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QUANDO L’ANIMAZIONE E’ DI CASA
Attività ludico-motorie nelle case di cura per gli anziani

 

Quando la cura e l’attenzione di figli e nipoti non bastano più per sostenere l’anziano che perde progressivamente la sua indipendenza, è necessario il ricorso ai servizi, pubblici o privati; l’anziano è una persona che ha il diritto di conservare la propria autonomia il più a lungo possibile, anche quando si riducono le sue capacità funzionali.

 
I centri sociali forniscono un servizio di assistenza integrativo e di sostegno alla vita domestica e di relazione. Si propone di assicurare agli anziani effettive possibilità di una vita autonoma e sociale, favorendo il rapporto interpersonale e le attività ricreative e culturali.
 
Le case di cura sono strutture residenziali per anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti che hanno bisogno di cura, di assistenza e di sostegno in un luogo protetto e comunitario, dove poter svolgere anche attività sociali.

 
L’anziano difficilmente è pronto ad accettare la nuova situazione, poiché questo trasferimento gli può creare un forte disagio. Si deve considerare infatti, che con l’aumentare degli anni si ha maggiore difficoltà di adattamento alle cose che cambiano ed è facile intuire quanta sofferenza possano provare nel lasciare la propria abitazione. Si deve rivolgere attenzione particolare agli anziani e agli interventi utili per rispondere ai loro bisogni, al fine di tutelare e promuovere la salute.

 
La struttura deve potersi adattare alle esigenze dei conviventi: dovrebbe avere degli ampi spazi comuni che favoriscano la socializzazione e non avere ostacoli che intralcino il passaggio garantendo così una maggiore libertà di movimento.

 
Il centro si deve prefissare un duplice obiettivo:


1. Educativo: incentivare e stimolare interessi, partecipazione, coinvolgere in attività sociali e ricreative.
2. Promozione culturale ed animazione sociale: dare un’immagine nuova, diversa allo spazio e al contesto per svolgere assieme agli anziani ogni tipo di lavoro adatto a loro.

 
Le case di riposo possono disporre di una sala adibita ad attività ricreative finalizzate a soddisfare le esperienze ed i bisogni degli utenti incentivandone la socializzazione. A questo scopo la struttura dovrà ospitare una equipe di animazione che dovrà prima di tutto studiare i loro interessi per promuovere vari laboratori che permettano di soddisfare i bisogni di tutti ed il raggiungimento di obiettivi prestabiliti.

 
L’animatore sociale è una figura professionale che deve essere in grado di proporre delle attività di vario genere, come giochi, attività ricreative, artistiche e motorie. Per la loro realizzazione è fondamentale scegliere ed adattare gli spazi in base alle esercitazioni e raccogliere il materiale necessario per la creazione del programma di animazione.

 
Sarà abile nello stimolare le relazioni interpersonali tramite tecniche d’animazione, diverse tipologie di giochi ed attività espressive che trovano parte della realizzazione in semplici rappresentazioni teatrali, danze ed in laboratori manuali, artistici e ricreativi.

 
Non deve far mancare la sua creatività, sensibilità, disponibilità ed attenzione verso i bisogni degli individui. Non lavora mai da solo, ma all’interno di una equipe per cercare di TUTELARE GLI INTERESSI DEGLI ANZIANI familiarizzando con loro e promuovendo: a) attività per il recupero di capacità psico-fisiche; b) attività per il recupero di un buono stato di salute; c) attività per l’occupazione del tempo libero.
Per fare l’animatore bisogna avere le giuste motivazioni per trasmettere i propri saperi; aiutare le persone portando gioia e felicità; credere che l’esperienza di gruppo faccia crescere umanamente.

 
L’animazione è uno stile di vita che pone l’accento sul: -sapere, -saper fare, -saper essere.

 
Un elemento che caratterizza l’animazione all’interno di case di cura è lo sviluppo delle attività comunicative, di eventi e di organizzazione di luoghi comunitari, di mediazione dove è possibile favorire l’incontro tra gli utenti e fare crescere le loro capacità di partecipazione attiva alla vita sociale.

 
Nella persona adulta segni di maggiore ansietà e preoccupazioni sono date dall’avvicinamento della vecchiaia, che determinano nell’anziano una mancata voglia di avere contatti e comunicazione con gli altri.

 
A questo proposito l’animatore deve tenere conto di queste difficoltà, deve cercare di risvegliare il piacere di stare con i propri “compagni di avventura”, con i propri familiari (gestione di conflitti) e conoscenti e deve puntare a far accettare gradualmente i segni dell’invecchiamento in modo positivo cercando di far vivere questo periodo in serenità e svolgere tutte quelle attività che non sono state loro permesse prima, a causa delle intense giornate di lavoro. Deve aiutare l’anziano a ritrovare fiducia in sé stesso e spingerlo a vivere la propria vita in maniera attiva e creativa per sé e per gli altri.

