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È stato emanato il decreto legge per tamponare l'emergenza infermieri. Lo ha reso noto il
ministro della Salute Sirchia, che stima la carenza di circa 40.000 unità in Italia per raggiungere la media europea di un infermiere per ogni 100.000 abitanti. Secondo il provvedimento, che dovrà essere esaminato dal Parlamento, in caso di accertata impossibilità a coprire i posti di infermiere e di tecnico sanitario di radiologia medica mediante concorso, le Asl e le aziende ospedaliere, previa autorizzazione delle Regioni (comunque entro il 31 dicembre 2003) potranno richiamare in servizio chi è andato volontariamente in pensione e autorizzare prestazioni aggiuntive ai dipendenti.
Un infermiere, dunque, terminate le proprie ore stabilite dal contratto con la struttura pubblica, potrà effettuare altre ore di servizio nella stessa struttura che gli verranno riconosciute come prestazioni da libero professionista. Inoltre potranno essere assunti nuovamente, con contratto a tempo determinato, i dipendenti che abbiano risolto volontariamente il rapporto di lavoro. E i diplomi conseguiti dagli infermieri, già regolarmente iscritti all'Albo Professionale Ipasvi, sono validi ai fini dell'accesso ai corsi di laurea specialistica in Scienze infermieristiche, ai Master e agli altri corsi di formazione attivati dalle università. Il decreto istituisce anche la figura dell'operatore professionale dell'area socio-sanitaria che potrà essere formato con corsi organizzati e finanziati a cura delle Regioni. Tali operatori potranno collaborare con l'infermiere o con l'ostetrica o svolgere autonomamente alcune attività assistenziali in base all'organizzazione e alla supervisione dei responsabili di reparto. Tutto ciò senza modificare i vincoli finanziari previsti dall'Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome dell'8 agosto 2001. Soddisfazione è stata espressa dai collegi degli infermieri. "Anche se non potrà essere un decreto a risolvere la questione infermieristica - osserva la presidente Annalisa Silvestro - questo costituisce una vera, prima e significativa risposta alla criticità della professione e una boccata d'ossigeno per l'intero sistema sanitario nazionale". "Siamo arcicontenti - hanno commentato i dirigenti di
Multimedica, uno dei principali gruppi privati della sanità lombarda alle prese con forti mancanze di organico - ed abbiamo già fatto la riunione per studiare le modalità per applicare il decreto che consente anche agli infermieri di svolgere la libera professione all'interno delle nostre strutture, ma stiamo anche per partire con una campagna via Internet e sui giornali spagnoli per cercare personale disposto a trasferirsi in Italia".
Marco Fasolino
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DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
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