Home > Terzaet@ News > Arriva il "medico a punti"

 

ARRIVA IL “MEDICO A PUNTI”

 

Il ministro della Salute Sirchia ha dato il via al programma "Educazione Continua in Medicina", un metodo di formazione costante, unico in Europa, per permettere ai medici e a chi opera nel settore della salute in generale di restare al passo con la ricerca scientifica. Dal primo gennaio è partito infatti ufficialmente il "medico a punti".
A prendere parte obbligatoriamente a congressi, seminari e corsi pratici, ma anche stage presso laboratori, sono chiamati 900 mila operatori sanitari fra medici (300 mila), infermieri, veterinari e tecnici. In cinque anni, entro cioè il 2006, essi dovranno raccogliere 150 crediti (o punti).
Per quest'anno il livello minimo è di dieci crediti e per il 2003 di venti. Ogni anno il montecrediti obbligatorio aumenterà di dieci, fino ad entrare a regime nel 2006 con 50 crediti l'anno, equivalenti all'incirca a una settimana di aggiornamento ogni 365 giorni.

Dal prossimo mese di luglio gli organizzatori delle iniziative di formazione potranno avvalersi anche di progetti di formazione a distanza. Di qualunque natura sia l'iniziativa, per ottenere i crediti promessi i camici bianchi dovranno dimostrare di aver seguito almeno il 90% delle lezioni.
A vigilare sulla corretta attribuzione dei crediti e a valutare la validità delle offerte formative è chiamata una Commissione nazionale per la formazione continua, presieduta dal ministro della Salute Sirchia. Rispetto alla fase di sperimentazione avviata nel 2001, spiega una nota del Ministero, “da quest'anno sono stati definiti gli obiettivi formativi per il prossimo quinquennio, che sono divisi in due gruppi: il primo è generale, il secondo è invece specifico per categorie professionali, aree e discipline”.
I dati forniti dal Ministero relativi alla sperimentazione dell'anno scorso non sono tuttavia molto incoraggianti. Infatti, nel primo trimestre del 2001 si sono registrate 8 mila iniziative di formazione e la qualità riconosciuta ad esse dai partecipanti è stata bassa nel 43,3% dei casi, media nel 30,7%, alta nel 23,3% e molto alta solo nel 2,7%.

A questo si aggiunge anche il problema della quantità dell'offerta suddivisa per specializzazioni. I dati del Ministero riportano infatti che l'offerta è più che adeguata per quanto riguarda ad esempio i cardiologi, mentre non è sufficiente per gli ortopedici che, stando sempre ai dati relativi al primo trimestre 2001, non sarebbero in grado di accumulare nemmeno i 50 crediti formativi annui necessari.

Il costo stimato dei corsi di aggiornamento sarà di 89 mila miliardi l'anno, di cui gran parte a carico del sistema sanitario nazionale.

 

 

Marco Fasolino

 

 

DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

Pronto Soccorso: ticket senza urgenza

 

 

La ricetta Sirchia per gli infermieri

 

 

Sanità: pagelle agli ospedali

 

 

Sanità: in arrivo il decreto "tagliaspese"

 

 

Sanità, la stangata la dà la regione

 

   

Sanità: gratis esami di cuore e prevenzione tumori seno e colon

 

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati