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BASTANO 400 METRI PER CAPIRE

QUANTO SI STARÁ BENE

 

 

Secondo un recente studio condotto presso l'Università di Pittsburgh, lo stato di salute di un anziano e la sua evoluzione nel corso dei successivi sei anni sarebbero facilmente valutabili attraverso una camminata di 400 metri.
Infatti se un anziano di 70 anni riesce a percorrere una distanza di 400 metri, la cosa si rivela sufficiente per stabilire che il paziente ha un fisico in buone condizioni e che per un periodo pari a sei anni l'efficienza motoria rimarrà sostanzialmente inalterata.
Addirittura secondo lo studio, reperibile sul "Journal of the American Medical Association", attraverso la prova sarebbe possibile predire se e in che misura chi la affronta andrà incontro a malattie e disabilità nei sei anni successivi e può permettere di riscontrare (o escludere) anche il rischio di perdere la vita in tale lasso di tempo.
Una tale lettura non è da ritenersi affatto come una trovata banale, ma essa è derivata da una serie di studi capillari e diffusi su tutto il territorio statunitense. Il team di Pittsburgh ha infatti lavorato in collaborazione con cinque diversi centri statunitensi, esaminando circa 2.700 donne e uomini americani dai 70 ai 79 anni.
La sperimentazione consisteva nel completamento da parte dei pazienti di 10 giri da 40 metri ciascuno su un percorso 'ad hoc'. Gli anziani ammessi al test sono stati in tutto 2.680 ed un'altissima percentuale ha completato il percorso, complice anche la preventiva esclusione dal computo dei partecipanti di quanti presentavano un elettrocardiogramma anomalo, problemi di ipertensione o una cardiopatia.
Successivamente i ricercatori hanno seguito la storia medica di tutti i partecipanti allo studio per sei anni, verificando che, fra gli anziani esclusi per ragioni mediche o che non erano riusciti a terminare il percorso, il tasso di mortalità era significativamente più alto sei anni dopo.
Gli anziani meno atletici, invece, che non erano riusciti a concludere il percorso, pur non presentando problemi al momento del compimento del percorso, sono stati purtroppo riguardati da acciacchi e problemi cardiaci o sono stati colpiti più spesso da disabilità e limitazioni della mobilità rispetto ai coetanei.
Certo la scientificità e la certezza dei risultati del test lasciano molti dubbi ma tra le scelte praticabili resta pur sempre quella di evitare una potenziale preoccupazione e godere serenamente e senza patemi del primo sole dell'estate, pensando che in fondo una passeggiata all'aria aperta, piuttosto che un test scientifico, rimane pur sempre un'attività salutare e benefica.

  

 

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