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Contributo tratto dalla ricerca di Hans
Martens – Chief Executive European Policy Centre, per conto
degli Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo
Trivulzio
Le premesse prodotte nella ricerca del dott. Hans Martens in
occasione del recente convegno del 22 ottobre “Tendenze
in Europa nell’assistenza agli anziani” non risultano
affatto confortanti. Infatti partendo dal dato acquisito
della riduzione delle nascite a fronte di un rapido
innalzamento delle aspettative di vita, il rischio è quello
di assistere ad una progressiva demolizione del welfare
state, anche in funzione della scontata diminuzione del
numero dei contribuenti futuri e della oggettiva difficoltà
da parte dei governi di introdurre riforme impopolari.
Tale tendenza si accompagnerà con una crescita delle
privatizzazioni e/o una riduzione di finanziamenti pubblici
con una maggiore contribuzione da parte del risparmio
privato. Ciò significa che l’Europa del futuro mostrerà
maggiori disuguaglianze sociali.
Urgerebbero dunque interventi decisi ed organici, in grado
di superare l’empasse socio-politico ed indirizzati a
valorizzare l’apporto di soluzioni altamente tecnologiche.
A tal proposito, la ricerca ha confrontato i sistemi di
welfare in essere in vari paesi, così da ottenere un
riferimento sul piano delle best practices che sarebbe
conveniente riprodurre e partendo dal fatto che, come emerso
dalle indagini condotte, desiderio comune degli europei è
quello di evitare le case di riposo e gli ospedali e
restare a casa il più possibile. Un desiderio
coincidente tra l’altro con quanto i governi europei
intenderebbero realizzare, visto l’obiettivo di ridurre i
costi.
Sono in corso pertanto una serie di sperimentazioni
indirizzate all’approfondimento di molteplici soluzioni
• Partnership pubblico-private con settori commerciali o con
il terzo settore
• Lasciare ai cittadini la scelta tra diversi fornitori di
servizi
• Creare network di anziani in base ai loro peculiari punti
di forza e di debolezza
• Creare reti di case protette provviste di servizi e
assistenza
• Crescente impiego dei robot
• Crescente uso della ICT per lo sviluppo di case
intelligenti
Un altro orientamento che emerge è quello di trattare gli
anziani come “persone normali”. In particolare in
Danimarca, una delle nazioni europee più “protettive”,
tramite i programma Active all life (=Attivi tutta la
vita) si è determinato uno stravolgimento dei
principi tradizionali dei welfare state; in questo progetto,
infatti, i fondi pubblici vengono impiegati per istruire gli
anziani a gestire meglio la propria vita.
Inoltre è da richiamare anche l’esperienza del Giappone,
dove prevale l’assistenza tramite robot per tre
motivi complementari: l’invecchiamento della popolazione
giapponese è un problema demografico dominante ormai da
diversi anni; perché il Giappone vanta una certa tradizione
e affinità verso l’uso dei robot, e infine per le difficoltà
che i Giapponesi non più autosufficienti hanno a essere
assistiti da lavoratori stranieri.
In Europa tuttavia, le applicazioni robotiche sono limitate
alle operazioni quotidiane legate alle casa ed alla
domotica. Infatti, in molti paesi nordici, dove
operano numerose Istituzioni gestite in collaborazione tra
governo, istituti di ricerca e società private per lo
sviluppo di un supporto agli anziani, sono in via di
applicazione molti progetti riguardanti le “Case
Intelligenti” (Smart Homes), e la maggior parte di essi
ha successo nel senso che tali abitazioni migliorano e
facilitano la vita ai cittadini, costituendo al contempo un
significativo risparmio nel budget delle autorità pubbliche
coinvolte.
Le “Case Intelligenti” si basano sulle ICT, ma l’Europa
presenta una diversa penetrazione dell’utilizzo di Internet.
I paesi nordici sono chiaramente in testa, mentre
l’Europa Orientale e Meridionale sono indietro, così i
quattro paesi connessi meglio in Europa sono Svezia,
Danimarca, Olanda e Finlandia, e i quattro connessi peggio
sono Italia, Ungheria, Polonia e Grecia.
E proprio al fine di ridurre il digital divide da un lato e
favorire l’affermazione di una nuova idea di welfare state
dall’altro, l’Europa ha avviato una serie di progetti
prevedendo tra oggi ed il 2013, investimenti per più di
un miliardo di euro in ricerca e innovazione in favore
dell’invecchiare bene: circa 600 milioni di euro saranno
destinati all’ambito dell’Ambient Assisted Living Joint
Programme, 400 milioni euro verranno invece destinati alla
più recente struttura UE per programmi di ricerca,
nell’ambito dell’ICT Policy Support Programme della UE (i.e.
Piano d’azione per il supporto delle ICT).
Con il chiaro obiettivo di fare della innovazione
tecnologica lo strumento in grado di sopperire alle lacune
della politica e dell’economia. Chissà tuttavia se anche i
rapporti umani potranno considerarsi ugualmente
salvaguardati.
LA RICERCA DEL DOTTO HANS MARTENS
IL COMUNICATO SULLA ISTITUZIONE DELLA CONSULTA SULLA
LONGEVITA'
Salvatore Catorano
(26/10/2010)
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LA RICERCA DEL DOTTO HANS MARTENS
IL COMUNICATO SULLA ISTITUZIONE DELLA CONSULTA SULLA
LONGEVITA'
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