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ANZIANI MALTRATTATI: UN ARRESTO IN UNA CASA DI RIPOSO IMOLESE

 

 

 

La sera venivano prelevati dalla casa di riposo in cui vivevano durante il giorno, Villa Alba di Sesto Imolese, quindi caricati su un automezzo e trasportati in una villetta non attrezzata del vicino comune di Conselice, in provincia di Ravenna, dove trascorrevano la notte segregati in locali chiusi a chiave, talvolta legati e immobilizzati con cinture ai letti, in condizioni igieniche personali difficili, privi di assistenza o vigilanza. Poi, alle 7,30 del mattino successivo, venivano riportati nella casa di riposo, e la sera dopo ricominciava il via vai. Per i nove anziani non autosufficienti, ospiti della struttura, era diventato oramai un vero e proprio calvario.

 

Questo è quanto hanno scoperto i Nas di Bologna che, su ordine del pm Gabriella Tavano della procura di Bologna, la scorsa notte hanno perquisito la casa protetta privata di Sesto Imolese e la villetta, arrestando il titolare con le accuse di sequestro di persona, maltrattamento e abbandono di persone incapaci. Qui infatti sono stati trovati i nove anziani, tre dei quali non in grado di alzarsi dal letto, altri due in carrozzella. Sono stati trovati anche farmaci scaduti in grande quantità destinati ad essere somministrati agli stessi anziani.

 

I carabinieri, che hanno fatto partire l'inchiesta "Caronte" ad aprile, hanno anche filmato durante l’attività investigativa il trasporto degli anziani. Ogni sera, alle 18.30 venivano portati da 'Villa Alba' di Sesto Imolese alla villetta di Conselice e poi riportati a Sesto la mattina alle 7.30. Di notte venivano legati ai letti, anche con cinture di contenimento che richiedono una autorizzazione medica, in questo caso ampiamente scaduta. I militari che hanno fatto la perquisizione la scorsa notte hanno trovato nei letti condizioni igieniche difficili. I locali, ovviamente, non hanno le necessarie autorizzazioni per ospitare gli anziani e non c'era assistenza o vigilanza. Gli anziani erano rinchiusi al primo piano, al piano terra dormiva una assistente, che, a quanto pare, vi alloggiava solamente e non aveva compiti di vigilanza. Tra l'altro, tutto il personale della casa di riposo, priva di un medico, era composto da donne dell'Est europeo, senza alcuna specializzazione.

 
Il susseguirsi di episodi simili un po’ in tutta Italia, ci spinge a delle riflessioni su questi comportamenti che andrebbero assolutamente censurati. Chi fa questo lavoro, a partire dai titolari di strutture fino agli operatori, lo dovrebbe fare con un amor proprio superiore (probabilmente) a chi fa lavori di natura diversa. Chi decide di dedicare la propria vita al servizio del sociale, al servizio degli anziani, non può comportarsi così. Quando si verificano episodi del genere, si dovrebbero applicare delle pene esemplari, si dovrebbero scoraggiare “avventurieri” accecati dal “business degli anziani”.

 

I mass media danno molto risalto (giustamente) a questi fatti di cronaca, ma con ciò non bisogna condannare anche chi lavora quotidianamente con lo spirito giusto nelle migliaia di strutture sparse su tutto il territorio italiano, assistendo giorno dopo giorno, talvolta per anni, persone in difficoltà come anziani non autosufficienti, disabili, pazienti psichiatrici, malati terminali, prendendosi cura di loro con amore, nella quotidianità e nel tempo.

 

È questo lo spirito con cui si dovrebbe lavorare e che ognuno dovrebbe fare proprio. I gesti necessari per aiutare gli utenti nelle funzioni basilari della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare, dormire, muoversi) sono apparentemente semplici; in realtà, richiedono molta cura e attenzione, per essere investiti di senso e realizzati con coscienza e responsabilità.

 

Chiunque si sia trovato in una condizione di fragilità, anche temporanea, ha ben presente l’importanza di essere accudito con professionalità fin dalle prestazioni di base, considerate elementari e quindi spesso date per scontate, talvolta perfino sottovalutate. Insieme al desiderio di prendersi cura dell’altro e a quelle doti umane che rendono possibile essere di aiuto, sono indispensabili competenza e professionalità.

 

 
(22/5/2007)


 

L'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

Maltrattamenti in una casa di riposo in provincia di Udine

 

 

 

 

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