|
Conosciamo tutti il detto di origine latina "mens sana in corpore
sano" ("la mente è sana in un corpo sano"). I più pigri se lo sono sentito dire almeno una volta da giovani come incitamento a praticare lo sport o ad iscriversi in palestra. Più il corpo è allenato e diventa vitale, padrone delle sue formidabili potenzialità, più un senso di benessere lo pervade tutto e si fa anche percepire con piacere a livello psicologico. Questo principio vale anche in età avanzata? Riguarda anche gli ultraottantenni?
Lo abbiamo chiesto ad Antonella Papi, bionda e aggraziata coordinatrice tecnica del progetto del Comune di Roma
"Età&Benessere", finalizzato a diffondere la cultura del movimento tra gli anziani romani, nonché vicepresidente provinciale dello C.S.A.IN.,
Centri Sportivi Aziendali e Industriali, Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI.
Quali caratteristiche deve presentare una corretta attività motoria per gli over 80?
"L'attività fisica dell'anziano," risponde senza alcun dubbio e con assoluta proprietà di linguaggio, "deve svolgersi con costanza, con metodo e con particolari accorgimenti".
Quali sono questi accorgimenti?
"Anzitutto deve essere personalizzata, cioè adattata alle caratteristiche del singolo anziano. Il preparatore tecnico è un professionista che cura sia gli aspetti legati al mantenimento dell'efficienza fisica sia l'animazione che riguarda l'aspetto della socialità. Inoltre un medico deve seguire sempre l'anziano. Deve seguirlo prima della seduta ginnica, ma deve seguirlo anche dopo: perché l'over 80 è più che mai un soggetto che può essere colpito in ogni momento da qualsiasi patologia. Se ieri era sano, è bene accertarsi che anche oggi non abbia né disturbi né sintomi tali da sconsigliare l'impegno fisico ".
Quali obiettivi pratici si possono raggiungere?
"L'obiettivo è il benessere della persona, fargli scoprire che può muoversi meglio, gestire la sua vita in piena autonomia man mano che percepisce tonificazione muscolare e scioltezza articolare".
I benefici sono soltanto fisici?
"Oltre al risveglio della muscolatura e alla possibilità di eseguire con una certa scioltezza gesti di vita quotidiana, dal pettinarsi, al lavarsi, al mangiare, si è notato che chi pratica attività fisica ottiene altri due risultati importanti. Anzitutto e in generale consuma meno farmaci perché migliora alcune risposte fisiologiche, ad esempio quelle circolatorie. Inoltre si è riscontrata una sensibile diminuzione nell'uso di ansiolitici".
L'attività fisica fa produrre all'organismo delle sostanze che generano euforia…
"Non è solo questo, " chiarisce la Papi. "L'attesa dell'allenamento è, per due giorni su sette, un momento importante della settimana, riempie un po' di più la vita dell'anziano. Inoltre il preparatore è una figura positiva. E' giovane. Con lui, o con lei, se è una preparatrice, si può parlare di piccole grandi cose che aiutano a "guidare" questa macchina complessa che è il nostro corpo. E per finire ci sono altri due, anzi tre aspetti che non sottovaluterei affatto".
Quali?
"Quello dei giochi e di conseguenza del rapporto con gli altri, anzitutto".
Coi giochi di gruppo, oltre che il corpo si allena anche la mente…
"Esatto. Passarsi una palla, memorizzare un gesto o una piccola serie di movimenti, aiuta a tenere svegli sia il corpo che la mente".
E l'altro aspetto?
"L'ultima considerazione riguarda la dieta. Anche l'anziano, non appena comincia a praticare attività fisica tende a modificare il suo regime alimentare. La sua dieta diventa più equilibrata e più sana. Assume meno grassi, meno calorie e ricomincia ad avvicinarsi al suo peso-forma con tutta una serie di benefici che riguardano la circolazione sanguigna ed anche le articolazioni".
Quindi, per concludere, l'esercizio fisico controllato e metodico di cui abbiamo parlato sinora può essere consigliato a tutte le persone anziane?
"Direi proprio di sì".
Paolo
Gatto
|


|
DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
|