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RIFORMA PREVIDENZIALE: IN PENSIONE PIù TARDI PER RIEQUILIBRARE IL SISTEMA

 

La riforma del sistema previdenziale sarà orientata a migliorare i livelli di equità sociale, a innalzare l'età effettiva di pensionamento e il tasso di partecipazione degli anziani e a stimolare significativamente la previdenza complementare utilizzando il Tfr. Lo ribadisce il governo nel Dpef 2003/2006 presentato alle Camere che conferma anche il picco della spesa pensionistica nel 2033 (al 16% del Pil) seguito da una riduzione graduale per attestarsi al 13,6% nel 2050.

 

"Il rapporto tra spesa pensionistica e Pil - si legge in un riquadro del Dpef - presenta una rapida crescita nel primo trentennio di previsione dove fa registrare un incremento di oltre 2 punti percentuali di Pil passando dal 13,8% del 2000 al valore massimo di 16% nel 2033. Dopodiché decresce rapidamente attestandosi al 13,6% nel 2050. La dinamica dei primi 15 anni - prosegue il documento - fatta eccezione per il primo quinquennio, è dovuta quasi esclusivamente ad un aumento del numero di pensioni in presenza di una sostanziale invarianza del rapporto fra pensione media e produttività". 

 

"Questo rapporto però - si continua a leggere nel documento di programmazione economica - decrescerà nel periodo preso in considerazione per effetto dell'introduzione graduale del sistema di calcolo contributivo provocando un rallentamento della crescita della spesa pensionistica. Nell'ultima fase, il rapporto spesa per pensioni/Pil cala rapidamente con il passaggio dal sistema di calcolo misto a quello contributivo in presenza di un rallentamento, prima, e di una inversione di tendenza, poi, del rapporto fra numero di pensioni e numero di occupati. Quest'ultimo fenomeno - conclude - consegue alla progressiva eliminazione per morte delle generazioni del baby boom".

 

Infine il Dpef ricorda gli altri interventi previsti nella Delega in parlamento: riequilibrio delle aliquote contributive, riordino degli enti previdenziali, liberalizzazione dell’età di pensionamento al fine di aumentare il tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte degli anziani.

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