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 PREPARIAMOCI ALL'EURO

 

Cosa cambia per i risparmiatori  

 

La ridenominazione dei titoli in euro, come tutte le altre operazioni di conversione dalla lira all'euro e viceversa, non comporterà per i cittadini e per le imprese né disagi né costi aggiuntivi e verrà effettuata a cura delle banche. Tutte le operazioni verranno esposte sia in lire che in euro e l'imputazione sui conti verrà effettuata nella valuta di denominazione del conto dei clienti.

Azioni: tutte le operazioni effettuate presso le Borse valori sono ora trattate esclusivamente in Euro, ma il valore nominale delle azioni può continuare ad essere espresso in lire. Per chi opera sul mercato azionario è però opportuno cominciare a ragionare nella nuova moneta e abituarsi a trasmettere gli ordini in euro. I cittadini italiani possono tranquillamente comprare azioni sulle borse straniere, senza più preoccuparsi dei rischi di cambio.

Certificati di deposito: sia in quelli in lire sia quelli emessi in altre valute non subiscono cambiamenti se la loro scadenza è antecedente al 31 dicembre 2001. Quelli con scadenza successiva sono stati automaticamente convertiti in euro.

Libretti di risparmio: la denominazione in euro è praticamente inutile, visto che fino al 31 dicembre 2001 non circoleranno le nuove banconote e monete. I libretti, dunque, sono mantenuti in lire e sostituiti automaticamente con quelli in euro, senza alcun aggravio, dal 1° gennaio 2002.

Obbligazioni: dal primo gennaio le aziende pubbliche e private hanno cominciato ad emettere titoli obbligazionari in euro. Tutte le obbligazioni in circolazione possono, a discrezione degli emittenti, venire ridenominate in euro.

Risparmio gestito: fondi comuni d'investimento, gestioni patrimoniali e conti di liquidità registrano soltanto le conversioni dei prezzi. Le quantità (numero dei titoli azionari e numero delle quote) rimangono invariate. E' eliminato il rischio di cambio per le attività espresse nelle monete dei Paesi membri dell'UEM.

Tassi d'interesse: con l'introduzione della moneta unica i tassi d'interesse scendono e diminuisce la rendita di capitale per i risparmiatori. A fronte di ciò, però si riduce anche l'inflazione e scendono i prezzi dei beni di consumo.

Titoli di stato (BOT, BTP, CCT, CTZ): dal 1° gennaio 1999 tutte le nazioni che partecipano alla prima fase dell'Unione, emettono titoli di Stato in euro, senza alcun aggravio economico per il risparmiatore, che non vedrà variare le condizioni economiche preesistenti. Le cedole ed il capitale di rimborso potranno essere accreditati sul conto corrente del cliente in lire o in euro, a scelta del cliente.

 

 

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