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AIUTARE CHI AIUTA

Convegno Auser sull'assistenza gratuita agli anziani

 

Quanti sono e soprattutto chi sono coloro che giorno dopo giorno assistono gratuitamente gli anziani che hanno bisogno di cure e di aiuto? Se ne è discusso il 25 e il 26 settembre all'Auditorium CNR di Roma nel corso del Convegno "Sostenere chi cura" organizzato dall'Auser (Associazione per l'autogestione dei servizi e la solidarietà) sotto il patrocinio della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Welfare. Gli interventi dei relatori hanno riguardato sia esperienze dirette, sia aspetti specifici quali quello legislativo, statistico e sociologico. 
Sono oltre 7 milioni le famiglie italiane che hanno un anziano in casa. Circa 2 milioni e mezzo di esse si prendono cura di un disabile. Oltre il 50% degli over 80 presenta problemi di disabilità. Rispetto a 50 anni fa la popolazione anziana è pressoché raddoppiata. 
Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'ISTAT, ha fornito alcuni dati utili ad una migliore comprensione del problema.
L'esercito di coloro che gratuitamente si prendono cura di anziani e disabili in genere è costituito dal 20,5% della popolazione con più di 14 anni. Questo esercito è formato da figli, parenti, amici o da volontari che impegnano mediamente 331 milioni di ore al mese e svolgono un lavoro pari a 2 miliardi e 840 milioni di lire l'anno. I 2/3 di queste ore sono a carico delle donne, soprattutto le attuali quarantenni e le loro madri. Le donne dedicano alle attività di aiuto 12 ore al mese e gli uomini 8. Nel 78,4% dei casi gli aiuti vengono erogati ad un solo individuo. L'età dei ''care giver", così viene chiamato chi aiuta, è generalmente compresa tra i 55 e i 64 anni. Il 30% di essi fornisce aiuto alla propria famiglia di origine o a quella del partner.
Su questo tema è stato anche presentato nel corso del Convegno uno studio dell'Istituto Case di Riposo e Cura Anziani (INRCA). La ricerca è il risultato dell'analisi di 424 situazioni caratterizzate dalla presenza di un anziano non più autonomo e da un familiare che si prende cura di lui. Gli anziani assistiti raggiungono un'età media di circa 85 anni con punte di quasi 105 e sono in gran parte (71%) donne. Il 57% è afflitto da una disabilità molto grave, il deterioramento mentale colpisce il 52% dei soggetti ed il 69% soffre anche di ansia e depressione. 
Dallo studio, effettuato sul campionamento che si è detto, emerge che sono le donne più frequentemente impegnate nell'assistenza di anziani non autosufficienti con una percentuale che supera il 78% e con un'età compresa fra i 20 e gli 87 anni (l'età media è 60 anni). Fra le figura parentali troviamo le figlie per il 40% dei casi. Le nuore sono 18%, le mogli il 15%, i figli maschi il 14%, i mariti il 6%, altri parenti l'8%.
Si tratta tuttavia di soggetti nei quali la prolungata attività di assistenza genera disagi, problemi, difficoltà e un profondo cambiamento della qualità della vita in termini di riduzione delle risorse finanziarie e di limitazione alla libertà personale, con ricadute negative sul tempo libero e sullo stato di salute che si logora e si deteriora progressivamente. Non c'è quindi da stupirsi se ben il 48% degli intervistati lamenta "qualche volta" sentimenti negativi nei confronti della persona o delle persone che assiste, contro l'1,3% che dichiara apertamente la continuità di questa avversione. Un "care giver" su tre è colpito da grave stress (il 30%), mentre ansia e depressione sembrano meno diffusi e colpiscono una percentuale compresa tra il 13 e il 17%. 
In generale il 19,3% si dichiara fortemente insoddisfatto della propria vita. è per tale motivo che il "care giver" è stato correttamente definito "seconda vittima" delle patologie che colpiscono la persona assistita.
Il Convegno Nazionale dell'Auser, ricco di molti altri spunti e interventi, si è concluso con un "Manifesto dei diritti delle persone che curano" articolato su otto punti finalizzati a dare maggiore visibilità all'attività e ai diritti di tutti coloro che si prendono cura gratuitamente degli anziani disabili. In particolare, le persone che assistono gratuitamente i propri cari chiedono di poter ricevere sostegni economici per organizzare meglio l'assistenza. Evidenziano inoltre la necessità di partecipare a corsi di formazione sull'assistenza e di poter contare sui servizi territoriali sanitari, assistenziali e sociali per non compromettere completamente la propria integrità psicofisica e persino, per non pochi di essi, il posto di lavoro. 
Nel secolo caratterizzato dall'esplosione demografica degli anziani, si tratta di richieste concrete e razionali che, con riferimento all'ampiezza e alla crescente espansione del fenomeno, meritano e necessitano, sul piano socio-assistenziale, e dunque politico, risposte altrettanto urgenti, concrete e razionali.


Paolo Gatto

 

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