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Non
c'è nessun ritardo da parte dell'Inps nell'adeguamento a
516 euro mensili delle pensioni più basse, così come
previsto dalla Finanziaria per il 2002. Lo ha reso noto in
una nota lo stesso Istituto, precisando che «non esiste
alcun ritardo al riguardo ove si tenga conto che, in base
alla legge, gli aumenti sono collegati ai redditi posseduti
nel 2002».
Sarebbero
del tutto ingiustificate le proteste dei sindacati dei
pensionati che avevano definito «lo slittamento
un'ingiustizia che si aggiunge a quella subita da molti al
momento della fissazione delle modalità per l'incremento».
Il motivo per cui non tutti i pensionanti aventi diritto
usufruiranno da subito della pensione a 516 euro mensili -
spiega l'Inps - è dovuto alla necessità, da parte
dell'ente, di predisporre un'accurata verifica sui redditi
dei pensionati interessati all'aumento.
Così
è stato, del resto, anche lo scorso anno, quando
l'Istituto, sempre a seguito della Finanziaria, aggiornò
soltanto in due fasi le maggiorazioni sociali dovute in base
ai nuovi importi e ai nuovi limiti introdotti. In questo
caso la verifica è già partita e raggiungerà, sotto forma
di «lettera personalizzata», tutti i pensionati
interessati entro la fine di gennaio. «L'Inps - spiega la
nota - ha fatto presente fin dall'inizio al Governo e ai
sindacati dei pensionati che per la verifica dei redditi
occorreva qualche mese, ma che comunque sarebbe stato in
grado di pagare gli aumenti dal 1° gennaio 2002
a oltre 600mila persone delle quali, utilizzando le
informazioni memorizzate negli archivi, era già a
conoscenza dei redditi». I rimanenti aventi diritto (circa
un milione e seicentomila persone) riceveranno nei prossimi
giorni una «lettera personalizzata» che dovrà essere
presentata dagli interessati agli intermediari del Fisco:
Caf, consulenti tributari, dottori commercialisti,
consulenti del lavoro e ragionieri convenzionati -
sottolinea l'Istituto - «assisteranno gratuitamente il
pensionato nel classificare e dichiarare i redditi dell'anno
in corso e trasmetteranno in via automatizzata i dati all'Inps».
Sarà,
quindi, soltanto questione di tempo, e se per esempio le
informazioni arriveranno all'ente entro i primi dieci giorni
di febbraio, gli aumenti saranno inseriti già nella rata di
pensione in pagamento a marzo 2002, inclusi
gli arretrati di gennaio e febbraio. Gli altri, invece,
dovranno attendere un pò di più, ma nemmeno loro
perderanno, in ogni caso, gli arretrati. Tuttavia, l'Inps
sottolinea che «è consigliabile affrettarsi non appena
ricevuta la lettera e che «sarà bene recarsi
immediatamente ai Caf o presso i professionisti per avere
gli aumenti quanto prima possibile». Chi non riceverà la
lettera ritenendo tuttavia di avere diritto all'aumento potrà
ugualmente rivolgersi agli intermediari o recarsi
direttamente alle sedi dell'Inps per consegnare
un'autocertificazione dei redditi. Infine sono a
disposizione dei pensionati il call center nazionale che
risponde al numero 16464 e tutti gli uffici dislocati sul
territorio per qualsiasi chiarimento e ulteriori
informazioni.
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DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
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