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ASSEGNI, I NONNI RISCUOTONO PER I NIPOTI

 

I nonni che provvedono al mantenimento dei propri nipoti, anche se non formalmente affidati, possono richiedere all'Inps l'assegno per il nucleo familiare. Lo ha stabilito la sentenza della Corte Costituzionale n. 180/99.

 

In sostanza, la sentenza ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 38 del DPR 818/57, nella parte in cui non include tra i soggetti elencati anche i minori per i quali è provata la vivenza a carico degli ascendenti dei nipoti in linea retta.

 

Tale equiparazione si estende anche ai casi di nipoti in linea retta, orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto alla pensione ai superstiti, che facevano parte del nucleo familiare dell'ascendente anche prima della sentenza della Corte, purché in possesso degli stessi requisiti previsti (minore età e vivenza a carico).

 

Anche nel caso di presenza dei genitori, se l'Inps accerta che gli stessi non lavorano e non hanno redditi per il mantenimento dei propri figli, ai nonni che se ne fanno carico viene concesso l'assegno.

 

Nei casi in cui non esiste la convivenza ma il mantenimento economico da parte dei nonni è verificato dall'Inps, viene pagato l'assegno. È bene ricordare, che per avere diritto alla prestazione i nipoti, conviventi o non, devono essere minori e non autosufficienti economicamente e non avere redditi personali superiori alla pensione minima Inps aumentata del 30%.

 

Analoghi criteri vengono adottati per il pagamento degli assegni familiari ai lavoratori autonomi e delle quote di maggiorazione di pensione ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori

 

 

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