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Sono ormai decine
i decessi in tutta Europa per l’eccezionale ondata di gelo.
Addirittura un centinaio i morti nel nord e nell’est Europa,
dove le previsioni non promettono nulla di buono ed il gelo
si protrarrà anche nelle prossime settimane. A Mosca si
registrano addirittura 18-20 gradi sotto zero e la
situazione non è certo migliore nel resto dell’Europa
dell’est.
In Polonia, ad esempio,
durante lo scorso fine settimana è salito a circa 150
il tragico bilancio degli assiderati dall'inizio
dell'inverno. Ma senza andare troppo lontano, la situazione
rischia di rivelarsi allarmante anche nel nostro paese,
soprattutto per le categorie più deboli ed indifese: gli
anziani.
Anche per l’Italia, infatti, le previsioni
indicano che il freddo siberiano che investe da oggi quasi
tutto il Paese dovrebbe portare un calo medio nella
temperatura di 4-5 gradi per un paio di settimane. Quindici
giorni al gelo, dunque.
A mettere sul chi va là per il rischio che
anziani con problemi economici, in periodi particolarmente
rigidi, possano risultare tra le vittime dell’abbassamento
delle temperature, è il SIMG (Società Italiana di
Medicina Generale). Tanto più che i casi di decesso
associate a fughe di monossido di carbonio sono per lo più
riconducibili proprio alla terza età ed alle condizioni di
disagio in cui gli stessi anziani possono trovarsi.
Queste ultime sono tra le ragioni di maggiore
preoccupazione. Infatti, il timore di tanti medici, più che
i raffreddori, l’influenza ed i vari malanni stagionali, è
rappresentato proprio dalle difficoltà che gli anziani
potrebbero avere nel difendersi dal freddo, “soprattutto
quando il costo dei riscaldamenti è troppo alto”.
Così non resta altro che sperare e
raccomandarsi, come sottolinea Claudio Circelli, Presidente
della Società Simg, che “figli,
parenti, amici e vicini di casa seguano i loro cari
particolarmente in questi giorni, facendo attenzione anche
agli strumenti che usano per riscaldare la casa”.
(24/1/2006)
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L'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
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