legati alla
menopausa, come l'osteoporosi
o la depressione.
Marco
Fasolino
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