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L’Italia
al secondo posto nella classifica europea per
l’aspettativa di vita (79,12 anni) ed al primo posto per
l’aspettativa di vita in salute (71,20). Solo il 19,1%
della popolazione anziana italiana, però, giudica buona la
propria salute.
Un
nuovo rapporto sull’invecchiamento della popolazione
europea - presentato oggi da Pfizer durante una conferenza a
Bruxelles - evidenzia la vera dimensione degli squilibri
sanitari attualmente presenti in Europa, e rivela
sorprendenti differenze nell’aspettativa di vita: quasi 12
anni di distacco tra la Spagna, la più alta con 82,31 anni,
e l’Ungheria, la più bassa con 70,65 anni. I dati
evidenziano anche che l’Europeo medio si aspetta di vivere
in condizioni di salute precaria gli ultimi 8 anni della
propria vita, e questa cifra supera i 10 anni in Polonia,
Spagna e Ungheria.
Ma
non ci sono solo brutte notizie; l’aspettativa di vita sta
aumentando nel continente europeo in linea con i progressi
medici, sociali e sanitari compiuti durante gli ultimi 50
anni. Persino in modo più rilevante l’aspettativa di vita
in salute – ovvero il numero di anni che una persona si
aspetta di vivere in buona salute e senza malattie – è
pure essa in aumento. Unita alle percentuali di nascita in
caduta rapida, tale accresciuta longevità rappresenta il
maggiore contributo al fenomeno della popolazione europea
“che invecchia”.
“I
dati mostrano chiaramente grandi differenze nella salute
delle popolazioni presenti nel continente europeo” ha
affermato il dott. June Crown, CBE, Vicepresidente del
Comparto Anziani, che ha parlato oggi alla presentazione
del rapporto. “Alcune di esse sono attribuibili alle
differenze sociali, economiche e di stile di vita, ma anche
gli standard diversi nei sistemi sanitari nazionali possono
giocare un ruolo importante. Il rapporto evidenzia la
necessità di garantire la qualità dei sistemi sanitari e
di migliorare l’accesso ai servizi di prevenzione e di
cura in tutta Europa, particolarmente nel momento in cui
l’Unione Europea si appresta ad accogliere al suo interno
nuovi paesi come l’Ungheria e la Polonia”.
Il
rapporto, intitolato “Popolazione che invecchia”,
confronta e contrappone i dati relativi alla sanità
provenienti dalle nazioni europee. Le nazioni oggetto di
indagine differiscono tra loro in modo significativo su
diversi parametri, dalle percentuali relative alle malattie
cardiovascolari a quelle direttamente correlate alle
malattie provocate dall’obesità e dal fumo. Alcuni
esperti hanno cercato spiegazioni di tipo culturale per
giustificare tali differenze, come ad esempio i cosiddetti
paradossi “Francese” e “Spagnolo”. Entrambe queste
nazioni hanno percentuali basse di malattie cardiovascolari
e alte aspettative di vita, nonostante una dieta tipica
francese con elevata presenza di grassi e una alta
percentuale di fumatori spagnoli. Si pensa che la passione
tutta francese per il vino rosso e la salutare dieta
spagnola diminuiscano l’impatto di tali comportamenti ad
alto rischio.
Comunque,
sembra che tali evidenti differenze rispecchino gli
squilibri tra i diversi sistemi sanitari nazionali. Secondo
l’autrice del rapporto, Claire McGrath, Direttrice
dell’Health Outcomes, di Pfizer, “Mentre l’attuale
popolazione dell’Unione Europea invecchia, diventa sempre
più importante per l’Europa, nella sua complessità,
fornire servizi sanitari di alta qualità a tutti i suoi
cittadini. I dirigenti dei sistemi sanitari provenienti da
tutte le nazioni europee dovrebbero imparare l’uno
dall’altro e cercare presso i “propri vicini di casa”
nuove idee da far proprie e misure migliorative per
implementare la cura del paziente, in modo che la cura, per
esempio, delle malattie cardiovascolari risulti ottimale in
tutto il continente europeo.” La dott.ssa McGrath ha
osservato che la stesura del rapporto per Pfizer ha
aumentato il numero degli altri articoli riguardanti la
sanità in Europa, e considerevolmente, la difficoltà degli
autori esperti nel reperire dati certi e confrontabili da
tutte le nazioni oggetto di indagine. “I dirigenti
sanitari dovranno affrontare un compito sempre più arduo se
non potranno contare su informazioni certe e aggiornate
riguardanti una varietà di misure sanitarie, sia nazionali
sia estere. Questo non solo ostacola le nazioni nel loro
trasferimento di informazioni ma ci impedisce di trattare
argomenti sanitari in tutta Europa”.
