|
Si
è concluso a Venezia il VII Congresso Europeo E.D.E.
(Associazione Europea dei Direttori delle Strutture
Residenziali) che ha avuto per tema "Le nuove
politiche europee di Welfare come momento di
unificazione sociale". Alla manifestazione,
per la prima volta organizzata in Italia dall'ANSDIPP
(Associazione Nazionale Segretari Direttori e
Dirigenti delle Istituzioni Pubbliche e Private di
Assistenza), ha partecipato un notevole numero di
delegati (circa 700) provenienti da tutta Europa oltre
che dagli Stati Uniti d'America e dall'Africa.
Numerosissime personalità italiane e straniere sono
state invitate al Congresso, e tantissime hanno fatto
giungere ai congressisti il loro saluto attraverso
propri collaboratori, tra cui il Presidente della
Repubblica, il Presidente del Parlamento Europeo, il
Ministro della Sanità, il Ministro per gli Affari
Sociali, il Presidente della Regione Veneto,
l'Assessore della Regione Veneto ai Servizi Sociali,
il Sindaco di Venezia, e tantissime autorità locali.
Tra i numerosi relatori, italiani e stranieri, si è
particolarmente distinto il Presidente dell'EDE,
l'olandese Michiel Kok, che ha illustrato il ruolo
dell'EDE per una reale integrazione in Europa. Alla
manifestazione, che si è tenuta all'interno dello
splendido Palazzo del Cinema, hanno partecipato anche
numerose aziende che hanno esposto i loro prodotti. Ha
riscosso notevole successo Fabanet Communication
che ha presentato ai numerosissimi Direttori di Case
di Riposo e Strutture Sanitarie Residenziali che si
sono susseguiti al suo stand il suo prodotto www.terzaeta.com,
il primo portale italiano interamente dedicato alla
terza età.
Tema
centrale del Congresso dal punto di vista delle
politiche sociali è stato quello legato
all'invecchiamento progressivo della popolazione.
L'entità del fenomeno pone il problema della
protezione sociale della popolazione anziana,
soprattutto non autonoma, al centro di una crescente
attenzione delle amministrazioni pubbliche a causa del
lievitare della spesa per le cure sanitarie, sia per
l'assistenza a domicilio che in strutture
residenziali.
A
conclusione dei lavori abbiamo posto alcune domande al
Presidente Nazionale ANSDIPP Gianfranco Nizzardo, che
ha brillantemente coordinato i lavori dei tre giorni
del Congresso.
Signor
Presidente, a congresso ultimato, è soddisfatto dei
risultati ottenuti?
“Il
lavoro fatto a monte è stato parecchio. Quando tre
anni fa abbiamo avuto la conferma da parte
dell’associazione europea di organizzare questo
congresso, eravamo estremamente preoccupati di
organizzarlo in Italia, ma soprattutto di organizzarlo
a Venezia, una città cosmopolita che presenta
notevoli difficoltà logistiche. Una scommessa che
abbiamo voluto comunque giocarci, con l’obiettivo di
vincerla. Da come sono andate le cose, sembra che ci
sia stato un consenso unanime rispetto ai lavori delle
tre giornate, in cui abbiamo avuto sia la presenza di
autorità politiche che rappresentanti del mondo
sociale, perché non volevamo che questo Congresso
diventasse una convention di categoria. Vogliamo
essere una struttura aperta a un contesto ad ampio
respiro sociale e quindi non limitata. E la presenza
di questi rappresentanti ha avuto questa valenza”.
Quali
sono stati a suo dire gli argomenti che più hanno
interessato i partecipanti?
“Sono
stati trattati temi sulle nuove politiche sociali che
dovranno essere affrontate sul tema della terza età.
Nella mia relazione nella conferenza stampa tenutasi
martedì 15 al palazzo della Provincia, si è
rimarcato il fatto che la popolazione anziana aumenta
notevolmente, che i grandi anziani aumentano, che i
bambini diminuiscono, elementi questi che devono far
riflettere, in maniera significativa e non affrettata.
Abbiamo visto che in questi ultimi dieci anni si è
avuta un’evoluzione pratica di quello che è stato
il concetto di assistenza nel settore degli anziani,
che prima aveva logiche custodialistiche, ma che oggi
sono riabilitative, riattivanti, con apertura al
territorio, personale formato, preparato, qualificato,
logiche in cui l’anziano deve restare a casa, ed è
importante che l’anziano entri nelle strutture solo
quando le condizioni psico-fisiche lo richiedano”.
Qual
è secondo lei l’aspetto più preoccupante
nell’anziano?
