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In arrivo una "pagella" per gli ospedali italiani: una classifica che riporti con esattezza dove si muore di meno e dove si recupera meglio dopo aver subito un intervento chirurgico. A prospettarla è il ministro della Salute Girolamo Sirchia nel corso del suo intervento alla manifestazione per celebrare i 20 anni del
Centro Cardiologico Monzino di Milano. Secondo il ministro, "i cittadini devono sapere chi lavora meglio e dove si trovano i servizi più efficienti". "Siamo già partiti - ha proseguito - con questo progetto, affidato
all'Istituto Superiore di Sanità. Vogliamo fare quello che in qualche modo fanno già negli Stati Uniti: cioè calcolare la graduatoria in termini di mortalità e di morbilità, per identificare gli ospedali migliori dove poter effettuare
un'angioplastica, ad esempio, o un by-pass coronarico. Il miglior luogo dove effettuare un trapianto o un'artoprotesi all'anca. Credo che questo sia un grande passo avanti". In sostanza,
"i cittadini devono assolutamente sapere dove è possibile trovare la qualità".
La prima fase del progetto partirà dal prossimo 25 ottobre e comincerà con i reparti di Cardiochirurgia. Il ministro Sirchia ha
inoltre aggiunto: "Avremo qualche difficoltà, perché la metodologia è già a punto, ma c'è gente che non gradisce che si vada a vedere i numeri. Quindi avremo resistenze, ma andremo avanti. Abbiamo già cominciato a dare indicazioni anche al
Centro nazionale trapianti che si muova in questa direzione".
Per stilare questa classifica "non chiederemo il parere dei medici, come accade ad esempio negli Stati Uniti - ha ammesso il ministro - perché non ci interessano le opinioni ma solo i numeri. Inizialmente procederemo su base volontaria, cioè valuteremo gli ospedali che vorranno collaborare. Probabilmente in questo modo selezioneremo già i migliori - ha sottolineato Sirchia - ma sono sicuro che, così facendo, spingeremo tutti gli altri ad inseguire i migliori per cercare di imitarne servizi, attività e
risultati. I migliori ospedali - spiega ancora il ministro - non avranno che da avvantaggiarsene. Forse altri meno, ma saranno comunque stimolati a fare". Il ministro ha poi precisato che l'indagine sui migliori ospedali sarà su base volontaria.
"Sappiamo bene - ha spiegato - che all'inizio la ricerca della qualità è difficile, specialmente quando si vuole poi comunicare ai cittadini il risultato. Per questo siamo partiti su base volontaria. I Centri che vogliono partecipare partecipano. Poi, ovviamente, sappiamo che selezioniamo i migliori, però siamo anche certi che spingiamo tutti gli altri a correre dietro ai migliori". L'indagine verrà fatta facendo compilare agli ospedali e ai Centri specialistici una scheda, con i loro dati. "C'è una scheda - ha spiegato infatti Sirchia - che va ormai avanti da 67 anni in America, e che noi copiamo pari pari, in cui si segnala, tra l'altro, la numerosità della casistica, la gravità della malattia e i tempi di dimissione".
In seguito all'intervento del ministro della Salute, sono arrivate immediate le reazioni. I medici si dicono preoccupati: "Gli ospedali funzioneranno come i supermercati - commenta Stefano Biasioli, presidente del
Cimo, sindacato medici ospedalieri - con il bollino di qualità per i prodotti migliori". Soddisfatto, invece, il
Tribunale per i diritti del Malato che da anni si batte per informare i malati sui servizi sanitari più qualificati e sicuri.
Marco
Fasolino
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