|
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusa «i patronati dei sindacati» di
boicottare l'operazione pensioni a un milione di lire e
invita tutti i
pensionati che prendono meno di 516 euro al mese a «informarsi»
perché i loro trattamenti «possono essere aumentati». Ma dai dati forniti dallo
stesso governo in Parlamento emerge che ci sono anche
migliaia di pensionati che stanno ricevendo l'aumento pur
non avendone diritto: secondo le prime verifiche effettuate
dall'Inps sono già 7.238. E la cifra è destinata a
salire. Si sta cioè creando una nuova ondata di «indebiti»:
somme erogate dall'Inps, che poi dovranno essere richieste
indietro, tra ricorsi e contenziosi.
Il problema nasce a
maggio, quando, in seguito alla decisione del ministro del
Lavoro, Roberto Maroni, di accelerare l'operazione «un
milione al mese», l'Inps stabilisce che per avere l'aumento non si dovrà più compilare al Caf il
complicato modello reddituale, ma basterà sottoscrivere
presso la posta o la banca una dichiarazione prestampata e l'aumento verrà subito messo in pagamento.
A tale proposito Emilio Del Bono, capogruppo della Margherita in Commissione lavoro alla
Camera, ha presentato una interrogazione per sapere se erano state fatte verifiche
sulla procedura semplificata.
Il sottosegretario Pasquale
Viespoli ha risposto fornendo i dati. Con la sottoscrizione
della dichiarazione «hanno riscosso l'aumento 118.500
pensionati». Di questi 36.727 hanno rafforzato la loro
domanda presentando anche i moduli reddituali. Che hanno
consentito all'Inps di fare immediate verifiche. Risultano
7.238 pensionati che hanno redditi propri o del coniuge tali
da superare i requisiti di legge. Costoro hanno quindi riscosso un aumento della pensione «non
dovuto, in parte o totalmente». Tuttavia, secondo il
sottosegretario, «si tratta di un fenomeno numericamente
contenuto» rispetto al milione e mezzo di pensionati che
dal primo gennaio hanno avuto l'aumento.
Di parere opposto
Del Bono. Che osserva: «Se sui 36 mila che oltre alla
dichiarazione si sono preoccupati di certificare anche i
redditi risulta che circa uno su 5 non ha diritto,
figuriamoci che cosa si scoprirà quando si andrà a
verificare la situazione degli altri 80 mila che hanno messo
solo una firma». Per fare il punto su tutta l'operazione
Maroni incontrerà i sindacati martedì. |

|
DALL'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
|