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Gli anziani
non possono più essere considerati un peso per la società
o soltanto un costo economico per le istituzioni. Il loro risparmio costituisce infatti una risorsa indispensabile, un
generoso prestito alle generazioni più giovani perché
riproducano quei meccanismi di garanzia e di solidarietà
che costituiscono i fondamenti di ogni moderna economia.
Emerge, in Italia, una condizione "anziana" complessa ed
articolata; l'articolazione dipende da un insieme di
variabili, molte delle quali collegate fra loro, quali il
grado di istruzione (22,19% analfabeti e 53,36% con licenza
elementare), le condizioni abitative (78,4% casa di proprietà
contro il 21,60% in affitto) e lo status economico.
La discriminante "cultura" e la condizione economica hanno un
peso rilevante per la vita dell'anziano. Notiamo come la
composizione media nazionale della famiglia anziana si
attesti su 2,06 componenti per nucleo, fenomeno che tende a
rarefarsi all'aumentare dell'età. Perciò gli anziani
vivono da soli, a questo dato di solitudine fisica si
aggiunge l'isolamento e la povertà di relazioni,
soprattutto quando si tratta di una situazione obbligata e
non determinata da una libera scelta.
Il reddito
degli anziani, e quindi in parte il loro risparmio, deriva
prevalentemente dalla fruizione di pensioni, che raggiunge
la quasi totalità degli italiani. Quale sia il numero
esatto di pensionati risulta difficile quantificarlo, perché
uno stesso soggetto può essere titolare di più pensioni.
L'Eurispes,
in un sondaggio del 1993, è riuscito per la prima volta a
rappresentare questo universo quantificando i titolari di
pensione anziani nel numero di 7.616.000, dei quali 975.500
fruitori di più titolarità pensionistiche.
Si scopre così che fra gli anziani pensionati il 76% è titolare di una
pensione, il 14% in quanto superstite e il 10% beneficia di
tutte e due. Le pensioni reversibili sono concentrate fra le
donne, solo l'1% degli uomini ne beneficia. Aumentando l'età
cresce la possibilità di percepire più di una pensione,
soprattutto perché in questo gruppo di più anziani vi sono
molte vedove.
Inoltre molti anziani non avendo acquisito, come per altri, l'età della
pensione, continuano a lavorare e rappresentano l'11 per
cento, pari a circa 1 milione di unità; non tutti ne
avrebbero la necessità ma continuano perché si sentono
ancora competitivi come forza di lavoro. Sono
prevalentemente laureati, liberi professionisti,
imprenditori, artigiani e commercianti, cioè lavoratori che
possono più di altri evidenziare le conoscenze e le
esperienze accumulate in anni di lavoro ed esercitare quindi
la loro professionalità con un forte senso di
gratificazione.
Nel corso di questi anni le
fluttuazioni del reddito degli anziani non hanno mostrato
variazioni sensibili rispetto a quelle che hanno interessato
il reddito totale della popolazione, questo perché, a parte
l'indice di inflazione, che ha potuto corrodere il potere
d'acquisto delle pensioni, l'anziano ha mostrato in parte
senso di responsabilità nella gestione del suo reddito e
quindi del consumo e del risparmio.
L'anziano risparmiatore cerca investimenti ad elevata redditività per
mantenere ed eventualmente incrementare il proprio tenore di
vita. Quindi la sua propensione al risparmio non è più
solo funzione del reddito, ma anche delle opportunità di
investimento, soprattutto se si tratta di aumentare il
livello del risparmio.
Il risparmiatore tende sempre più ad avvicinarsi alla figura di colui
che investe,
il fine che esso si prefigge è l'intenzione di ampliare la
propria conoscenza e la capacità economica di sapere
valutare. Cominciando ad investire spera di ottenere dei
profitti, siano essi dividendi o ratei d'interesse, poiché l'investimento dura nel tempo, lo vedremo preoccuparsi dei
costi stessi dell'investimento, delle attese sullo stato e
dei percorsi di evoluzione dell'economia.
Ma l'investitore anziano non rifiuta il rischio; sotto questa voce non
dobbiamo comprendere investimenti avventurosi a contenuto
speculativo, ma investimenti caratterizzati da una più
elevata redditività. Ecco quindi che indirizza parte dei
propri risparmi dalle forme più tradizionali e sicure (Bot)
verso forme da gestire con regole diverse da quelle
tradizionalmente adottate (azioni). è con questo
comportamento che l'anziano tende ad esprimere il desiderio, attraverso scelte di
investimenti più avanzati, di accettare il rischio
imprenditoriale interiorizzato come valore e come prassi. In
sostanza non è sempre e solo l'aspettativa di maggiori
utili che porta l'anziano a fare investimenti alternativi,
ma anche il desiderio di essere parte del mondo produttivo e
finanziario, soprattutto dei settori in rapida evoluzione,
quali l'informatica e le telecomunicazioni.
