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 ANZIANI: IL NUOVO TEMPO LIBERO  

 

Da alcune ricerche fatte negli ultimi anni emerge che gli anziani hanno decisamente cambiato il loro stile di vita, riuscendo ad organizzare e gestire il loro tempo libero. L'aumento della longevità, dovuta alle migliori condizioni di vita e al benessere economico elevato, ha portato ad un cambiamento radicale del quotidiano, capovolgendo le abitudini e gli usi degli anziani.

 

è pur vero che in una società complessa come la nostra chi si ferma è perduto, ma i "nonnini" si sono messi al passo con i tempi, rapportandosi sempre più e sempre meglio con le istituzioni e con il resto della società.

Se sono cambiate le abitudini, c'è da sottolineare come sia cambiato anche il concetto di vecchio. Generalmente è vecchio chi ha superato i 70 anni, ma secondo una terminologia anglosassone, i vecchi sempre più vitali, possono essere suddivisi in altre sottocategorie:

- young - old (65-70 anni) sono i giovani vecchi;

- middle - old (70-74 anni) sono i mezzo vecchi;

- old - old (oltre i 75 anni) sono i vecchi vecchi.

 

Ed ecco che si scopre che anche chi non è più giovane può rendersi utile per sé e per gli altri. Non c'è molta differenza tra il tempo libero delle donne e quello degli uomini. Se prima vedevamo la donna anziana trascorrere più tempo in casa e l'uomo anziano davanti ad un Circolo sociale, oggi, gli anziani si organizzano ed escono di casa, dando più concretezza alle cose che la vita può ancora loro offrire.

 

Secondo i dati Istat, su tre milioni e mezzo di persone che si dedicano al volontariato in Italia, ben 400.000 appartengono alla terza età. La popolazione anziana legge sempre più libri, ieri si leggeva prettamente il Vangelo, oggi si prediligono storie di avventura, natura e cultura in genere. L'interesse è aumentato anche per l'attualità. Messosi alle spalle temi come la guerra, la fame, le difficoltà, l'anziano legge i quotidiani per essere informato su cosa succede nel mondo di cui fa parte per cercare di confrontarsi.

Le donne vanno di più al cinema, visitano musei e mostre, passano più tempo dal parrucchiere e si soffermano di più a guardare le vetrine cercando di farsi una ragione per la moda che cambia.

 

Gli uomini, dal canto loro, si dedicano alla manutenzione del verde pubblico, della custodia di impianti sportivi, della sorveglianza nelle scuole.

Ambedue si accomunano per gli spettacoli, per le rappresentazioni teatrali, per la musica e, strano a dirsi, ma anche per la scelta di un viaggio.

è sbagliato pensare che gli unici viaggi che si possono permettere siano le visite guidate, i pellegrinaggi, i ritiri spirituali, in quanto gli anziani organizzano un viaggio ponderando bene la scelta della meta. Ovviamente condizioni principali sono la tranquillità e la qualità dei servizi, ma riescono ad adattarsi benissimo al fuso orario, facendo tutto ciò che non hanno potuto fare prima del pensionamento.

 

E la cultura che posto occupa nella vita di un anziano? E chi lo ha detto che una persona non più giovane non ha più nulla da imparare o meglio ancora, non ha più la voglia e l'interesse di arricchire il proprio bagaglio?. Va aumentando il numero degli iscritti all'Università della Terza Età. Se si pensa che in Italia ci sono 300 atenei e che nel mondo ve ne sono 3000 è un buon risultato e lo è ancora di più se si tiene conto del fatto che l'età degli iscritti si aggira tra i 50 e i 70 anni.

Tutto questo testimonia come la cultura sia un aspetto fondamentale del tempo libero della terza età.

 

Abbiamo parlato di tutto un po', ma Internet? Se per un giovane usare un computer e navigare in Internet fa parte del quotidiano, per gli anziani sta diventando un vero e proprio gioco da ragazzi. è vero che l'approccio non è lo stesso, vi è quasi un atteggiamento di sfida, ma superato un primo momento di scoraggiamento, l'anziano assume sempre più dimestichezza con il mouse e con il linguaggio elettronico. Tra una visita in un sito e un messaggio on line, troviamo sempre più anziani che "chattano" cercando persone con le quali parlare, confrontarsi o semplicemente salutarsi.

 

Insomma, quando si parla di "nonni" non bisogna più riportare alla mente la barba, la sdraio, la pipa e l'uncinetto, ma l'immagine  di nuovi nonni che hanno la consapevolezza di essere tali, con molta più grinta e sicuramente con molte più aspettative per il loro domani.

 

Angelina Petraglia

 

 

 

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