Home > Terzaet@ News > Influenza: 5 milioni di italiani a letto nel prossimo inverno (7/10/2000)

 

Influenza: 5 milioni di italiani a letto nel prossimo inverno

 

L’influenza rappresenta un serio problema epidemiologico per la sua ubiquità, contagiosità, la mutabilità antigenica dei virus influenzali e le possibili gravi complicazioni. Essa rappresenta tuttora, in Italia, la terza causa di morte per patologia infettiva, dopo Aids e tubercolosi.

Quest’anno colpirà circa 5 milioni di italiani e sarà diffusa principalmente da un virus russo. Le previsioni annunciano un'infezione del tutto simile a quella dello scorso inverno, di media intensità. La vaccinazione rimane il mezzo migliore, in termini di costo-efficacia e costo-beneficio, per la sua prevenzione.

All’influenza sono associate serie complicanze, qualora si verifichino superinfezioni batteriche. Essa, inoltre, è responsabile di un eccesso di mortalità nelle categorie di soggetti maggiormente a rischio, come ad esempio negli anziani o nei soggetti in cui erano già preesistenti condizioni patologiche predisponesti.

La vaccinazione antinfluenzale, soprattutto nelle persone anziane, ma anche nelle persone di tutte le età che desiderano prevenire la malattia e contribuire all’interruzione della catena epidemiologica dell’infezione, determina sostanziali riduzioni della morbosità.

Per la lotta preventiva contro le nuove sindromi influenzali è già partita la campagna di vaccinazione. Sono infatti disponibili presso tutti i centri vaccinali delle Aziende Sanitarie Locali e nelle farmacie italiane i vaccini antinfluenzali che rappresenteranno l'unica valida contromisura a livello di prevenzione contro i mali stagionali. Il vaccino da utilizzare nella campagna di prevenzione 2000-2001 sarà un vaccino trivalente, contenente i seguenti ceppi virali:

  1. antigene analogo al ceppo A/Moscow/10/99 (H3N2),

  2. antigene analogo al ceppo A /New Caledonia/20/99 (H1N1);

  3. antigene analogo al ceppo B/Beijing/184/93.

Il nuovo vaccino deve essere somministrato, a partire dal mese di Ottobre e fino a Novembre, per garantire l'immunizzazione nei confronti dell'ondata influenzale che normalmente raggiunge l'Italia nel mese di Dicembre, in un'unica dose (0,5 ml) negli adulti e nei bambini sopra i 36 mesi. Per i bambini che non sono stati in precedenza infettati o vaccinati deve essere somministrata una seconda dose dopo un intervallo di almeno quattro settimane. Per i bambini più piccoli è prevista metà dose. E' comunque in commercio da quest'anno anche una forma preparata per i bambini (0,25 ml).

Vi sono delle categorie di persone cui i servizi territoriali di prevenzione dovranno offrire la vaccinazione antinfluenzale, nell’intento di perseguire gli obiettivi di riduzione delle morbosità per influenza e delle sue complicanze, riducendo così drasticamente il ricorso all’ospedalizzazione per il trattamento di forme influenzali, soprattutto da parte di anziani, poiché ciò comporterebbe serie ripercussioni sulla recettività dei reparti di medicina, con possibili disfunzioni operative nelle procedure di accettazione dei pazienti. Le categorie che usufruiranno gratuitamente del vaccino antinfluenzale sono:

  1. soggetti al di sopra dei 64 anni;

  2. soggetti in età infantile e adulta affetti da:

    • malattie croniche debilitanti a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio e uropoietico;

    • malattie degli organi emopoietici;

    • diabete ed altre malattie dismetaboliche;

    • sindromi da malassorbimento intestinale;

    • fibrosi cistica;

    • altre malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;

    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici.

  3. soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo;

  4. personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad alto rischio;

  5. bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido acetilsalicilico e a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

Tra gli effetti collaterali riferiti più frequentemente dopo la somministrazione del vaccino antinfluenzale vi è presenza di dolore, eritema, tumefazione nel punto dove il vaccino è stato iniettato. Altre reazioni indesiderate riferite con frequenza, soprattutto in persone mai vaccinate in precedenza, consistono in malessere generale, febbre, mialgie con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione, e della durata di uno o due giorni.

 

eMMeeFFe

(7/10/2000)

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati