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SANITà, MISURE A TUTELA DEGLI ANZIANI

 

A seguito delle ondate di calore registrate in Italia nell’estate 2003 il Ministero della Salute ha attivato dal settembre 2003, con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità e di esperti, un Piano d’azione per affrontare il problema e limitare per quanto possibile il danno per un presumibile ripetersi del fenomeno nelle estati successive.

 

Nel Piano in questione è stato innanzi tutto stimato il numero delle morti aggiuntive verificatesi in Italia e delle fasce di popolazione maggiormente colpite. La stima, effettuata con la collaborazione dei Comuni, è risultata di oltre 7.000 morti aggiuntive, primariamente riferite alla categoria dei cosiddetti anziani fragili, ossia di quelle persone di età molto avanzata che presentano una o più patologie croniche e invalidanti e che vivono sole e in condizioni socio-economiche disagiate. 

 

Sono particolarmente le persone che vivono nelle grandi città che subiscono il danno maggiore, in quanto nelle grandi città le reti amicali e familiari sono più rade e si determina la cosiddetta isola di calore che riconosce nella scarsità del verde pubblico e nell’alta concentrazione abitativa le principali cause.

 

A seguito di questa prima azione, il Ministero ha approntato, tramite la Direzione Generale della Prevenzione, una sperimentazione in quattro grandi città (le più colpite dal fenomeno), che si basa sull’esperienza già precedentemente acquisita, sia all’estero che in Italia, e che vede come fondamentale per ridurre il danno un meccanismo di vigilanza attiva sulle persone più fragili, intesa come l’azione di operatori sociali, che sistematicamente rilevino le condizioni di vita e di salute degli anziani fragili per riportarli a chi di dovere (Servizi dell’ASL, medici di medicina generale, Servizi Sociali del Comune) e ottenere i servizi relativi.

 

Questa esperienza è stata con successo sperimentata a Milano dove oggi operano 50 postazioni dei cosiddetti Custodi Sociali, che replicano in parte la figura del buddy (ovvero l’amico di quartiere) sperimentata negli Stati Uniti, che prima di noi hanno dovuto affrontare il problema delle ondate di calore.

 

In aggiunta a questa sperimentazione, finanziata con 2 milioni di €, la Direzione della Prevenzione del Ministero della Salute ha stilato delle Linee Guida che riprendono le Raccomandazioni internazionali ed è stato potenziato il Call Center del Ministero che risponde al Numero di pubblica utilità 1500 per tutta Italia.

 

Contemporaneamente, la Protezione Civile ha realizzato un sistema di allerta rapida delle condizioni meteorologiche, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, con anticipo di almeno due giorni, mettono in grado le Istituzioni competenti di attivarsi per effettuare provvedimenti di emergenza, quali il trasferimento degli anziani in luoghi climatizzati nelle ore più calde della giornata, il sostegno degli anziani a domicilio con misure sanitarie e sociali, etc. Tutti i luoghi climatizzati possono essere validi e l’uso dei Centri Commerciali è un’esperienza sperimentata con successo negli Stati Uniti.

 

Infine il Ministro ha emesso un’ordinanza indirizzata alle Istituzioni locali e regionali, redatta in accordo con il Garante della Privacy e stimolata dalla richiesta di molti Comuni circa la legittimità dell’acquisizione dei dati personali degli anziani, che li richiama alle loro responsabilità e suggerisce che i passi da compiere siano la identificazione delle persone a rischio e della loro abitazione, così da poterle assistere al bisogno o presso il domicilio (attivando quindi i relativi Servizi) o trasferendole, se del caso in luoghi di assistenza appropriati (Ospedali, Case di assistenza o altri luoghi idonei ad assisterli)..."

  

  

    Fonte: Ministero della Salute

    (7/7/2004)

 

 

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