|
Lo
stato di salute dell'anziano non è obbligatoriamente
correlato alla presenza di malattie, ma piuttosto alla sua
qualità di vita, che non significa più assenza di malattia
ma sufficiente autonomia e benessere psico-affettivo. Quando
questo equilibrio si spezza è facile cadere in depressione,
malattia frequente dopo i 65 anni, ma spesso non
diagnosticata né curata in maniera adeguata. La depressione,
infatti, può essere confusa con la demenza senile,
oppure mascherata dal paziente stesso che la esprime sotto
forma di dolore fisico di cui non si capisce l'origine.
Secondo
uno studio australiano, la depressione è più pericolosa
per gli uomini anziani che per le donne anziane. Anche se
sono le donne a soffrirne di più. La depressione, infatti,
può essere un primo segnale di declino fisico. Oppure può
provocare una risposta fisiologica che predispone le persone
alle malattie cardiovascolari o al cancro. Questo
gruppo di ricercatori ha studiato circa 1900 persone con più
di 70 anni. Nel 1992 i partecipanti hanno compilato un
questionario per stabilire la presenza della depressione.
Nel 1994, parte di loro ha risposto nuovamente al
questionario. La loro salute è stata monitorata fino al
2000. Ai partecipanti è stata diagnosticata una probabile
depressione se il secondo test indicava che erano depressi.
Se tra il primo e il secondo test la depressione era
diminuita, era diagnosticata come in via di guarigione. Se
invece i risultati di entrambi i test erano molto alti, era
considerata depressione cronica.
Dopo aver preso in considerazione alcuni fattori di rischio,
come il fumo, l'alcol e le condizioni fisiche,
negli uomini la depressione è risultata associata alla
mortalità. La depressione sembra dunque avere un ruolo nel
declino della salute degli uomini. I casi di probabile
depressione sono risultati i più strettamente legati al
rischio di morte. Si pensi che questa patologia,
benché non sottovalutata, uccide poco meno dell'Hiv.
Infatti, se nel mondo muore un malato di Aids ogni 11
secondi, si suicida un depresso ogni 20 secondi!
Per
quanto riguarda la cura, sembrerebbe che gli anziani che
soffrono di depressione, ottengano risultati migliori quando
la terapia è multidisciplinare e coinvolge più figure
professionali.
Una ricerca americana ha infatti scoperto che i pazienti che
soffrono di depressione hanno meno sintomi e una migliore
qualità della vita se i medici di base collaborano con
delle figure specializzate per trovare la cura più
adeguata.
Lo studio ha riguardato circa 1800 persone con più di 60
anni. Metà è stata curata con la prescrizione di un
antidepressivo. L'altra metà è stata assegnata a un
programma, chiamato Impact, che prevedeva la
collaborazione di più figure professionali. Al programma
hanno partecipato infermieri, psicologi e psichiatri.
Dopo un anno, il 45% delle persone che avevano partecipato
al programma Impact, mostravano una riduzione del 50% dei
sintomi della depressione. Nell'altro gruppo, curato solo
con gli antidepressivi, la riduzione dei sintomi era solo
del 19%.
In molti casi, a fare la differenza, è proprio l'attenzione
in più che i pazienti ricevono da un approccio
multidisciplinare.
(14/3/2003)
|


|
DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
Depressione
|