“Il
problema più preoccupante e drammatico nell’anziano
è rappresentato dall’aspetto cognitivo. Molti
anziani aumentano di età e questo aumento determina
disorientamento, confusione, Alzheimer. L’aspetto
farmacologico, oggi come oggi, non è ancora
all’avanguardia rispetto alla
risoluzione di questo problema, per cui esso va
affrontato in termini assistenziali, in termini di
relazione. Per questo motivo si necessita di personale
formato per relazionarsi con il familiare e con
l’anziano. Con ciò non si vuole dare una risposta
all’anziano fine a se stessa, ma una risposta alla
famiglia, quindi alla società”.
Come
mai in Europa questi temi così importanti sembrano un
po’ messi in secondo piano, rispetto ad altri temi
come le politiche economiche, la produzione
industriale, ecc.? .
"La
politica sembra oggi incentrata su altri temi, come ha
dimostrato anche la recente campagna elettorale,
mentre il tema sociale, dato il progressivo
invecchiamento della popolazione a cui stiamo
assistendo, ha una fondamentale importanza. Quindi
oggi sembra mancare la consapevolezza del problema,
manca la lettura e l’interpretazione dei dati che
vanno posti alla base per il futuro. Non dobbiamo
trovarci impreparati fra 20 anni, già adesso abbiamo
il numero degli ultrasessantacinquenni che ha superato
quello dei quindicenni, avremo una marea di pensionati
e poche persone che lavorano, che producono. Ci sarà
il problema dell’immigrazione, che stiamo
tamponando, che stiamo gestendo male, vorremmo
importare per avere nuove nascite, nuove persone, però
al tempo stesso c’è un assetto che va sistemato".
Potrebbe
essere la legge 328/2000 la giusta via da percorrere?
"La
328 può essere una buona legge, ma deve essere
attentamente applicata. Un impianto c’è, però va
seriamente affrontato, dibattuto, strutturato. Il
fatto di dire che l’ospedale cura l’acuzie, poi
c’è il territorio e c’è questa fascia intermedia
rappresentata dalle strutture residenziali, che vanno
sempre più da logiche custodialistiche verso logiche
riabilitative. L’anziano in ospedale costa
1.200.000, nel territorio costa altrettanto, in
struttura residenziale in Friuli costa 18000 lire,
mentre addirittura in Puglia costa zero lire. Quindi
c’è qualcosa che non quadra. I costi di rilievo
sanitario devono far carico al fondo sanitario perché
è previsto dalla Costituzione attuale. Il cittadino
non può farsi carico di questi oneri".
Cosa
offrono in più le strutture residenziali rispetto
agli ospedali?
"L’anziano
che va in ospedale è curato solo per la patologia, se
uno ha la bronchite, entra con la bronchite ed esce
con le piaghe da decubito, se uno è fratturato, fanno
l’intervento e dopo due giorni lo mandano a casa,
dove nessuno potrà assisterlo, per cui ci sarà
bisogno dell'assistenza domiciliare. Mandano una
persona per due ore al giorno per riabilitarlo, il
paziente resta a letto ed alla fine risolve poco o
niente.
Allora io dico, queste strutture residenziali, con
queste logiche nuove di tipo riabilitativo,
riattivante, devono essere valorizzate, in quanto sono
una risorsa del territorio e dei cittadini".
In
che modo dovrebbe intervenire il Governo per favorire
queste nuove logiche?
"Il
governo dovrebbe strutturare un impianto di tipo
privatistico, uscendo da logiche burocratiche e
statalistiche. Non deve essere lo Stato che deve
garantire quel servizio. Lo Stato deve garantire la
tutela del cittadino, dando dei principi, degli
indirizzi, la programmazione del controllo, poi ci
devono essere enti gestori privati che rispondono con
regole certe rispetto ad obiettivi predefiniti in
maniera chiara e precisa".
Quale
apporto possono dare le nuove tecnologie alla terza età?
"Vi
sono due aspetti fondamentali. Uno è quello della
formazione, cioè dobbiamo sempre più formare le
persone ad affrontare il futuro in maniera preparata,
motivata e significativa e l’altro aspetto è
sviluppare delle riflessioni, degli approfondimenti
sulla tecnologia a supporto della disabilità.
Dobbiamo realmente puntare a far sì che il mondo
produttivo si accorga che non c’è soltanto un
anziano che ha bisogno di andare in crociera, ma un
anziano che ha dei problemi, delle disabilità,
problemi di tipo cognitivo e gli imprenditori
intervengano con risposte significative su questo
fronte. Inoltre il sistema di comunicazioni è
importantissimo, tanto è vero che abbiamo siglato
durante il congresso un accordo con cui l’ANSDIPP e
l’EDE hanno attivato un nuovo sito internet per
l’associazione europea dei direttori, poiché si è
capito che ormai il sistema su cui bisogna puntare è
la tecnologia oltre che nel campo
assistenziale-riabilitativo, anche nel campo della
comunicazione. Se c’è una comunicazione tempestiva,
chiara, diretta ci saranno anche risposte chiare
dirette e significative".
Marco Fasolino |