Nell’ultimo
rapporto dell’Eurispes, Bernardini ha proposto di
distinguere tra la fase degli "anziani-giovani" -
anagraficamente fissata tra i 60 e i 69 anni - e la fase dei
"vecchi-vecchi", che, generalmente, inizia con gli
ottanta anni. La prima fase è caratterizzata dalla assoluta
e totale mancanza di qualunque riferimento alla tradizionale
visione della condizione anziana. La seconda, per l'opposto,
manifesta le peculiari caratteristiche del tradizionale
mondo degli anziani, in particolare l'incertezza locomotoria
e la progressiva ma incisiva presenza di patologie di varia
natura.
Oggi
l’anziano rappresenta una categoria sociale che, per
consistenza demografica (al 31.12.98 erano 10.189.893) e
caratteristiche socio-economiche, tenderà ad essere sempre
più incisiva nei destini politici, economici e sociali del
nostro paese. La nostra società è sempre più una
"società anziana" e ciò ci induce ad una svolta
epocale dal punto di vista culturale che coinvolge in
profondità la rappresentazione culturale dell’anziano.
Gli
interventi a favore della popolazione anziana debbono quindi
abbandonare l’approccio sinora dominante improntato
all’assistenzialismo sanitario e alla progressiva
marginalizzazione dell’anziano, orientandosi verso una
diversificazione degli interventi che contempli anche una
strategia di inclusione degli stessi nella realizzazione
delle iniziative a loro rivolte.
A fronte di
questa situazione è necessario, quindi, rimettere in
discussione le passate certezze e le acquisizioni
consolidate nel campo della progettazione e della gestione
delle politiche sociali. Gli amministratori oggi si trovano
a dover operare con strumenti vetusti per far fronte a
esigenze nuove per le quali, quei mezzi, non sono più
adatti. Per poter implementare azioni di politica sociale
tarate sulla reale situazione della popolazione è
necessario, però, partire da dati certi che consentano una
puntuale e precisa ricostruzione delle caratteristiche
peculiari del bisogno sociale presente sul territorio.
Va in
pensione il vecchio stereotipo dell'anziano debole, indifeso
e inattivo. Oggi, non sa rinunciare al telefonino, apprezza
sempre più la palestra, il computer e gli apparecchi hi-fi,
è attento al rapporto qualità-prezzo ma non disdegna le
spese fatte "per sfizio", senza cioè badare al
costo. Tant'è che il 33,7% degli ultra 55enni si dichiara
patito della spesa voluttuaria per puro piacere.
Gli anziani
si scoprono dunque consumatori evoluti e sono sempre più
consapevoli di rappresentare una categoria "numerosa e
forte" e con più voglia di fare di un tempo (75%), ma
che "conta poco" (78,3% delle opinioni). Ed
accusano: industria, commercio e pubblicità non danno
abbastanza importanza alla categoria (81%).
Nuovi consumatori, quindi, ma anche pronti a dettare le
proprie condizioni: i manuali di istruzione sono
"illeggibili" (81%), i Supermercati "disumani
e dispersivi" (59%), le confezioni troppo grandi (76%)
e i servizi di ordinazione via telefono o Internet non sono
diffusi quanto dovrebbero.
Ma
quali sono le spese irrinunciabili per gli anziani del 2000?
Dopo salute (91%) e alimentazione (85%), spiccano quelle per
la comunicazione, tanto che il 39,4% ha un telefono
cellulare. Il computer è invece presente nel 17,2% delle
abitazioni e, in nome del benessere, il 5,4% degli anziani
ha in casa la vasca idromassaggio e il 15,1% il
condizionatore d'aria. I nuovi consumatori dai capelli
bianchi chiedono, però, un servizio a domicilio più
efficiente (42%), mentre il 16% vorrebbe poter comprare a
distanza via Tv o via Internet. Per tutti, o quasi (92%),
fare acquisti è comunque difficile e i consumatori non sono
abbastanza tutelati.
