Home > Terzaet@ News > Leggi & Decreti Legislativi > Circolare INPS - 25 maggio 2001, n. 115 > Dall'art. 1 all'art. 3

 

Circolare INPS - 25 maggio 2001, n. 115

  

  

1 – Premessa

 

L’articolo 78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, al comma 8 ha disposto che "In attesa della definizione, tra le parti sociali, dei criteri di attuazione della normativa di cui al decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, recante benefici per le attività usuranti, e successive modificazioni, è riconosciuto, entro i limiti delle disponibilità di cui al comma 13, il beneficio della riduzione dei requisiti di età anagrafica e contributiva previsti dall'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, e successive modificazioni, e dall'articolo 1, commi 36 e 37, della legge 8 agosto 1995, n. 335, agli assicurati che:

a) per il periodo successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto legislativo n. 374 del 1993, risultino avere svolto prevalentemente mansioni particolarmente usuranti, per le caratteristiche di maggior gravità dell'usura che queste presentano, individuate dall'articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 19 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 4 settembre 1999;

 

b) entro il 31 dicembre 2001 potrebbero far valere:

1) i requisiti per il pensionamento di anzianità tenendo conto della riduzione dei limiti di età anagrafica e di anzianità contributiva previsti rispettivamente dall'articolo 1, comma 36, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dal secondo periodo del comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, come introdotto dall'articolo 1, comma 35, della citata legge n. 335 del 1995;

2) i requisiti per il pensionamento di vecchiaia nel regime retributivo o misto tenendo conto della riduzione dei limiti di età pensionabile e di anzianità contributiva previsti dall'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, e successive modificazioni;

3) i requisiti per il pensionamento di vecchiaia nel regime contributivo con la riduzione del limite di età pensionabile prevista dall'articolo 1, comma 37, della legge 8 agosto 1995, n. 335".

 

I successivi commi 11 e 12 hanno stabilito rispettivamente che "Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da emanare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di attestazione dello svolgimento, da parte dei lavoratori, delle attività di cui al citato decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 19 maggio 1999 nonché i criteri per il riconoscimento del beneficio di cui al comma 8 nella misura determinata dai limiti dello stanziamento di cui al comma 13" e che "La domanda per il riconoscimento del beneficio di cui al comma 8 deve essere presentata dagli interessati all'ente previdenziale di appartenenza entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 11, a pena di decadenza".

 

Per quanto riguarda gli oneri il comma 13, da ultimo, ha disposto "All'onere derivante dal riconoscimento di cui al comma 8, corrispondente all'incremento delle aliquote contributive di cui all'articolo 1 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 19 maggio 1999, si provvede mediante utilizzo delle disponibilità di cui all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 38, della legge 8 agosto 1995, n.335".

 

Il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di cui al richiamato comma 11 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.114 del 18 maggio 2001 ed è entrato in vigore in pari data.

 

Le disposizioni dell’articolo 78 e del decreto 17 aprile 2001 disciplinano "i lavori particolarmente usuranti, per le caratteristiche di maggior gravità dell’usura che questi presentano", tenendo conto delle disposizioni del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374, come modificato ed integrato dall’articolo 1, commi 34 e 35, della legge 8 agosto 1995, n.335, nonché del articolo 1, commi 36, 37 e 38, della menzionata legge 335, dell’articolo 59, comma 11, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e del decreto interministeriale del 19 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 4 settembre 1999, che ha individuato i lavori in parola all’articolo 2, comma 1.

 

 

2 – Destinatari

   

Destinatari delle disposizioni richiamate sono i lavoratori che risultino aver svolto, nel periodo compreso tra la data dell’8 ottobre 1993 (data di entrata in vigore del decreto legislativo 11 agosto 1993, n.374, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 1993, n.224, supplemento ordinario n.90) ed il 31 dicembre 2001 "i lavori di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 19 maggio 1999 particolarmente usuranti, per le caratteristiche di maggior gravità dell’usura che questi presentano" indicati dal decreto interministeriale del 19 maggio1999 che di seguito si riportano:

  • "lavori in galleria, cava o miniera"; mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità;

  • "lavori nelle cave" mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;

  • "lavori nelle gallerie" mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità;

  • "lavori in cassoni ad aria compressa";

  • "lavori svolti dai palombari";

  • "lavori ad alte temperature"; mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;

  • "lavorazione del vetro cavo"; mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;

  • "lavori espletati in spazi ristretti", con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;

  • "lavori di asportazione dell’amianto" mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.

