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Influenza:
5 milioni di italiani a letto nel prossimo inverno
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L’influenza
rappresenta un serio problema epidemiologico per la sua
ubiquità, contagiosità, la mutabilità antigenica dei
virus influenzali e le possibili gravi complicazioni.
Essa rappresenta tuttora, in Italia, la terza causa di morte per
patologia infettiva, dopo Aids e tubercolosi.
Quest’anno
colpirà circa 5 milioni di italiani e sarà
diffusa principalmente da un virus russo. Le previsioni
annunciano un'infezione del tutto simile a quella dello
scorso inverno, di media intensità. La vaccinazione rimane
il mezzo migliore, in termini di costo-efficacia e
costo-beneficio, per la sua prevenzione.
All’influenza
sono associate serie complicanze, qualora si verifichino
superinfezioni batteriche. Essa, inoltre, è responsabile di
un eccesso di mortalità nelle categorie di soggetti
maggiormente a rischio, come ad esempio negli anziani o nei
soggetti in cui erano già preesistenti condizioni
patologiche predisponesti.
La
vaccinazione antinfluenzale, soprattutto nelle persone
anziane, ma anche nelle persone di tutte le età che
desiderano prevenire la malattia e contribuire all’interruzione
della catena epidemiologica dell’infezione, determina
sostanziali riduzioni della morbosità.
Per
la lotta preventiva contro le nuove sindromi influenzali è
già partita la campagna di vaccinazione. Sono infatti
disponibili presso tutti i centri vaccinali delle Aziende
Sanitarie Locali e nelle farmacie italiane i vaccini
antinfluenzali che rappresenteranno l'unica valida
contromisura a livello di prevenzione contro i mali
stagionali. Il vaccino da utilizzare nella campagna di
prevenzione 2000-2001 sarà un vaccino trivalente,
contenente i seguenti ceppi virali:
-
antigene
analogo al ceppo A/Moscow/10/99 (H3N2),
-
antigene
analogo al ceppo A /New Caledonia/20/99 (H1N1);
-
antigene
analogo al ceppo B/Beijing/184/93.
Il
nuovo vaccino deve essere somministrato, a partire dal mese
di Ottobre e fino a Novembre, per garantire l'immunizzazione
nei confronti dell'ondata influenzale che normalmente
raggiunge l'Italia nel mese di Dicembre, in un'unica dose
(0,5 ml) negli adulti e nei bambini sopra i 36 mesi. Per i
bambini che non sono stati in precedenza infettati o
vaccinati deve essere somministrata una seconda dose dopo un
intervallo di almeno quattro settimane. Per i bambini più
piccoli è prevista metà dose. E' comunque in commercio da
quest'anno anche una forma preparata per i bambini (0,25
ml).
Vi
sono delle categorie di persone cui i servizi territoriali
di prevenzione dovranno offrire la vaccinazione
antinfluenzale, nell’intento di perseguire gli obiettivi
di riduzione delle morbosità per influenza e delle sue
complicanze, riducendo così drasticamente il ricorso all’ospedalizzazione
per il trattamento di forme influenzali, soprattutto da
parte di anziani, poiché ciò comporterebbe serie
ripercussioni sulla recettività dei reparti di medicina,
con possibili disfunzioni operative nelle procedure di
accettazione dei pazienti. Le categorie che usufruiranno
gratuitamente del vaccino antinfluenzale sono:
-
soggetti
al di sopra dei 64 anni;
-
soggetti
in età infantile e adulta affetti da:
-
malattie
croniche debilitanti a carico dell’apparato
respiratorio, circolatorio e uropoietico;
-
malattie
degli organi emopoietici;
-
diabete
ed altre malattie dismetaboliche;
-
sindromi
da malassorbimento intestinale;
-
fibrosi
cistica;
-
altre
malattie congenite o acquisite che comportino carente
produzione di anticorpi;
-
patologie
per le quali sono programmati importanti interventi
chirurgici.
-
soggetti
addetti a servizi pubblici di primario interesse
collettivo;
-
personale
di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto
rischio;
-
bambini
reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia
disreattiva che richiede prolungata somministrazione di
acido acetilsalicilico e a rischio di sindrome di Reye
in caso di infezione influenzale.
Tra
gli effetti collaterali riferiti più frequentemente dopo la
somministrazione del vaccino antinfluenzale vi è presenza
di dolore, eritema, tumefazione nel punto dove il vaccino è
stato iniettato. Altre reazioni indesiderate riferite con
frequenza, soprattutto in persone mai vaccinate in
precedenza, consistono in malessere generale, febbre,
mialgie con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione
della vaccinazione, e della durata di uno o due giorni.
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(7/10/2000)
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