Home > Terzaet@ News > Governo: OTE, priorità emergenza sociale anziani non autosufficienti

 

GOVERNO: OTE, PRIORITÀ EMERGENZA SOCIALE ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

 

 

È questo il monito lanciato dal Vice Segretario Nazionale dell’Osservatorio della Terza Età, Nicola Di Stefano affinché le prime iniziative del Governo siano rivolte a questa tragica emergenza.

 
Camminare, salire le scale, lavarsi, vedere, vestirsi, mangiare, udire: atti del normale vivere quotidiano preclusi a milioni di Italiani, disabili parzialmente o completamente, in maggioranza anziani (oltre il 97%). Le persone con disabilità grave sono 2,6 mln, pari al 4,8% della popolazione italiana. A queste bisogna aggiungere quanti hanno deficit parziali, oltre 4,6 mln e i 234 mila ospiti dei presidi residenziali, per un totale di 7,2 mln.

 

La lente d'ingrandimento dell'Osservatorio della Terza età mette in risalto non solo il dramma dell'handicap fisico, ma anche i risvolti sociali che esso comporta, visto che solo 234 mila persone trovano assistenza nelle strutture assistenziali, mentre la grande massa è abbandonata a se stessa o alle famiglie. Una condizione vissuta con grande disagio soprattutto dai nonni. Un over 65enne su due, infatti, vive una condizione di non autosufficienza, che è costretto ad affrontare autonomamente o con la moglie o, se più fortunato, con figlie e nipoti.

 
Anche l'Istat divide i disabili che vivono in famiglia in quattro tipologie e non tenendo conto delle multidisabiltà; pertanto un individuo che ne ha diverse è conteggiato in ciascuna tipologia. Con questo metodo risulta che il 59,4 ha difficoltà nelle funzioni (vestirsi, lavarsi, fare il bagno,mangiare); il 46% nel movimento (difficoltà nel camminare, salire le scale, chinarsi, coricarsi, sedersi); il 44,1 è in sconfinamento individuale (costrizione a letto, su una sedia a rotelle o in casa; il 22,9 ha difficoltà sensoriali (sentire, vedere o parlare). Le menomazioni fisiche si accoppiano nella stragrande maggioranza dei casi al binomio anziani-solitudine. I rilevamenti dell'istituto di statistica dimostrano che l'85 % dei disabili che vivono in coppia e senza figli appartengono alla fascia di età sopra i 65 anni, una percentuale che sale al 94% per quanti vive da solo.
 
Il 28% della popolazione disabile ha una famiglia mononucleare, con punte del 35,5% in Liguria, seguita dal Trentino Alto Adige e dal Friuli Venezia Giulia (34,2%), mentre il dato più basso è nelle Marche (19,4%). Condivide in coppia la propria condizione fisica un altro 25% . In totale, oltre 3,5 mln (53%) di persone, con almeno una delle disabilità considerate, trascorre la propria esistenza abitando da solo o al massimo con il coniuge.

 
Per la maggior parte si tratta di persone che più di altre necessiterebbero dei servizi di assistenza forniti da strutture pubbliche e di volontariato, mancando un sostegno familiare prossimo. Un problema reale che si aggrava di anno in anno, considerando che l'invecchiamento della popolazione porterà ad un marcato aumento di tali situazioni. "Dai dati - tiene a rimarcare Nicola Di Stefano, Vice Segretario generale dell'Osservatorio della terza età - emergono due indicazioni importanti: la stragrande maggioranza della disabilità riguarda la popolazione anziana ed oltre la metà di questa fascia di persone, cioè dai 3,5 ai 4 milioni, può contare solo su stesso o sull'aiuto del coniuge.

 
Tutto ciò porta alla necessità di aumentare i servizi domicilio, e non mi riferisco solo a quelli sanitari. I numeri sono impressionanti e sono tali anche i rivolti socio-psicologici sulle persone causati da tale condizione. Pertanto auspichiamo che nelle politiche che nell’azione di governo del nuovo Esecutivo si possano affrontare incisivamente queste emergenze sociali, da parte nostra assicuriamo come sempre sin da ora la nostra disponibilità a collaborare ed a formulare proposte concrete in merito". Ha concluso Nicola Di Stefano.
 

L'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

UN ITALIANO SU CINQUE È UN OVER 65

 

 

CENSIS: ANZIANI, BENE LE RELAZIONI, MALE LA POLITICA

 

 

ANZIANI: POCA VOGLIA DI NUOVE UNIONI, UNO SU TRE È SINGLE

 

 

IN ITALIA GLI ANZIANI NON SI SENTONO "VECCHI"!

 

 

 

 

 

 

 

| Home | Chat | Forum | Disclaimer | Staff e Collaboratori |

 

| Informazioni | Disfunzioni | Pubblicità | Redazione |

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati