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La Finanziaria prende corpo e la riforma delle
pensioni comincia "in anticipo", anche se riguarderà
solo una parte della delega giacente dal dicembre scorso in
Parlamento. "L'unica norma che potrà essere
introdotta in Finanziaria è quella relativa alla
progressiva abolizione del divieto di cumulo" afferma,
infatti, il ministro del Welfare Roberto Maroni. E smentisce
qualsiasi ricorso a nuovi bonus, quali la maggiorazione del
20% della retribuzione, in favore di chi decide di rinviare
il pensionamento. Maroni conferma che gli incentivi per
continuare a lavorare "sono già presenti nella delega
che giace in Parlamento e continueranno a rimanere nella
delega".
Ma,
nonostante le dichiarazioni del ministro Maroni, la partita
sugli incentivi per rinviare i pensionamenti resta ancora
aperta. Al Tesoro si sta infatti lavorando in sede tecnica,
anche se ufficialmente non ci sono conferme, per inserire
nella Finanziaria almeno altri due interventi previsti dalla
delega, oltre a quello sulla progressiva abolizione del
divieto di cumulo: gli incentivi contributivi e fiscali per
favorire la permanenza al lavoro; la certificazione dei
diritti acquisiti. Una soluzione che non piace al Welfare
(dal quale è già arrivato lo stop ai disincentivi alle
anzianità), che sta invece valutando la possibilità di
fondere l'Inpdai nell'Inps e di inserire questa norma in
Finanziaria.
Con
la progressiva abolizione del divieto di cumulo il Welfare
conta di conseguire tre risultati: favorire il rinvio dei
pensionamenti; ottenere alcuni risparmi di spesa (più di 50
milioni di euro l'anno a partire dal 2004); contribuire alla
lotta al sommerso. Lo stop al divieto di cumulo dovrebbe
riguardare chi è in possesso di 37 anni di contributi (e
probabilmente con almeno 58 anni di età). Tutti questi
soggetti potrebbero cumulare la pensione con altro reddito
da lavoro.
Oltre
al ministro Maroni anche il sottosegretario al Welfare,
Maurizio Sacconi, ha detto che sulle pensioni "non c'è
nulla di nuovo: il percorso di riforma è quello già
disegnato dalla delega al vaglio del Parlamento". E
proprio questa settimana la Camera riprenderà l'esame del
provvedimento. Ma l'ipotesi che anche gli incentivi per
rinviare i pensionamenti (bonus contributivo e fiscale)
possono confluire in Finanziaria non è ancora del tutto
esclusa. Del resto nell'ultimo Dpef varato dal Governo si
parla espressamente della necessità di favorire
l'innalzamento dell'età pensionabile. E con gli incentivi
previsti dalla delega sarebbe possibile aprire la strada
alla permanenza al lavoro fino al 70° anno di età.
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