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INTERNET POPOLARE ANCHE TRA I PIù ANZIANI

 

Internet non è solo uno strumento per giovani, ma è ugualmente apprezzato anche dalle persone anziane. La terza età scopre dunque il web? Non proprio, ma la strada è aperta. 

Dagli Usa è partita l'offensiva degli anziani, a dispetto di chi se li immaginava impacciati e lontani da monitor, chip, mouse e tastiere...
È questo il risultato di una ricerca condotta negli Stati Uniti d'America, che ha messo in evidenza come Internet sia ormai entrato nella vita quotidiana degli americani. Il 63 per cento di questi, infatti, ha navigato sul web almeno una volta in vita sua.

 
Inoltre, sfatando la leggenda per cui Internet è il mezzo delle nuove generazioni, il sondaggio rivela che nel mare del web navigano con la stessa passione sia giovani che anziani. Non a caso, gli indici di più alto gradimento tra gli over 65 sono gli stessi di quelli totalizzati tra i ragazzi della fascia d'età 18-29 anni. 
Quando si tratta di Internet - si legge nel rapporto - la familiarità con il mezzo genera soddisfazione, anche tra gli utenti più anziani, anche tra quelli che fanno la prima esperienza in rete tardi nella vita. Non bisogna pensare ad ex ingegnieri in pensione o a brillanti scienziati della terza età. Sono tutti praticamente a digiuno di computer. Vanno dai sessanta fino ai novanta anni. Incuriositi sopratutto da "quell'Internet di cui tanto sentono parlare".

 
La grande Rete per sentirsi vivi, Internet come finestra sul mondo, l'e-mail per sviluppare e mantenere quelle relazioni personali che, a una certa età, quando l'età avanza inesorabile e tutto è più buio e grigio, si tende a trascurare e dimenticare. Un gruppo di geriatri americani riunito in convegno, ha convenuto che navigare in Internet fa bene alle persone anziane. 
Dopo essere approdato nelle scuole, negli uffici, nelle case, presto, dunque, il personal computer potrebbe fare il suo ingresso trionfale negli ospedali, nelle cliniche e negli ospizi. Negli Usa è gia una realtà, gli anziani fanno corsi e tengono anche lezioni per i bambini, si aggiornano, si scambiano messaggi, si divertono, "smanettando" sulla tastiera non con l'abilità delle nuove generazioni, ma pur sempre con risultati accettabili.
"Il mezzo è veramente formidabile per chi soffre. Osservando i pazienti che utilizzano il web, c'è stato un miglioramento dell'umore e una sensibile regressione di tutta la sintomatologia depressiva", dichiara il sociologo Douglas McConatha della West Cester University.

 
Anche in Italia, comunque, l'uso del personal computer e del collegamento a Internet ha fatto passi da gigante. Un italiano su quattro, circa 11 milioni di persone, ha navigato su Internet negli ultimi tre mesi, una crescita costante e impetuosa che in due anni ha praticamente raddoppiato i navigatori. È quanto emerge dallo "Scenario Internet" nel nostro paese descritto in una ricerca svolta da Cnel ed Eurisko. 
La ricerca mette in evidenza come la percentuale degli italiani che navigano (il 23,4%) sia molto vicino alle percentuali francesi (25%) e a quelle tedesche (28%) ma molto lontano dai Paesi d'eccellenza nella diffusione della Rete, ovvero Svezia, Canada e Stati Uniti in cui navigano, rispettivamente il 65, il 60 e il 59 per cento dei cittadini. Il problema è che la diffusione della Rete non è omogenea ma esclude i più anziani, i meridionali e le donne.
Infatti la percentuale più alta di accesso ad Internet si registra nelle Marche e in Umbria (32,8%), seguite da Lombardia (30,3%), Lazio (28,3%), Emilia Romagna (27,2%). E mentre i livelli più bassi del nord, Piemonte e Valle d'Aosta toccano quasi il 20 per cento, a Sud gli stessi livelli variano fra il 16 e il 18% ad eccezione della Sardegna che registra il 23%.

 
L'identikit del navigatore ci dice che sono in maggior misura maschi (il 30 per cento dei maschi è collegato alla Rete a fronte del 18 per cento delle donne) e giovani: il 57 per cento dei navigatori ha un'età compresa fra i 14 e i 24 anni, il 38,5% tra i 25 e i 35 anni, il 23% tra i 35 e i 44 anni. Solo il 5% ha più di 44 anni. E, cosa abbastanza nuova, questi navigatori si collegano da casa più che dal lavoro (6%). Fra le priorità della ricerca su Internet ci sono le news e i quotidiani (43%), l'informatica (32%), la musica (28%). Altro dato interessante è che l'aumento dell'utilizzo di Internet ha fatto diminuire la visione della televisione e le chiacchiere con gli amici ma ha fatto aumentare l'ascolto di musica. Quello che differenzia le scelte del navigatore in Internet è la fascia d'età: i giovani fino a 24 anni si collegano soprattutto per motivi di studio o di svago, mentre gli adulti si collegano soprattutto ai siti istituzionali, degli enti pubblici, per ragioni di lavoro, ricerca di consulenza, ma anche ricerca e prenotazione di viaggi.

 
La mancanza di fiducia nei confronti di Internet, tuttavia, continua ad essere un problema. Soltanto il 23 per cento degli americani intervistati ha detto di fidarsi di quanto è scritto in Rete, mentre uno schiacciante 70 per cento ha dichiarato di mettere in discussione la veridicità di gran parte delle informazioni on-line. Nonostante i difetti del web, però, la maggioranza dei suoi utenti è convinta che serva a semplificare la vita di chi lo usa. Molti, dovendo descrivere Internet con una metafora, l'hanno paragonato a una biblioteca virtuale, piuttosto che un centro commerciale o una banca. 
Alla domanda, "Secondo lei, a cosa somiglia di più Internet?", il 45 per cento dei sondati ha risposto "a una biblioteca", il 15 per cento " a un'autostrada", il 14 per cento "a un centro commerciale", l'8 per cento "al selvaggio West", il 7 per cento "alla scuola" e il 3 per cento "a una banca" o a "all'amministrazione della città". 

 

Marco Fasolino

 

 

 

 

 

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