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Si presentavano presso le abitazioni di
anziani, spesso soli, vestiti da carabinieri, con tesserino
e tutto il necessario e, fingendo dei controlli, procedevano
con il razziare tutto quanto gli capitava a tiro.
Era questo il modus operandi di una banda di
nomadi che agiva prevalentemente in Veneto, nel Vicentino e
nel Veronese, ma arrivava a spingersi anche fino in
Lombardia e Piemonte.
Il gruppo di cinque malviventi che intanto
aveva messo a segno una trentina di colpi, ieri è stato
finalmente sgominato dopo che le indagini, partite lo scorso
gennaio a seguito di decine di denunce, avevano portato ad
individuare i responsabili di tali crimini.
I cinque oltre che per furto sono poi
indagati anche per violenza. Infatti gli stessi, oltre che
prelevare tutto quanto trovavano presso le abitazioni dei
malcapitati (contanti, apparecchi hi-fi, monili in oro,
oggetti di valore e generi alimentari), sono spesso ricorsi
anche alla violenza pur ottenere quanto preteso, senza
esitare nemmeno di fronte a situazioni di palese disabilità.
Una brutta storia, dunque, che tuttavia più dirsi chiusa e
che ci induce a rinnovare le
raccomandazioni che la Polizia
di Stato anche quest’anno ha diffuso per ridurre al minimo
il rischio di truffe e raggiri nei confronti degli anziani.
Salvatore Catorano
24/06/2010
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