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Anche
se ancora non è una decisione definitiva, le sorti della
bistecca "fiorentina" sembrano ormai
segnate. Dopo 12 ore di
trattative, a
notte fonda, il Consiglio dei ministri dell'agricoltura dei
Paesi europei,
per prevenire ulteriori rischi nella diffusione del morbo
della mucca pazza,
ha deciso la messa al bando delle bistecche con l'osso di
tutti i bovini con
più di 12 mesi di età.
Infatti, gli
scienziati europei hanno indicato nell'eliminazione della
colonna dei bovini oltre i 12 mesi la soluzione di massima
sicurezza. Se questa sarà la soluzione definitiva, dunque,
provenendo la carne della bistecca alla fiorentina da
animali di età variante fra i 18 e i 24 mesi, scatterà a
tutti gli effetti il "bando" della fiorentina
dalle tavole degli europei.
Oltre
all'inclusione della colonna vertebrale dei bovini fra i
"materiali a rischio" da eliminare, i ministri
dell'agricoltura dell'Ue hanno anche trovato un accordo
politico su due altre misure cautelative: il bando di tutta
la carne raschiata meccanicamente dal cranio o dalla colonna
dei
ruminanti di tutte le età
e l'obbligatorietà di trattamento termico
per l'utilizzo di grassi derivanti da tessuti animali e
utilizzati per la produzione di latte destinato ai vitelli.
L'accordo
politico dei Quindici ministri Ue, che dovrà essere
tradotto in proposte operative nella riunione del Comitato
veterinario europeo del 6 febbraio, include, dunque, la
colonna vertebrale tra i materiali a rischio, secondo il
parere espresso dal Comitato scientifico il 17 gennaio
scorso. Il testo approvato dal Consiglio sottolinea comunque
che la Commissione valuterà se eventuali deroghe potranno
essere accolte per alcuni stati membri con una bassa
incidenza di Bse.
I
Quindici riaffermano anche l'intenzione di mantenere
l'applicazione dei test anti-Bse sui capi di età superiore
ai 30 mesi, secondo la norma attualmente in vigore. La
Commissione europea tuttavia, se lo riterrà necessario,
potrà rivedere l'età di applicazione dei test sulla base
dei risultati dei vari programmi e di nuovi elementi
scientifici.
L'Esecutivo
Ue ricorda anche ai singoli governi europei la necessità di
notificare a Bruxelles eventuali aiuti nazionali per
finanziare misure nell'ambito della crisi della mucca pazza
e, inoltre, si impegna a decidere prima del primo aprile
2001 sulla posizione dei paesi terzi che esportano animali e
carne bovina nell'Ue. I Quindici accolgono infine con
soddisfazione l'intenzione della Commissione di presentare
prima del prossimo consiglio agricolo previsto per il 19
febbraio, un pacchetto di misure a sostegno del mercato
della carne bovina, tenendo però conto dei limiti
finanziari posti dai capi di stato e di governo Ue al
vertice di Berlino.
Una
decisione presa nel giorno in cui per
l’Italia è arrivata anche una buona notizia: i test
definitivi dell’Istituto zooprofilattico di Torino, hanno
confermato che non esiste un secondo caso di mucca pazza nel
nostro Paese. La mucca sospetta di un allevamento del
veronese, dunque, non era malata di encefalopatia
spongiforme bovina. È uno solo, dunque, in Italia, il caso
di "mucca pazza" accertato fino ad oggi: quello scoperto
a Pontevico, in provincia di Brescia.
Marco
Fasolino
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