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SPESA PENSIONI PIù STABILE CON IL SISTEMA CONTRIBUTIVO

 

Il ragioniere Generale Andrea Monorchio non ha dubbi. La stabilizzazione del sistema pensionistico attorno al 14% del Pil avverrà in conseguenza della significativa riduzione delle prestazioni determinata dall'introduzione del metodo di calcolo contributivo. E nell'intervento al convegno sulla previdenza organizzato da "Forum Pa 2002" ribadisce che la strada maestra è quella del contributivo. Il Ragioniere generale non fa esplicito riferimento alla necessità di estendere rapidamente questa misura a tutti i lavoratori, ma lo lascia intendere.

 

A suggerire, invece, una rapida adozione del metodo di calcolo contributivo a tutto campo è il Presidente dell'Inps, Massimo Paci, secondo cui «sarebbe necessario accelerare l'andata a regime della riforma Dini». Altrimenti il trasferimento dell'indennità di fine rapporto alla previdenza complementare potrebbe creare alcuni problemi di non poco conto. Soprattutto perché i lavoratori considerano ancora la liquidazione come il più importante degli ammortizzatori sociali. Secondo Paci, infatti, un sistema di previdenza complementare che poggi su un atto di imposizione come il conferimento obbligatorio del Tfr "comporta dei problemi"

 

L'introduzione, in forma pro-rata, del metodo di calcolo della pensione sulla base dei contributi versati, e non più della sola retribuzione, è seguita alla riforma Dini approvata nel 1995. La legge prevede un sistema misto (retributivo e contributivo) per chi al 31 dicembre 1995 aveva maturato più di 18 anni di contributi e un sistema "puro" (solo contributivo) per coloro che alla stessa data erano in possesso di un'anzianità contributiva inferiore ai 18 anni. Il tutto produce un'andata a regime molto lenta del metodo di calcolo contributivo. La questione di estendere a tutti i lavoratori il metodo contributivo è affiorata già in seguito alla riforma Prodi del 1997 ed è stata riproposta a più riprese dal nucleo di valutazione della spesa previdenziale, dal presidente dell'Inps e, anche se in modo più sfumato, dalla commissione Brambilla.

 

Intanto alla commissione Lavoro della Camera è ripartita la discussione sulla delega previdenziale. E il Presidente della Commissione, Domenico Benedetti Valentini, lascia intendere che non ci saranno altri rinvii anche perché per giugno è stato fissato il voto dell'Aula di Montecitorio. In ogni caso la commissione è pronta a valutare eventuali indicazioni che arriveranno dal tavolo del confronto tra Governo e sindacati.

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