Detti lavoratori sono ammessi a fruire dei benefici di riduzione dei limiti di età e di anzianità contributiva a condizione che i requisiti per il pensionamento di anzianità o di vecchiaia vengano perfezionati, per effetto del riconoscimento dei benefici in parola, entro il 31 dicembre 2001, fatto salvo in ogni caso il limite di disponibilità di cui al comma 13 dell’articolo 78 della legge n. 388 del 2000.

 

 

3 – Presentazione della domanda

   

Per avvalersi dei benefici previsti dall’articolo 78 in esame, gli interessati debbono presentare domanda entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto 17 aprile 2001e, quindi entro il 16 agosto 2001, a pena di decadenza.

 

La domanda, per la quale è stato predisposto il fac-simile allegato 6, vale anche come richiesta di pensione.

 

Le Sedi provvederanno a riprodurre un congruo numero, da mettere a disposizione anche degli Enti di Patronato e dei sindacati dei pensionati.

 

Le domande presentate prima del 18 maggio 2001, data di entrata in vigore del decreto in parola, debbono ritenersi utilmente presentate alla predetta data.

 

Secondo quanto stabilito dal decreto interministeriale la domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione atta a comprovare oggettivamente l’espletamento delle suddette mansioni:

  • buste paga relative al periodo cui si riferisce la richiesta del beneficio;

  • libretto di lavoro, relativo al medesimo periodo;

  • dichiarazione del datore di lavoro attestante le mansioni specifiche svolte dal lavoratore, nel periodo cui si riferisce la richiesta di beneficio e la prevalenza della mansione particolarmente usurante, connotata dalla maggiore gravità dell’usura; avuto riguardo all’attività svolta dal lavoratore, tra le cui mansioni rientrano quelle particolarmente usuranti come sopra definite; tali ultime mansioni sono considerate prevalenti se effettuate per una durata superiore al 50% di ciascun periodo di lavoro ammesso al beneficio;

  • dichiarazione dell’ufficio del lavoro o di altra autorità competente.

Il periodo di lavoro da prendere in considerazione è quello relativo all’espletamento della mansione che dà titolo all’applicazione della normativa in esame.

 

L’attestazione della prevalenza non è richiesta per le mansioni per le quali non è specificatamente indicata nell’elencazione contenuta nell’articolo 2 del decreto interministeriale 19 maggio 1999 cioè: per i "lavori nelle cave"; per i "lavori in cassoni ad aria compressa"; per i "lavori svolti dai palombari"; per i "lavori ad alte temperature"; e per la "lavorazione del vetro cavo";

 

Per l’esposizione alle alte temperature, per le mansioni non espressamente indicate a titolo esemplificativo all’articolo 2 del citato decreto 19 maggio 1999 – e cioè per le mansioni diverse da quelle degli addetti alle fonderie di 2 fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale - la documentazione allegata alla domanda dovrà comprovare l’esistenza di condizioni non inferiori a quelle previste alla tabella 1 allegata al decreto del 17 aprile 2001. A titolo di esempio, a fronte del 25% di lavoro e 75% di riposo, lo sforzo lavorativo leggero, moderato o pesante dovrà essere pari rispettivamente al 32,5%, al 31% o al 30% perché la mansione in parola possa essere ritenuta usurante.

 

A norma dell’articolo 1, comma 3 , del predetto decreto interministeriale le assenze per malattie e infortunio che cadono nel periodo da valutare come particolarmente usurante sono considerate utili ai fini del riconoscimento dei benefici.

 

Le domande di applicazione dei benefici possono essere presentate anche in costanza di rapporto di lavoro corredate da copia del CUD.

 

L’articolo 1, comma 5, e l’articolo 3 del decreto interministeriale in parola dispongono rispettivamente che "Gli enti previdenziali sono tenuti a comunicare ai richiedenti, nel più breve tempo possibile, il provvedimento assunto sulle domande stesse, con l’avvertenza che per il conseguimento della pensione, gli interessati devono cessare l’attività lavorativa dipendente" e che "Le domande di accesso alle prestazioni, formulate nel rispetto dei criteri e delle modalità di cui all’articolo 1, sono prese in esame dagli Enti interessati e definite dando priorità alla maggiore età anagrafica e, in caso di pari età, alla maggiore anzianità contributiva".

 

I benefici previsti dalla normativa in argomento consistono esclusivamente in un’anticipazione della pensione, senza maggiorazione dell’anzianità contributiva utile per la misura della pensione stessa.

 

La pensione dovrà essere, pertanto, calcolata sulla base dell’anzianità contributiva fatta valere dall’interessato alla data di decorrenza (contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria, da riscatto, da ricongiunzione, ed eventuale maggiorazione convenzionale spettante ad altro titolo, quale la rivalutazione del periodo di esposizione all’amianto) 

 

 

 

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