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La
decisione ufficiale non è ancora stata adottata, ma sembra certo
che l'iter della delega previdenziale sarà congelato
per favorire il dialogo sociale. La richiesta arriva dai sindacati soprattutto dalla Cisl. La Commissione
Lavoro della Camera, dove la delega è all'esame, dovrebbe
formalizzare entro venerdì 1 marzo 2002, con l'assenso del
governo, il rallentamento dei lavoro per due mesi
in attesa dell'esito del confronto tra le parti sociali.
La
delegata varata dal Governo prevede incentivi per rinviare i
pensionamenti di anzianità, la liberalizzazione dell'età
pensionabile, la decontribuzione del 3-5% sui neo-assunti,
la destinazione del Tfr "maturando" ai fondi
pensione e la progressiva abolizione del divieto di cumulo
tra trattamento previdenziale ed altri redditi da lavoro.
Il
testo è stato varato prima di Natale e a gennaio è
approdato alla Commissione Lavoro della Camera. Fino ad oggi
la Commissione ha evitato di accelerare l'iter, nonostante
nelle scorse settimane il ministro Maroni avesse esercitato
pressioni per sveltire i tempi. Tanto è vero che dopo una
lunga tornata di audizioni, avviata alla fine di gennaio, la
discussione in Aula a Montecitorio non è ancora stata
ufficialmente calendarizzata.
Allo
stato attuale, dopo la decisione del Governo di concedere
alle parti sociali due mesi di tempo per proseguire il
confronto sull'articolo 18 congelando al Senato la
delega-lavoro, la Commissione della Camera è orientata a
rispettare questa tabella di marcia anche per la delega
previdenziale.
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DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
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