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DUE VECCHIETTI IN BARCA INTORNO AL MONDO

 

“Nulla e nessuno può fermare quest’uomo quando si mette in testa qualcosa”. Questo é quanto afferma il suo amico Ricardo Cufre, che lo conosce bene, essendo stato il suo compagno di navigazione durante il primo Giro del Mondo sul “Brumas Patagonia”. Ed in realtà, basta passare qualche ora con Bruno Nicoletti, italo-argentino di origine Istriana, per rendersi conto che a dispetto della sua età, 72 anni, la voglia di fare, vivere, navigare non solo non si é affievolita, ma, se possibile, é cresciuta come avverrebbe in un giovane skipper che – all’inizio della propria carriera nautica – intravede e progetta future navigazioni e visite a paesi nuovi e lontani.  

 

La carica che lo spinge, a 72 anni compiuti, ed in compagnia del fratello Pino, più grande di 4 anni, a programmare un doppio giro del mondo, di cui la prima parte sui 40 ruggenti senza scalo ed il secondo per equatore, ponendo tutte le sue energie nell’attrezzare un Catana 782 (nella foto) assolutamente di serie e a credere fino in fondo che questa sua avventura sarà solo l’inizio di altre, richiamano l’attenzione e il rispetto di tutte le persone che in un modo o nell’altro entrano in contatto con lui.  

 

Arrivato alla vela a 60 anni, dopo avere effettuato migliaia di immersioni e speso una vita per promuovere la subacquea nel continente Sud Americano, Bruno si é subito conquistato la fiducia di quanti hanno navigato con lui. Il suo approccio al mare come un luogo della natura di cui facciamo parte e che ci permette di godere sensazioni fisiche e interiori uniche, di avvicinarci a noi stessi avvicinandoci agli altri é parte integrante del personaggio. Lui ama le lunghe navigazioni al largo, lontano dalla vista della costa, dove ci si misura con gli elementi e con se stessi. Ma apprezza concretamente l’avvicinarsi alla terra e il godere nel riscoprire gli odori, i sapori e il carattere dei luoghi dove atterra e soprattutto l’umanità nuova di ciascuna gente che abita queste terre. Lo si coglie dall’entusiasmo con cui si propone ai nuovi popoli che avvicina interessato al loro modo di essere, di vivere. Lo si percepisce dall’entusiasmo con cui si fa cicerone agli amici che lo accompagnano raccontando i luoghi che si visitano e dove, magari, lui é già stato.  

 

Bruno, a dispetto dell’apparente gusto per la solitudine e le navigazioni solitarie, in realtà ama la compagnia e dividere le proprie esperienze con altri, dando e prendendo, insegnando e imparando, confrontando e osservando.

Questo ragazzo di 72 anni rappresenta oggi uno stimolo unico per tutti coloro che alla fine della loro vita lavorativa perdono la voglia di vivere e si sentono “pensionati”, lasciandosi andare al tran tran in cui la società li confina, ormai inutili. Bruno é un esempio per tutti noi che abbiamo molti anni davanti e ci indica, inconsapevolmente, che non serve consumare e bruciare alla vertiginosa velocità del consumismo, ma che occorre invece “vivere”, gustando ogni opportunità che la vita ci offre e che c’é sempre una possibilità...

  

Il viaggio partirà il 16 Novembre da Canet en Roussillon, porto della costa Mediterranea Francese a una ventina di miglia dalla frontiera Spagnola. Tutti i diportisti della zona, associati o meno a club nautici, e tutti i soci del Club Vieux Greement (Vele d'epoca) di Canet usciranno in mare per accompagnare la partenza di questo simpatico navigatore.  

 

Attraverso lo stretto di Gibilterra e navigando al largo del Marocco, giungerà alle Canarie, dove – a Las Palmas de Gran Canaria – si fará installare il nuovo apparato radio SSB. Questo sistema, che trasmette su frequenze che permettono di comunicare in tutto il mondo utilizzando semplici onde radio, sarà il mezzo principale di contatto tra la Barca e l’ufficio di sostegno a terra. Oggi la tecnologia permette di scambiarsi messaggi e-mail via radio senza  dovere sopportare il costo di gravosi canoni e di consumazioni fatturate decine di dollari per pochi minuti. La radio in Single Side Band (SSB) connetterà Bruno con tutti i radio amatori del mondo e con tutte le barche dotate dello stesso sistema: in teoria tutti potranno parlare con Bruno e suo fratello semplicemente ascoltandolo su una frequenza stabilita e senza pagare nulla.  

 

I mezzi di comunicazione odierni permetterebbero di utilizzare apparati piú sofisticati, inviando immagini e suoni, video e foto. Purtroppo questo progetto é totalmente autofinanziato da Bruno stesso: dall’acquisto della barca e del materiale, al costo della vita di bordo durante questo anno di navigazioni. Lo spirito del progetto, del resto, é quello di dimostrare che la barca a vela, e il catamarano a maggior ragione, sono uno strumento utilizzabile da tutti e un mezzo per divertirsi, fare vacanza, o vivere, adatto a tutte le etá, e che basta umiltà e preparazione per navigare anche in modo impegnativo.

  

Da Gran Canaria navigherà verso il Brasile, attraversando i “Pot au Noir” nel suo punto piú stretto. Imbarcherà il Fratello Pino e raggiungeranno insieme Puerto Madryn, lungo la costa della Patagonia. Da qui partirà il Giro vero e proprio, senza scalo, passando al sud di Buona Speranza, dell’Australia, la Tasmania, la Nuova Zelanda, Capo Horn e arrivo previsto a Puert Madryn cento giorni dopo. Bruno Nicoletti, infatti, spera concludere questo giro in 100/120 giorni e essere l'equipaggio più anziano ad averlo compiuto. Lo scopo non é battere un record di velocità, ma di resistenza e dimostrare che la vela é una attività che può essere vissuta fino a tarda età.

  

Ma non é finita, perché dopo un breve periodo di riposo e verifica della barca Bruno ripartirà, probabilmente con un altro equipaggio, per risalire la costa orientale dell’America Meridionale, traversare il Canale di Panama, raggiungere le Galapagos, le isole del Pacifico e la Polinesia, percorrere lo stretto di Torres, attraversare l’Oceano Indiano e rientrare in Mediterraneo dal Mar Rosso, Suez e Sicilia fino a raggiungere Cannet, un anno dopo averla lasciata, per il Natale 2003. 

    

   

Marco Fasolino

(7/11/2002)

   

 

 

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