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Riflettori puntati su un ormone che potrebbe essere in grado, se non di ringiovanire, quanto meno di migliorare le condizioni generali e la vita delle persone anziane: ossa, pelle, muscolatura, sistema immunitario, memoria e,
dulcis in fundo, vita sessuale.
È infatti da pochi giorni in commercio nelle farmacie francesi l'ultimo antitodo contro l'invecchiamento. Un'azienda farmaceutica, la Cooper, ha annunciato che importerà dall'India grandi quantità della materia prima (una polvere ottenuta da una pianta tropicale, lo
yam) necessaria per produrre le pillole a base di
Dhea (deidroepiandrosterone). Si tratta di un ormone steroideo chimicamente imparentato con testosterone ed estrogeni, che avrebbe la capacità, appunto, di fermare l'invecchiamento insieme a quella di risvegliare il desiderio sessuale. Infatti, cinquanta milligrammi al giorno, dai 60 anni in su, rallentano le rughe, rinforzano le ossa, lisciano la pelle e fanno ritrovare la libido, assicura chi la prende, e i medici sono subissati di richieste di prescrizioni.
Finora era possibile acquisirlo soltanto come preparazione galenica. C'è però da parte dei medici molta cautela poiché i test sugli effetti collaterali del farmaco sono ancora in corso e l'unica sperimentazione effettuata su un campione di 280 persone ha dato risultati sì positivi ma non miracolosi.
Il Dhea venne individuato una trentina di anni fa da un ricercatore francese, l'endocrinologo Etienne-Emile
Beaulieu, membro dell'Accademia delle Scienze e creatore di vari farmaci, il più famoso dei quali è probabilmente
l'RU486, la cosiddetta pillola dell'aborto. Il professor Beaulieu sta conducendo da oltre due anni uno studio su un campione di popolazione anziana per verificare scientificamente se e come il Dhea può combattere i disagi della vecchiaia.
Una cosa nota da tempo è il sicuro rapporto di questo ormone con l'età: ognuno di noi ne ha livelli massimi intorno ai 25 anni, dopo di che la sua presenza comincia inesorabilmente a calare fino ad essere, intorno agli 80 anni, appena un quinto della dotazione di un giovane. Il punto è che molti dei fenomeni degenerativi legati all'avanzare dell'età sarebbero causati proprio da una carenza di Dhea nell'organismo, e quindi ripristinando i livelli ottimali si spera di rallentare il processo dell'invecchiamento.
Ma che cosa accade effettivamente somministrando Dhea ad una persona anziana? Per rispondere a questo interrogativo, una sessantina di studiosi francesi, guidati dallo stesso
Beaulieu, hanno selezionato due gruppi di anziani, 300 fra uomini e donne dai 60 ai 69, e dai 70 ai 79 anni, in buona salute. Entrambi i gruppi hanno ricevuto ogni giorno 50 milligrammi di Dhea per due anni, venendo sottoposti ogni tre mesi ad un ciclo di accertamenti: non solo misurazioni di glicemia, colesterolemia ecc., ma anche controllo della forma muscolare, esplorazione della pelle e densitometria per accertare le condizioni delle ossa. I primi risultati, pubblicati dalla Accademia americana di medicina, sono decisamente incoraggianti, ma solo per le donne: negli uomini, almeno in apparenza, il Dhea non sembra dare risultati importanti. I benefici più rilevanti, riferisce il professor
Beaulieu, sembrano essere nelle donne a vantaggio della massa ossea che si consolida, mentre diminuisce la perdita di densità. Anche la pelle ne trae grandi vantaggi: le ghiandole sebacee tornano a lavorare come un tempo, la pelle risulta essere più idratata e più lubrificata, riacquista un colore roseo anziché il grigio giallastro degli anziani. Buoni anche i risultati sul morale.
Da segnalare anche un aumento e un ritorno del desiderio e dell'attività sessuale, particolarmente apprezzabile nelle ultrasettantenni: anche questo, infatti, vale soltanto per le donne.
Sembra, e sarà oggetto di approfondimento, che la dose di 50 milligrammi al giorno, benché valida per le donne, sia del tutto insufficiente per gli uomini.
Lo studio, comunque, che pure aveva completato il programma previsto di due anni, è stato rinnovato per altri tre anni allo scopo di appurare proprio questo e per poter individuare un dosaggio ottimale per uomini e donne. Tra i benefici che dovrebbero essere ottenibili (nella prima fase dello studio questi parametri non sono stati valutati) ci sono anche il miglioramento del tono cardiaco, la mantenimento della massa muscolare attiva, un'azione positiva sulla memoria.
Nel frattempo in Francia infuocano le polemiche tra sostenitori e oppositori di questo elisir di giovinezza, e così mentre l'Ordine dei medici ha chiesto di non prescrivere il Dhea fino a quando non sarà conclusa la valutazione scientifica, la pressione da parte dei francesi, specie di quelli avanti negli anni, desiderosi di recuperare la giovinezza perduta, è fortissima. Per ora il parere degli esperti italiani è molto prudente. Bisognerà aspettare i risultati finali dello studio, dicono, per dare un giudizio definitivo, ma non bisogna dimenticare che l'invecchiamento non deve essere considerato uno stato patologico, e che i livelli dei diversi ormoni, compresi quelli del
Dhea, sono più bassi per motivi fisiologici e non patologici; somministrare ormoni in questa situazione può portare ad un effettivo squilibrio, con possibilità di conseguenze non facilmente prevedibili.
Marco
Fasolino
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