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PENSIONI:
DICHIARAZIONE "RED" AL SECONDO ATTO
L'operazione
"Richiesta RED" apre il secondo atto. Tra la fine
di novembre e la metà di dicembre l'INPS invierà a un
milione e mezzo di soggetti titolari di prestazioni legate
al reddito (individuale o cumulato con quello del coniuge)
un'apposita lettera con la quale vengono illustrate le nuove
modalità di comunicazione dei dati reddituali e riportate,
per ogni tipologia di prestazione, l'indicazione dei redditi
che devono essere dichiarati.
L'individuazione
delle pensioni interessate alla verifica reddituale viene
effettuata tramite l'archivio delle pensioni. Sono
interessate all'operazione le prestazioni collegate al
reddito quali le integrazioni al trattamento minimo, le
maggiorazioni sociali sulle pensioni, gli assegni di
invalidità e i trattamenti di famiglia, per le quali
risultano assenti in archivio i dati reddituali per almeno
uno degli anni 1996, 1997 e 1998.
L'operazione
di verifica sulla permanenza del diritto a godere delle
predette prestazioni fa seguito all'iniziativa che, tra la
fine del 1999 e l'inizio del 2000, ha interessato 8,1
milioni di pensionati. Alla prima verifica hanno dato
risposta 5,8 milioni di persone; per gli altri 2,3 milioni
l'INPS ha ritenuto che circa 800mila abbiano superato i
limiti di reddito, mentre per i rimanenti ha deciso di
inviare un ulteriore sollecito. Nella richiesta l'Istituto
ricorda all'interessato che alcune prestazioni sono
corrisposte in relazione all'ammontare dei redditi posseduti
da lui o dal coniuge e lo invita a far pervenire la
dichiarazione entro 60 giorni dalla data di ricevimento del
sollecito.
I
pensionati dovranno rivolgersi ad uno dei soggetti
convenzionati e portare loro tutta la documentazione utile,
come i modelli 101 o i "CUD", i modelli 730, il
740 o il modello Unico relativi agli anni oggetto di verfica.
Le convenzioni sono state stipulate con CAF, consulenti
tributari, consulenti del lavoro e ragionieri
commercialisti. Come precisato nella lettera i pensionati
dovranno dichiarare soltanto i redditi diversi dalle
pensioni indicate nella stessa. Rientrano tra questi anche
gli interessi bancari, postali o da investimenti immobiliari
che devono essere denunciati dai pensionati titolari delle
maggiorazioni sociali. Anche i pensionati che non possiedono
altri redditi oltre quelli delle pensioni indicate nella
lettera dovranno presentare la dichiarazione. In caso
contrario gli uffici ricalcoleranno le prestazioni
considerando superati i limiti di reddito degli anni per i
quali è richiesta la dichiarazione.
Il
CAF o i professionisti convenzionati acquisiscono i dati
reddituali sulla base della documentazione presentata dal
pensionato o della sua dichiarazione di non possedere altri
redditi. I soggetti che hanno stipulato le convenzioni
certificheranno i dati reddituali dichiarati ai fini della
verifica del diritto e/o della misura delle prestazioni
previdenziali, provvederanno alla stampa in duplice copia di
un modello che rappresenta la dichiarazione reddituale e che
dovrà essere sottoscritto dal pensionato ed invieranno
all'INPS, tramite Internet, i dati raccolti. Una copia del
modello viene consegnata per ricevuta al pensionato, mentre
l'altra copia deve essere conservata agli atti dal CAF e
dagli altri soggetti convenzionati per un periodo di almeno
dieci anni.
Con
questa operazione l'INPS cerca di concludere la
realizzazione di una grande Banca dati, che può già
contare su 5,8 milioni di posizioni reddituali aggiornate.
Dall'anno 2001 l'aggiornamento proseguirà poi in via
ordinaria. Per agevolare i pensionati inoltre l'INPS ha
deciso di inviare a tutti coloro che fanno la dichiarazione
con il 730 i modelli "RED" insieme al "CUD"
(che certifica il reddito di pensione). Questo - secondo
l'INPS - consentirà al pensionato di recarsi presso il CAF
o il suo consulente fiscale e sbrigare la dichiarazione ai
fini IRPEF e quella ai fini delle prestazioni INPS in una
solo giorno.
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