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Ormai ci siamo! Mancano circa 10 giorni alle elezioni
politiche del 9-10 Aprile 2006 e si susseguono
freneticamente i dibattiti politici sulle reti televisive
italiane (e non solo) dei due candidati Premier. Da Porta
a Porta a Matrix, da Ballarò ad Alice,
dalle radio ai vari telegiornali e alla carta
stampata è un susseguirsi di proclami, proposte, aspettative
future e reciproche accuse.
Sintetizzando, proviamo a capire Berlusconi e
Prodi che cosa faranno per la terza età, per le
pensioni e la sanità, e quali sono gli impegni
che si stanno assumendo nei confronti degli elettori
italiani.
Quello che risulta chiaro è che un raffronto tra le
piattaforme programmatiche presentate dai due poli in lizza
per le prossime elezioni politiche, induce a credere che la
vittoria dell'una o dell'altra coalizione inciderà nel
profondo sulle prospettive della nazione. Cerchiamo di
capirne qualche cosa di più andando a spulciare nei loro
programmi.
C a s a D e l
l e L i b e r t à

Innalzamento delle
pensioni minime a 800 euro (oggi a 551 euro) entro due
anni, rivalutazioni che tengano conto "della effettiva
perdita di potere della moneta", eliminazione delle liste
d'attesa negli ospedali, istituzione di un infermiere di
base: sono le principali misure previste dal pacchetto
per gli anziani che il premier Silvio Berlusconi ha
presentato nel programma della Casa delle Libertà.
Il premier ha inoltre detto che, se la
Casa delle Libertà vincerà le elezioni, verrà istituita una
carta d'oro per gli over 70 che potranno
andare gratis negli stadi, nei cinema, e potranno usufruire
dei biglietti ferroviari gratis. Infine: qualora lo
vorranno, i pensionati potranno avere anche il cane gratis e
non pagheranno più l'abbonamento tv. Inoltre per essi vi
sarà la possibilità di ricevere incarichi pubblici in musei,
scuole e asili.
Sull'eliminazione delle liste
d'attesa negli ospedali, il premier ha annunciato che
"Non sarà il cittadino a fare la prenotazione, ma il suo
medico che farà la richiesta attraverso il computer. Si
metterà in contatto con la Asl che dovrà subito indicare la
data dell'intervento o della radiografia. Se non la indica
ci saranno punti di demerito nei confronti dei dirigenti di
quella struttura. Il medico poi potrà rivolgersi anche ad
altre Asl. In ultimo il paziente potrà operarsi in una
struttura privata e a pagare sarà la Asl". Sistema questo,
come ha precisato lo stesso Berlusconi, che viene usato in
Inghilterra da dove abbiamo importato anche il poliziotto di
quartiere. Il presidente del Consiglio, poi dopo aver
ribadito l'intenzione di innalzare le pensioni minime, ha
spiegato che sarà portato avanti il ddl Biondi in modo da
prevedere la rivalutazione annuale delle pensioni.
U n i o n e

Il programma dell’Unione, guidato da
Romano Prodi, definisce le
direttrici lungo le quali saranno definite le politiche per
la terza età. Gli interventi proposti sono concepiti in
funzione di una riorganizzazione complessiva del sistema
socio-sanitario, valutando gli anziani quale componente
attiva della società in cui vivono. Va letto in tal senso
l’obiettivo di attuare “politiche volte ad aumentare le
opportunità di lavoro dei gruppi oggi sottorappresentati sul
mercato del lavoro”, tra cui appunto gli anziani attraverso
“azioni che promuovano la vecchiaia attiva: sostegni e
incentivi al reinserimento al lavoro, formazione professionale per adeguare le competenze;
forme di passaggio graduale fra lavoro e non lavoro, anche
con part time misto a pensione”.
Ma la parte consistente del programma
riguarda la difesa del potere d’acquisto delle
pensioni con la previsione di “estendere a tutti i
pensionati l'integrazione al trattamento minimo - premiando
chi ha versato più contributi - e di ridurre la tassazione
sul trattamento di fine rapporto.”
A ciò si accompagnano idee precise in materia
previdenziale:
- mantenimento delle linee tracciate nella
riforma Dini, in grado di garantire una complessiva
sostenibilità finanziaria del sistema
- riduzione delle finestre che innalzano
l’età pensionabile
- adeguamento delle pensioni al costo della
vita prevedendo meccanismi che incentivino un volontario
innalzamento dell’età media di pensionamento – contribuzione
figurativa, incentivi per le imprese che mantengano nel
posto di lavoro le persone sopra i cinquant’anni, “politiche
per l’invecchiamento attivo” del tipo sperimentato in altri
paesi europei, che mirino a creare ambienti più adatti al
lavoro delle persone in età matura.
Le scelte economiche non sono slegate da
quelle sociali, entrambe infatti restano accomunate da un
unico leit motiv: rendere l’anziano protagonista autonomo
della sua età e farne una componente sociale
riconosciuta, valorizzata ed inclusa. A tal fine il
programma riporta alcuni principi di riferimento: “favorire
una vecchiaia inserita nella rete delle relazioni affettive,
familiari e sociali, assicurando al contempo l’assistenza a
chi ne ha bisogno; riconoscere la cura come questione di
giustizia sociale”.
Mentre la spesa sanitaria secondo i dati OCSE
è ancora sotto la media dei paesi europei sia in termini di
livello che in termini di tassi di crescita, il
finanziamento per garantire l’applicazione dei livelli
essenziali di assistenza a tutti i cittadini e su tutto il
territorio nazionale resta insufficiente. L’Unione propone
l’adeguamento del Fondo sanitario nazionale per la garanzia
piena del finanziamento dei livelli essenziali di
assistenza, anche nella previsione di un loro progressivo
allargamento, a partire dalla reintroduzione delle cure
odontoiatriche. Proponiamo inoltre che la definizione
dei livelli essenziali di assistenza sia collegata alla
definizione di standard qualitativi dei servizi e alla valutazione dei loro costi
medi, nel quadro della ridefinizione dei meccanismi di
finanziamento del sistema sanitario e della piena attuazione
del federalismo fiscale.
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(30/3/2006)
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