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MARONI, INTOCCABILI LE PENSIONI DI ANZIANITà

 

Trasferire una parte della delega previdenziale direttamente nella legge Finanziaria per il 2003. Rafforzare alcune misure con l'obiettivo di favorire l'innalzamento dell'età pensionabile e valutare la possibilità di estendere il metodo contributivo a tutti i lavoratori. Sono queste alcune delle ipotesi allo studio dei tecnici del Tesoro in vista della stesura della manovra economica del 2003. Anche se per il momento decisioni definitive non sono state ancora prese.

 

L'eventuale potenziamento delle misure sulle pensioni non interesserebbe comunque le anzianità. "Sulle pensioni di anzianità non ci sarà alcun intervento, né in autunno né con la finanziaria. Le pensioni rimangono così come sono definite dalla legge Dini". è fermo il ministro del Welfare, Roberto Maroni, nello smentire qualsiasi intenzione dell'esecutivo di mettere mano alle pensioni di anzianità. Ed esclude anche qualsiasi ipotesi di ricorso a forme di disincentivi per allontanare nel tempo l'uscita dal lavoro, considerata da molti una misura necessaria per fare quadrare i conti pubblici. Tutto ciò che si doveva fare in materia di previdenza, a detta del titolare del Welfare, è stato contemplato nel disegno di legge delega depositato in Parlamento 8 mesi fa.

 

Tutta da giocare invece la partita sulla previdenza integrativa. Il Tesoro è intenzionato a trasferire nella Finanziaria anche lo smobilizzo del Tfr e le agevolazioni fiscali per i fondi. Ma restano ancora da definire le compensazioni da garantire alle imprese e il destino della decontribuzione sui neo-assunti.

Le somme saranno tirate a metà settembre. Nel frattempo i tecnici del Tesoro faranno un nuovo check up della situazione. Ma quando, il 10 settembre, Maroni incontrerà i sindacati sulla riforma del Welfare, la previdenza resterà fuori dal tavolo delle discussioni fatta eccezione per gli aumenti delle pensioni minime.

 

Nell'eventualità che il Governo decida di accelerare la delega, sarebbero almeno due le misure della delega ad essere convogliate nella Finanziaria: gli incentivi per favorire il rinvio dei pensionamenti; la certificazione dei diritti acquisiti, con cui verrebbero evitate nuove fughe verso le pensioni di anzianità. Il Tesoro già da tempo sta valutando la possibilità di varare altre misure finalizzate a rendere più rapido l'innalzamento dell'età pensionabile. Al tempo stesso si cerca di far decollare la previdenza integrativa. L'idea sarebbe quella di trasferire lo smobilizzo obbligatorio del Tfr dalla delega alla Finanziaria. Ma visti i problemi di cassa che creerebbe nell'immediato la decontribuzione sui neo-assunti, si sta anche rivalutando, in via transitoria, la formula del "silenzio-assenso" e quindi della volontarietà.

 

Allo studio c'è anche l'estensione del contributivo (visto con favore dalla Cgil), che soprattutto nel medio-periodo consentirebbe di fare cassa. Ma in questo caso il Tesoro deve fare i conti con il "no" di Cisl e Uil. Le eventuali decisioni sulle pensioni saranno prese percorrendo il solco del "dialogo sociale". Ma la Uil ribadisce che la riforma è già stata fatta. La Cisl ribadisce il "no" a strette sulle anzianità e suggerisce due vie: eliminare la decontribuzione dalla delega e rendere più "pesanti" gli incentivi a restare al lavoro per la fascia compresa tra i 57 e i 65 anni.

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