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Ogni tanto purtroppo capitano di queste cose,
e per quanto doloroso, il nostro portale non può esimersi
dal darne notizia. Anche semplicemente per condannare atti e
comportamenti di cui non vorremmo mai sentir parlare.
La notizia riguarda accuse di maltrattamenti perpetrati a
danno di anziani da parte dei responsabili di una casa di
riposo di Latisana in provincia di Udine. E la cosa non si
fermerebbe qui.
Infatti oltre alle accuse relative alle condizioni penose in
cui gli anziani versavano, privati cioè di ogni assistenza
medica e spesso costretti a letto tramite cinghie e cinture
di contenzione, ci sono quelle relative alla corruzione, al
peculato e, addirittura, al sequestro di persona.
Infatti, ai degenti venivano sottratti medicinali che poi
venivano destinati ad altri ed al tempo stesso, al
verificarsi di un decesso, veniva contattata con
sistematicità un'impresa di onoranze funebri che, dietro
compenso, aveva così la possibilità di contattare subito i
parenti.
Pertanto, il quadro che si è presentato alle fiamme gialle
di Udine è sembrato tale da determinare l'immediato arresto
in nottata di V.M., 51 anni, da 21 direttore della
struttura, e del medico convenzionato A.D.L.
Oltre a ciò, la Guardia di Finanza ha eseguito 11 misure
cautelari - due di custodia in carcere (la direttrice e il
medico della casa di riposo, appunto) e nove arresti
domiciliari. Ad aggravare la loro posizione, sono da
aggiungere poi le accuse per falsità materiale ed
ideologica, produzione di false prescrizioni di farmaci,
peculato, abuso d'ufficio oltre al furto di numerosi monili
in oro appartenuti a defunti, trafugati dalla cella
mortuaria dell'ospedale di Latisana.
Insomma, una serie di ipotesi che, se verificate, ci
inducono ad augurarci una pena esemplare per quanti con i
loro comportamenti, prima ancora che degli anziani, hanno
offeso la dignità di ogni essere umano.
(13/11/2006)
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L'ARCHIVIO
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