Scheda
sui dati più rilevanti del rapporto Pfizer: “Popolazione
che invecchia”
Aspettativa
di vita e Aspettativa di vita in salute
·
L’aspettativa di vita media europea è di 78,20
anni, e l’aspettativa media di vita in salute si attesta
intorno ai 69,83 anni; ciò significa che il cittadino medio
europeo si aspetta di dover affrontare 8 anni di salute
precaria alla fine della propria vita.
·
Il divario tra l’aspettativa di vita e
l’aspettativa di vita in salute è minore nel Regno
Unito (7,71 anni di salute precaria) e maggiore in Spagna (11,71 anni).
·
Le nazioni con le più alte aspettative di vita sono
la Spagna (82,31
anni), l’Italia
(79,12 anni) e la Francia
(78,89 anni).
·
Le più basse aspettative di vita sono emerse in Ungheria
(70,65), in Polonia
(73,14) e nella Repubblica
Ceca (74,75).
La
popolazione che invecchia
·
In
Europa sono in aumento le percentuali di invecchiamento
della popolazione a carico, ovvero la stima del numero degli
ultrasessantacinquenni in relazione alla percentuale della
popolazione attiva, compresa tra i 15 e i 64 anni.
·
La Svezia
attualmente registra la più alta percentuale di
invecchiamento della popolazione a carico d’Europa (27,1),
e la Polonia la
più bassa (17,5).
·
Entro il 2020 la percentuale di invecchiamento della
popolazione a carico, nella maggior parte dei paesi europei,
sarà aumentata di circa il 30-50%. La Svezia
avrà la percentuale maggiore (37,5), seguita dall’Italia
(37,4), e dalla Finlandia
(36,5). L’Islanda
avrà la percentuale più bassa (23,8).
·
La popolazione più anziana in Francia stima “buono” il proprio stato di salute (76,3%)
rispetto alle altre nazioni. Solo il 9,2% della popolazione
anziana in Polonia
giudica buono il proprio stato di salute. E’ interessante
che solo il 19,1% della popolazione anziana in Italia
giudichi buona la propria salute, nonostante l’Italia
registri il più alto tasso europeo di aspettativa di vita
in salute (71,20 anni).
Malattie
in Europa
·
Le malattie cardiovascolari rappresentano la più
alta causa singola di morte in Europa; ogni anno esse
infatti uccidono in media 267 europei ogni 100.000 abitanti.
·
La Francia
registra la percentuale più bassa di mortalità per
malattie cardiovascolari (178 persone ogni 100.000 abitanti)
– considerevolmente inferiore rispetto alla vicina Germania
(317 ogni 100.000). L’Ungheria
detiene il primato per mortalità dovuta a malattie
cardiovascolari (587 abitanti ogni 100.000).
·
Le malattie respiratorie, a cui i fumatori vanno
particolarmente soggetti, uccidono più abitanti nel Regno
Unito (108 ogni 100.000) rispetto alle altre nazioni.
L’Italia (35,9
abitanti ogni 100.000) ha la mortalità più bassa per
malattie respiratorie.
·
La Danimarca
registra la mortalità più alta imputabile a malattie
polmonari croniche di tipo ostruttivo (48 abitanti ogni
100.000), altresì collegata al vizio del fumo. I vicini
paesi scandinavi Svezia
e Finlandia,
comunque, detengono le percentuali più basse di mortalità
dovuta a tali malattie polmonari (rispettivamente 15,8 e
16,9 abitanti ogni 100.000).
·
In Spagna
ci sono più fumatori che nelle altre nazioni d’Europa,
tuttavia i tassi di mortalità in Spagna
per malattie cardiovascolari (229 su 100.000 abitanti) e per
malattie respiratorie (60,8 ogni 100.000 abitanti) sono
relativamente bassi.
Il
Regno Unito
registra il più alto livello di incidenza dell’obesità
(20,0%), mentre la Norvegia
(6,0%) il più basso. Tuttavia, nonostante ciò, i cittadini
britannici vivono in salute precaria la percentuale più
breve della loro vita (7,71), di poco inferiore rispetto
alla media nordica (8,02 anni).
(24/6/2003)
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