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IN ARRIVO I MODULI INPS PER L'AUMENTO DELLE PENSIONI 

A 516 EURO

 

Partite martedì 15 gennaio le prime lettere dell'Inps necessarie per ottenere l'aumento della pensione a 516 euro mensili, come previsto dalla legge 448/2001 (Finanziaria 2002). Entro la fine di gennaio il modulo, denominato «Red.Mil», raggiungerà tramite posta prioritaria tutti i destinatari, circa 1,6 milioni di persone, che avranno un mese di tempo per ritrasmetterlo compilato, tramite Caf o professionisti abilitati, all'Istituto previdenziale. Successivamente la stessa lettera sarà spedita anche ai circa 600mila pensionati che hanno già ottenuto l'aumento a 516 euro mensili sulla rata di gennaio: il modello servirà all'Inps per avere la conferma del diritto all'adeguamento. Il «Red.Mil» sarà inviato anche ai residenti all'estero. Chi non lo riceve ma ritiene di avere diritto all'aumento potrà rivolgersi agli intermediari o alle sedi Inps.

 

I destinatari dovranno indicare nella risposta i redditi personali e del coniuge che, sulla base anche di quelli dell'anno scorso, riterranno di poter conseguire anche nel 2002. Basterà, a questo scopo, un'autocertificazione. Ed è proprio la necessità di conoscere il dato reddituale 2002 a costringere l'Inps a questa ulteriore verifica. Resta fermo il diritto agli arretrati dal 1° gennaio 2002. Tra i redditi da dichiarare sono esclusi la casa di abitazione e la pensione: il primo perché espressamente escluso dalla Finanziaria, il secondo perché ne terrà conto direttamente l'Inps. Se il destinatario non ha redditi (oltre, naturalmente, a quello da pensione) il modello «Red.Mil» dovrà essere comunque riconsegnato all'Ente previdenziale «proprio per dimostrare - si legge sul modulo personalizzato - l'inesistenza di altri redditi e quindi consentire all'Inps di corrisponderle l'aumento».

 

La dichiarazione reddituale «deve essere presentata ai Centri di assistenza fiscale (Caf), consulenti tributari, dottori commercialisti, consulenti del lavoro, ragionieri commercialisti e revisori dei conti con i quali l'Inps è convenzionato. E se da una parte l'Istituto precisa che «l'assistenza è gratuita e non richiede altro impegno se non quello della dichiarazione», dall'altra va segnalato che nessuna norma impone di rivolgersi agli intermediari del fisco. È vero, in sostanza, che avvalersi dell'assistenza consente un duplice vantaggio: per il pensionato, perché viene aiutato gratuitamente da soggetti competenti nella compilazione della dichiarazione, e per l'Inps, che ottiene telematicamente risposte asseverate per le quali non dovrà avviare ulteriori verifiche. Ma ciò non toglie che anche una dichiarazione presentata direttamente allo sportello dell'Inps dovrà essere accettata.

 

La lettera dell'Istituto si chiude con due consigli. Il primo è di affrettare i tempi: i destinatari hanno un mese di tempo per rispondere, ma prima lo fanno prima otterranno l'aumento (e, con esso, anche gli arretrati da gennaio). Il secondo consiglio è di non aprire la porta a presunti incaricati dall'Istituto: «Nessuno è autorizzato dall'Inps a presentarsi a casa dei pensionati con la promessa di far riscuotere più velocemente l'aumento».

DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

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