Cambia
dunque il volto dell'anziano: il 76% degli intervistati gode
di buona salute e si dice felice, il 44% vuole andare alla
scoperta del mondo, il 26% è "pronto ad adattarsi ai
cambiamenti" e il 39% vuole seguire le innovazioni.
L'anziano vive di solito con altri (78%), aiuta chi sta in
casa (20%) e contribuisce alle spese (44%).
Di notevole
interesse sono gli studi della relazione tra le aspirazioni
personali e l’età, la soddisfazione per i principali
aspetti della qualità della vita e delle condizioni di
salute.
A questo
proposito vengono di seguito presentate delle tabelle
indicative:
- LA
RELAZIONE FRA LE ASPIRAZIONI E LE ETà
(indici di
concentrazione*)
|
CONSERVARE
LA SALUTE (60.8%)
|
EFFICIENZA
DEI SERVIZI PUBBLICI (28%)
|
LAVORO
SICURO,REDDITO DECENTE (27.4%)
|
|
|
|
|
|
RIDUZIONE
DEI CONSUMI (24.9%)
|
DEDIZIONE
A FAMIGLIA, FIGLI, CASA (23%)
|
ATTEGGIAMENTO
RELIGIOSO E CARITATEVOLE (21.5%)
|
|
|
|
|
|
AIUTO
SOCIALE PER GIOVANI E ANZIANI (18.1%)
|
MAGGIOR
POTERE AI LAVORATORI (17.6%)
|
PIACERE
E DIVERTIMENTO (14.4%)
|
|
|
|
|
-
SODDISFAZIONE
PER I PRINCIPALI ASPETTI DELLA QUALITà DELLA VITA PER SESSO
E età
|
|
|
SESSO
|
|
|
età
|
|
|
|
|
|
TOT.
%
|
M.
|
F.
|
14-17
|
18-24
|
25-34
|
35-44
|
45-54
|
55-64
|
+64
|
|
-
la
sua famiglia
|
48.0
|
103
|
97
|
96
|
92
|
104
|
111
|
108
|
98
|
88
|
|
-
la
sua vita sentimentale
|
34.4
|
111
|
90
|
48
|
92
|
126
|
125
|
110
|
90
|
73
|
|
-
il
suo matrimonio
|
27.9
|
112
|
89
|
-
|
13
|
93
|
136
|
141
|
126
|
101
|
|
-
la
sua abitazione
|
26.8
|
101
|
99
|
102
|
94
|
99
|
94
|
106
|
105
|
101
|
|
-
le
sue amicizie
|
24.3
|
102
|
98
|
184
|
150
|
118
|
91
|
77
|
82
|
72
|
|
-
la
sua salute
|
22.6
|
119
|
82
|
192
|
153
|
125
|
109
|
81
|
69
|
52
|
|
-
la città in cui vive
|
20.0
|
101
|
100
|
102
|
77
|
86
|
87
|
98
|
117
|
125
|
|
-
il
suo lavoro
|
13.0
|
100
|
100
|
22
|
75
|
120
|
125
|
127
|
105
|
71
|
|
-
il
suo livello di istruzione
|
10.5
|
106
|
94
|
143
|
145
|
141
|
116
|
83
|
57
|
56
|
|
-
il
reddito familiare
|
8.6
|
106
|
94
|
126
|
126
|
103
|
104
|
94
|
94
|
81
|
|
-
i
suoi risparmi
|
6.5
|
112
|
89
|
115
|
117
|
107
|
80
|
85
|
98
|
109
|
|
-
se
stesso
|
23.2
|
116
|
85
|
139
|
130
|
121
|
101
|
88
|
86
|
72
|
|
-
la
sua vita nell'insieme
|
22.0
|
115
|
86
|
129
|
124
|
118
|
106
|
95
|
83
|
73
|
GLI
EFFETTI DELL'ETÀ SULLA VALUTAZIONE DELLA QUALITà DELLA
SALUTE, DI SE STESSI E DELLA VITA NELL'INSIEME
(indici di
concentrazione)

L’età
della pensione coincide con la possibilità di realizzare i
sogni ed i progetti pianificati da una vita. Un esempio di
ciò è costituito dalla partecipazione sempre maggiore
degli anziani ad
attività culturali, sociali e all’organizzazione di
viaggi.
Secondo una indagine dell'ISTAT sarebbero circa 3 milioni gli
ultrasessantacinquenni che si recano abitualmente in
vacanza, alimentando un mercato di circa 1.500 miliardi di
lire (stima riguardante solo l'Italia). Sempre secondo
l'ISTAT, il fenomeno del turismo della terza età è
cresciuto negli ultimi anni del 15%, più di quanto non
abbia fatto quello giovanile (10%).
