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L'andamento
delle pensioni di anzianità e i fondi speciali minano i
conti dell'Inps. è quanto ha affermato Massimo Paci,
presidente dell'Istituto previdenziale, che, pur rilevando
un sostanziale miglioramento dei conti nel 2001, ha posto
l'accento su alcune situazioni critiche: sull'andamento dei
pensionamenti anticipati, in continua crescita, sul deficit
degli ex fondi trasporti, elettrici, ferrovieri e del fondo
per i dipendenti delle ferrovie dello Stato.
Le
anzianità
Le
pensioni di anzianità effettivamente liquidate con
decorrenza 2001 sono state 153.673, destinate però a salire
almeno a quota 167-168mila quando tutte le pratiche ancora
giacenti saranno esaminate. E anche se le previsioni
iniziali indicavano quota 192.500, rispetto al 2000 si è
avuto un incremento di 26.687 pensioni. Lo ha ammesso lo
stesso Paci, che ha sottolineato come l'avvicinarsi della
cosiddetta "gobba", vale a dire del picco della
spesa previsto intorno al 2005 dalla ragioneria generale
dello Stato, non sia frutto di pura fantasia.
Immediata
la risposta del ministro Roberto Maroni il quale ha
ribadito che per evitare il ripetersi di questa tendenza il
Governo ha proposto incentivi per chi resta al lavoro dopo
aver maturato i requisiti necessari per la pensione di anzianità.
Sull'incremento del 2001, il ministro ha detto che «si
tratta del motivo per cui la delega prevede incentivi a
rimanere sul posto di lavoro accogliendo la richiesta dei
sindacati e di alcune parti politiche di non tagliare le
pensioni di anzianità». Per Maroni «è ovvio che se la
delega previdenziale non verrà approvata rimarranno le
regole attuali che hanno spinto tanti lavoratori ad andare
in pensione». Intanto, sempre secondo dati forniti dall'Inps, nel
2001 è stato presentato quasi un milione di nuove domande
di pensione, con un incremento del 24,1% di quelle di
anzianità, ma poco più della metà (537mila) sarebbero
quelle effettivamente liquidate. Ciò significa che molti, pur non
avendo maturato i requisiti, si affrettano tuttavia a presentare la
domanda.
La
gestione dell'anno 2001
Nel
2001 l'Inps ha chiuso i conti con un miglioramento del
risultato di cassa: mentre nel 2000 il differenziale
complessivo tra riscossioni e pagamenti era stato negativo
per 3,19 miliardi di euro (6.169 miliardi di lire), nel 2001
quella differenza, pur rimanendo negativa, è comunque scesa
a quota 1,36 miliardi di euro (2.634 miliardi di lire). In
totale, gli incassi sono saliti del 9,2% a 14,8 miliardi di
euro (287.513 miliardi di lire) «trascinati - ha spiegato
Paci - dalla crescita dell'occupazione, dalle operazioni di
cartolarizzazione e dai risultati dell'azione di contrasto
al lavoro nero». E se è stato «buono» l'andamento dei
contributi da lavoratori e aziende, che sono saliti del
3,9%, questo risultato è stato realizzato soprattutto
grazie ai trasferimenti dello Stato che hanno sfondato quota
56 miliardi di euro (108.573 miliardi di lire). E in ogni
caso se è vero che i contributi in senso stretto crescono,
è altrettanto vero che aumentano - e più velocemente
ancora - le spese per il pagamento delle prestazioni
istituzionali (più 4,8%).
I
fondi speciali
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avere un andamento negativo sono soprattutto i fondi speciali e il fondo
per il personale delle ferrovie dello Stato. Se non fosse
per i trasferimenti dello Stato, il deficit in questi
quattro fondi nel 2001 avrebbe raggiunto i 4,2 miliardi di
euro. L'Inps è «un'azienda moderna, ispirata a principi di
efficienza ed economicità», ha detto Paci. «Proprio per
questo - ha spiegato il presidente dell'Inps - non vediamo
bene che ci accollino gestioni problematiche, anche se noi
ci inchiniamo sempre alle decisioni dei Governi».
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