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Secondo uno studio, condotto nell'ambito dei paesi più industrializzati,
dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
Economico (OCSE), il sistema pensionistico italiano risulta
essere uno dei più generosi in tema di pensioni. La media
dell'assegno previdenziale a fine carriera è pari al
57% dell'ultima retribuzione, mentre in
Italia la percentuale arriva al 78,8%.
Secondo lo studio realizzato dall'OCSE, che però non tiene conto
dell'ultima riforma previdenziale italiana, su 30
sistemi previdenziali esaminati, quello italiano è
il quinto più generoso per quanto riguarda il reddito che un lavoratore con uno
stipendio medio può attendersi di incassare una volta
cessata l'attività. Va molto
peggio a paesi come Francia,
Islanda, Repubblica Ceca,
Giappone e Norvegia, dove
l'assegno previdenziale si colloca intorno al 50%
dell'ultimo stipendio. In testa alla
classifica troviamo il Lussemburgo. I
pensionati del Granducato, infatti, percepiscono una
pensione che è pari al 102% dell'ultima
retribuzione, incassando una cifra maggiore rispetto a
quella percepita durante l'attività lavorativa. Nell'ordine
seguono la Turchia, con l'87,2%, la
Grecia con l'84%, la Spagna
con l'81%. A lunga
distanza troviamo gli Stati Uniti, con
il 38,6% e la Gran Bretagna
con il 37%. All'ultimo posto si colloca l'Irlanda, dove un pensionato
percepisce una somma pari al 30,6%
dell'ultima retribuzione.
L'inchiesta dell'OCSE si occupa anche delle pensioni minime,
cioè di quelle prestazioni che lo Stato eroga a prescinedre
dai contributi effettivamente versati, nel caso in cui
questi non siano sufficienti a produrre una effettiva
rendita secondo calcoli attuariali. Lo studio ha evidenziato
che l'assegno nei paesi OCSE è pari al 29% delle
retribuzioni medie. In questo
ambito, all'ultimo posto si colloca la Repubblica
Ceca, paese in cui la pensione minima equivale al
12% di un salario medio, mentre ai primi
posti si collocano il Lussemburgo ed il
Portogallo, dove le pensioni minime
superano il 40% delle retribuzioni medie.
Per quanto ci riguarda, le nostre pensioni minime
raggiungono il 22% delle retribuzioni medie.
Il rapporto dell'Ocse si chiude con una
dettagliata analisi dei costi di finanziamento dei vari
sistemi previdenziali. Per l'OCSE, l'onere maggiore è rappresentato non solo dal
livello delle prestazioni pensionistiche, ma anche dall'età
di pensionamento e ovviamente dalle aspettative di vita,
che, secondo le stime OCSE, nel 2040 sarà di 83,1 anni per
gli uomini e di 86,6 anni per le donne. Sono ormai numerosi,
sottolinea l'OCSE, i paesi in cui vi sono progetti per
innalzare l’età pensionabile ovvero, in alcuni casi
eliminare del tutto "l'età pensionabile”.
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DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM
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