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L'Inps
sale sul banco degli imputati per i ritardi nell'adeguamento
delle pensioni più basse a 516,46 euro mensili. La
Commissione ministeriale incaricata di far luce sulla
vicenda ha, infatti, completato il suo lavoro. Il documento
che sarà inviato al ministro Maroni conferma due capi
d'accusa mossi fin dall'inizio contro l'Istituto
previdenziale: il ritardo nell'invio delle richieste
reddituali ai pensionati e una modulistica troppo
complicata. Assolti, invece, i Centri di assistenza fiscale
scelti come intermediari tra l'Inps e i soggetti interessati
dagli aumenti.
Secondo
la Commissione coordinata dal sottosegretario Viespoli
l'intera operazione di adeguamento a 516,46 euro delle
pensioni più basse, che alla fine dovrebbe interessare 2,2
milioni di persone, è stata viziata fin dall'origine.
«Considerando che l'invio da parte dell'Inps dei modelli
reddituali è avvenuta tra fine gennaio e inizio febbraio -
dice il sottosegretario - e tenuto conto dei tempi necessari
di lavorazione dai parte dei Caf e dei professionisti
abilitati, era evidente che i primi pagamenti non potevano
arrivare che ad aprile».
Ne deriva che l'Istituto
previdenziale si è mosso in ritardo visto che la
Finanziaria per il 2002 (cioè la legge che ha disposto l'adeguamento delle
pensioni minime) è stata approvata a dicembre e che, se non
era tecnicamente possibile anticipare l'invio delle
richieste reddituali, l'Inps avrebbe dovuto avvertire i
pensionati dei possibili ritardi.
L'Istituto
è stato accusato di avere inviato richieste reddituali
molto complicate. Per la commissione ministeriale, era
sufficiente chiedere il reddito proprio o cumulato con
quello del coniuge per verificare il diritto all'aumento,
senza pretenderne la composizione. Lo dimostra il
trattamento riservato agli ultimi 600mila che non hanno
ancora ricevuto l'aumento. Grazie al lavoro della
Commissione, questi soggetti potranno tralasciare la vecchia
richiesta e attendere una nuova lettera (in corso di
spedizione da parte dell'Inps) contenente il modulo di
autodichiarazione da presentare, a partire dal 15
maggio 2002, in banca, posta, o presso le sedi dell'Inps.
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DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
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