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È bastato un fine settimana con temperature
al di sopra della media a far scattare in tutta Italia i
piani d’emergenza. In effetti le temperature altissime, con
i 33,5° di Milano o addirittura i 37° di Bologna, hanno
indotto i responsabili della protezione civile a predisporre
un piano di intervento per un’estate che si annuncia tra le
più calde degli ultimi anni.
Addirittura gli studiosi
statunitensi del Nooa, l’Agenzia che studia l’atmosfera,
hanno annunciato che il 2005 sarà uno degli anni più caldi
nella storia del clima dal 1880, ed i dati lo
confermerebbero, visto che il mese di aprile si è già
piazzato al secondo posto nella classifica dei più roventi
della storia. Pertanto è subito stato attivato, in Italia,
il sistema di sorveglianza per salvaguardare le categorie
più a rischio: bambini e soprattutto anziani.
Per evitare le vittime
delle ondate di caldo, da oggi 1 giugno scatta il sistema di
allerta messo a punto dalla Protezione civile in 12 città.
Giugno è infatti il mese più a rischio, soprattutto per gli
anziani, perché il fisico non si è ancora adattato alle
condizioni climatiche estive. Il sistema di allerta servirà
a prevenire l'emergenza legata ai morti da caldo estivo
nelle grandi città. Quest'anno il piano - mutuato dall'Heat
Health Watch Warning System (HHWWS) messo a punto negli
Stati Uniti - si allarga ad altre città: oltre a Milano,
Torino, Bologna e Roma, saranno interessate anche Brescia,
Genova e Palermo e, in via sperimentale, Napoli, Bari,
Firenze, Catania e Venezia.
Attraverso un monitoraggio
continuo della situazione ed una verifica incrociata tra
dati climatici e dati della salute, si dovrebbe arrivare ad
evitare gli oltre 7.000 decessi che si ebbero tra gli
anziani nel corso dell’estate 2003.
Il sistema prevede
l'emissione di un bollettino quotidiano nelle città
coinvolte, consultabile anche sul
sito della Protezione Civile, che incrocia i dati delle
previsioni meteo con quelli delle situazioni a rischio per
la salute. Il sistema attiverà tempestivamente tutti gli
interventi a tutela delle fasce di popolazione più
minacciate. Così, quando le previsioni sulle temperature,
l'umidità, la durata dell'alta pressione indicheranno
l'arrivo di un'ondata di calore di particolare rilevanza, i
bollettini segnaleranno l'«allarme rosso» e saranno attivati
gli interventi di protezione delle categorie più a rischio,
coinvolgendo Aziende sanitarie locali, medici, ospedali,
case di riposo, organizzazioni di volontariato.
(1/6/2005)
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L'ARCHIVIO
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