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DELEGA PENSIONI, COPERTURA FINANZIARIA A RISCHIO

 

La delega previdenziale, contenuta in uno dei collegati alla Finanziaria 2002, è all'esame della commissione Lavoro della Camera. L'iter si preannuncia abbastanza lungo: la Conferenza dei capigruppo ha deciso di far approdare il provvedimento in aula non prima di aprile. Ma da alcune simulazioni contabili elaborate dai tecnici della Ragioneria emergerebbe un "buco" che potrebbe oscillare tra i 2,5 e i 9 miliardi di euro. Di qui la necessità di individuare precisi «criteri compensativi» per frenare la spesa.

 

Tale "buco" sarebbe alimentato soprattutto dalla decontribuzione del 5% che farebbe peggiorare l'indebitamento netto dell'Inps a regime per uno quota pari allo 0,6% del Pil. I costi aggiuntivi varierebbero quindi dai 2 ai 7 miliardi di euro a seconda del "tipo" di impatto. Le compensazioni per le imprese per lo smobilizzo del Tfr potrebbero provocare un ulteriore aggravio variabile da 0,5 a 1,5 miliardi di euro. 

 

Il ministro dell'Economia, però, sottolinea che nel provvedimento «si stabilisce che il costo della riforma verrà monitorato anno per anno e, se dovessero porsi problemi di copertura, si provvederà con la Finanziaria dell'anno di riferimento». Inoltre ribadisce che «la delega ha ricevuto il "bollino" di Andrea Monorchio». Lo stesso Monorchio precisa di «non essere a conoscenza di alcun documento contenente stime e rilievi sulla delega previdenziale».

 

Il Governo boccia anche l'ipotesi di ridurre la decontribuzione all'1% estendendola però a tutti i lavoratori e conferma che il taglio dei contributi dovrà restare entro i limiti fissati. Il sottosegretario Brambilla apprezza, infatti, gli sforzi compiuti dalla Commissione Lavoro della Camera, ma ribadisce che sulla decontribuzione il punto di partenza resta quello fissato dal Governo: una riduzione dei contributi del 3-5% sui neo-assunti. «è da questi che si deve partire - afferma Brambilla - se si vuole far camminare il sistema previdenziale con due gambe riducendo un pò i contributi della previdenza obbligatoria perché possa partire il pilastro della previdenza com0plementare». Non è però escluso che in Parlamento venga presentato un emendamento che migliori il meccanismo.

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