Viaggiare, conoscere, scoprire, ma anche rilassarsi, ritemprarsi sono i
motivi principali che portano ogni anno milioni di anziani
in vacanza.
La significativa crescita vissuta da questo segmento della domanda
turistica è testimoniata dagli ultimi dati elaborati dalla
BIT di Milano, secondo i quali il segmento turistico degli
anziani occupa oggi il 24-25% del turismo organizzato. Un
dato molto significativo poiché solo da poco tempo il
settore ha vissuto un processo di specializzazione e
soprattutto perché sono ancora pochi i tour operators che
si occupano in maniera specifica del turismo degli anziani.
Naturalmente è necessario che il mercato si adatti alle
esigenze di questo nuovo target, ne individui quelle
specifiche e si adoperi per offrire servizi e soluzioni in
grado di fronteggiare tutte le eventuali situazioni che
dovessero presentarsi: vanno dunque privilegiati i momenti
della alimentazione, della sicurezza e dell'assistenza
specializzata.
La disponibilità di tempo libero e il desiderio di fare scoperte
culturali sono le ragioni che stanno alla base delle scelte
turistiche degli anziani (50%); interessante anche la
seconda risposta in ordine di preferenza, e cioè la
possibilità di conoscere nuove dimensioni umane e sociali
(29%).
Se la posizione e le aspettative dell’anziano nell’ambito della
nostra società si stanno evolvendo uno strumento necessario
per rispondere alle esigenze sempre più complesse della
terza età è internet.
Sono quasi dieci milioni (20%
dell’intera popolazione) gli italiani che navigano in
Internet; 4 milioni quelli che navigano tutti i giorni; 14
milioni coloro che posseggono un computer. Il 16% delle
persone tra i 45 e i 54 anni e il 5% di quelle tra i 55 e i
64 anni usa internet, la maggior parte delle connessioni
avvengono dalla propria abitazione.
Può essere interessante considerare
la situazione attuale degli anziani utenti di internet, a
seguito di studi fatti su un campione di persone della terza
età partecipanti ad un corso sull’utilizzo della rete si
evidenziano i seguenti risultati:


In Italia e in Europa non vi sono
statistiche precise riguardanti il rapporto internet-terza
età data la recente diffusione della rete, si è allora
considerato opportuno riportare dati sulla situazione
statunitense.
In Italia l’utilizzatore anziano
d’internet ha un livello culturale alto ed una buona
disponibilità finanziaria, in Nord-America contrariamente
gli anziani utilizzatori della rete hanno un livello
culturale medio basso e un reddito non particolarmente
elevato, l’interesse maggiore è sicuramente connesso alle
speculazioni finanziarie.
Il 51% degli utilizzatori anziani
statunitensi ha visitato siti commerciali, di questi, il 39%
ha fatto degli acquisti su internet.
Ma cosa fanno gli anziani su
internet?
Da una statistica del 2000 risulta
che:
· Il 90% ha partecipato a giochi on-line, i siti
più visitati sono stati:
- freelotto.com (67%)
- luckysurf.com (43%)
- mypoints.com (42%)
- iwon.com (38%)
- iwin.com (37%)
· Il 33% ha visitato farmacie on-line e ha fatto
acquisti.
· Il 95% manda e riceve e-mail regolarmente.
· Il 29% degli anziani trascorre dalle due alle
tre ore sulla rete quotidianamente, il 57% ha un computer da
almeno quattro anni e il 61% ha persino uno scanner.
Da ciò deriva la necessità di
rendere internet più fruibile da parte della terza età,
sicuramente un buon metodo è quello di tenere conto dei
seguenti aspetti:
Ø
Facilità
di uso per i neofiti;
Ø
Maggiori
attenzioni alle dimensioni degli schermi e dei font;
Ø
Maggior
informazione;
Ø
Sicurezza
e trasparenza nelle contrattazioni economiche (e-commerce).
Forniamo di seguito l’elenco dei
siti più cliccati dagli anziani americani, una tabella sul
tempo che vi trascorrono e una sull’andamento dell’uso
del web:
-
SeniorCenter
-
AARP
-
Third
Age!
-
Senior.com
-
Next50.com
-
SeniorNet!
-
AAHSA
-
LivOn
-
New
Lifestyles Online
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