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PENSIONI MINIME, ESTESA LA PLATEA DEGLI AUMENTI

 

È stato una misura fortemente voluta dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, e che ha portato con sé non pochi strascichi polemici: l'aumento delle pensioni minime a 516 euro al mese. Intorno all'aumento si è formato un vero e proprio giallo, che ha portato all'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare, per capire per quale motivo il numero di coloro che avevano chiesto l'aumento, dichiarando di possedere i requisiti richiesti dal governo, fosse così clamorosamente inferiore alle aspettative (e ai 4.200 miliardi di vecchie lire stanziati per coprire il provvedimento).

 

Il giallo è stato risolto nel giro di pochi giorni: la platea dei potenziali beneficiari era molto più ridotta dei 2,2 milioni di pensionati calcolati dall'esecutivo al momento di decidere l'aumento. Nessun colpevole, dunque, ma a quel punto si poneva il problema di ridistribuire le risorse avanzate. I sindacati dei pensionati hanno immediatamente chiesto chiesto anche di "rivedere al ribasso" il requisito dell'età, e di escludere alcune voci dal calcolo del reddito ai fini dell'accesso al beneficio dell'aumento della pensione minima, in modo da non penalizzare il piccolo risparmio e i redditi da pensione su cui si pagano le tasse. Una misura che finora è stata accantonata, ma che potrebbe essere ripresa.

 
Nel governo è, infatti, in corso un confronto per individuare i nuovi criteri per l'aumento della platea dei beneficiari dell'incremento delle pensioni minime a 516 euro, che dovrebbero essere inseriti nella Finanziaria che il Consiglio dei ministri si appresta a varare, il prossimo 30 settembre.

 

"Ci stiamo lavorando, si stanno verificando i conti con la nuova previdenza dell'Inps": con queste parole il ministro del Welfare conferma l'intenzione di allargare la platea dei beneficiari dei ritocchi alle "minime" utilizzando le risorse rimaste inutilizzate dopo la prima tranche degli aumenti. Con il nuovo intervento dovrebbe anche essere eliminato il tetto di età a 60 anni per gli invalidi al 100%. il Governo ha poi deciso di assicurare per il 2003 l'adeguamento al tasso di inflazione programmato delle pensioni per le quali è già scattato l'aumento.

DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

Pensioni a 516 €, rinvio a settembre

 

 

 

 

 

 

 

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