 
Durante l’esecuzione delle attività si dovrà mirare a: 1)formare un gruppo solido e compatto ed infondere spirito d’appartenenza; 2) osservare ed ascoltare; 3) favorire la voglia di “ fare, creare, ideare” insieme agli altri. Attraverso il gioco, l’animatore permette a tutti di accantonare per un certo periodo le angosce, i problemi, le insicurezze che la malattia o l’ingresso in una casa di cura danno all’individuo.

 
L’anziano deve giocare per il piacere di farlo, ricercare e dare collaborazione per tendere verso un’armonia individuale, sociale ed una serenità interiore. Il gioco e l’attività motoria favoriscono la socializzazione e i rapporti interpersonali poiché gli utenti partecipano attivamente diventando loro i veri protagonisti imparando anche ad assumere un atteggiamento di accettazione e di cortesia verso l’altro “diverso da sé”.

 
Gioco-corpo-movimento è una trilogia di elementi che permette il controllo della muscolatura e l’assunzione di atteggiamenti posturali corretti e contemporaneamente di esprimere la personalità del soggetto nella sua totalità.

 
IL GIOCO è un’attività spontanea che si compie per il piacere di esercitarlo stimolando curiosità ed esplorazione.

 
IL CORPO permette di scoprire se stessi in relazione all’ambiente educando ad un senso di responsabilità verso di sé: pulizia, tenuta, prevenzione di incidenti, alimentazione. La buona tenuta del corpo e l’efficienza fisica stanno alla base della propria autonomia. Attraverso l’esplorazione e la scoperta si favorisce lo sviluppo armonico del corpo in diversi modi: toccare, indicare le parti del corpo, manipolare oggetti per facilitare la graduale costruzione dello schema corporeo, inteso come rappresentazione del corpo globale, statico e dinamico; riconoscere e rispondere adeguatamente a stimoli visivi, acustici, tattili.

 
Attraverso IL MOVIMENTO la persona mantiene un atteggiamento positivo verso il proprio corpo e la propria vita. Il movimento permette lo sviluppo dell’intelligenza infatti, le percezioni e le sensazioni sono il punto di partenza dell’immaginazione e del pensiero.

 
Gli obiettivi principali dell’educazione motoria rivolta agli anziani sono legati al miglioramento della mobilità articolare, dell’efficienza muscolare e dell’attività aerobica.

 
Un esempio di programma di animazione per l’età in oggetto potrebbe essere rappresentato inizialmente da:
1. Eseguire un’analisi approfondita sulle caratteristiche dell’utenza. In questa prima fase tramite un’attenta conoscenza delle persone vengono valutati gli interessi e gli obiettivi da raggiungere;
2. Determinare gli obiettivi: l’animatore cerca di far combaciare le esigenze di ogni partecipante proponendo allo stesso tempo esercizi che permettono il raggiungimento degli obiettivi che possiamo riassumere in:
• Ri- consolidamento dello schema corporeo;
• Miglioramento della mobilità articolare;
• Miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione dinamica generale;
• Tonificazione ed educazione posturale;
• Miglioramento della respirazione.
 
Con le belle giornate, soprattutto in estate, si possono organizzare delle visite guidate in città vicine, oppure gite, pic-nic e attività motorie immersi nel verde per tutti gli anziani che hanno la possibilità di muoversi.

 

OBIETTIVI:

 
• miglioramento dello schema motorio del camminare;
• miglioramento delle capacità di orientamento;
• recupero del rapporto uomo – natura;
• rieducazione sensoriale;
• miglioramento delle capacità condizionali (forza e resistenza).
 
L’organizzazione di laboratori di: cucina, disegno e pittura; ricamo e cucito; fotografia; ballo; organizzazioni di feste che propongono direttamente gli anziani sarà da stimolo a mantenere corpo e mente “impegnati” a 360°.
 
Il sorriso non dovrà mai mancare, deve diventare una pratica quotidiana, spontanea, utile per ricercare ogni situazione con positività. Le persone che amano se stesse, il mondo e la vita, quelle che vivono a pieno le loro emozioni, ridono spesso e così facendo conservano il loro stato di benessere: “La vita è come uno specchio: se le sorridi, ti sorriderà”.

 
L’animatore-clown grazie alla realizzazione delle sue attività porta gioia, serenità ed allegria all’interno di una struttura dove tende a prevalere il silenzio e dove le persone spesso diventano inattive, prive di stimolazioni e motivazioni.
Nelle case di cura e non solo si ha un grande bisogno di ridere e di ritrovare la gioia che spesso si è dimenticata.

 
Un sorriso può sdrammatizzare un problema, può rendere il soggetto più attivo nei confronti del proprio disagio e dare alla propria ed altrui esistenza “senso” ritrovando “energie di vita” credute perse.
 

 

13 Marzo 2009

Prof. Manuela Valentini [1]

Dott. Annalisa Dionigi [2]

 


[1] Docente presso la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”- manuela.valentini@uniurb.it

[2] Laureata presso la Facoltà di Scienze Motorie di Urbino “Carlo Bo”- annalisa.6@gmail.com.

 

 

 

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